Credito, Abi: a giugno prestiti a famiglie e imprese su dell’1%. Nuovi minimi storici per i tassi sui mutui

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Credito Confidi Cessione del Quinto BonificiA giugno sono aumentati dell’1% i prestiti bancari a famiglie e imprese. Su anche i mutui alle famiglie, cresciuti del 2,5%, mentre scendono dello 0,2% i finanziamenti alle imprese. I tassi di interesse sui mutui hanno raggiunto nuovi minimi storici, attestandosi all’1,78%. È quanto emerge dal Rapporto mensile di luglio dell’Abi (Associazione bancaria italiana), reso noto oggi.

Dinamica dei prestiti bancari

Dai dati al 30 giugno 2019, emerge che i prestiti a famiglie e imprese registrano una crescita su base annua pari all’1%. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

Sulla base degli ultimi dati relativi a maggio 2019, si conferma la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,5% su base annua.

“A seguito della riduzione della domanda di finanziamenti, nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente infimi, per i prestiti alle imprese si registra una riduzione dello 0,2% su base annua”, si legge nel Rapporto mensile dell’Abi.

Tassi di interesse sui prestiti

A giugno 2019 i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento hanno raggiunto nuovi minimi storici. In particolare, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,78% (1,85% a maggio 2019, 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato invece pari a 1,36% (1,43% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

Il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,57% dal 2,58% del mese precedente. Era al 6,18% prima della crisi, a fine 2007.

Qualità del credito

Secondo i dati del Rapporto mensile di luglio dell’Abi le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a maggio 2019 si sono attestate a 32,6 miliardi di euro, in forte calo rispetto ai 50,8 miliardi di maggio 2018 (-18 miliardi pari a -36%) e ai 76,8 miliardi di maggio 2017 (-44,1 miliardi pari a -57%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 56 miliardi (pari a -63,3%).

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,88% a maggio 2019 (era 2,93% a maggio 2018, 4,39% a maggio 2017 e 4,89% a novembre 2015).

Dinamica della raccolta da clientela

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a giugno 2019, di circa 55 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,7% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per 16 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -6,4%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +2,2% a giugno 2019.

Tassi di interesse sulla raccolta

A giugno 2019 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è pari in Italia a 0,61%, (0,62% nel mese precedente) ad effetto, in primo luogo, del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), pari a 0,38% (0,38% anche nel mese precedente); in secondo luogo, del tasso sui PCT, che si colloca a 1,68% (1,71% il mese precedente); e infine ad effetto del rendimento delle obbligazioni in essere, pari a 2,37% (2,37% anche a maggio 2019).

Margine tra tasso sui prestiti e tasso sulla raccolta

Infine, secondo quanto riportato nel Rapporto mensile di luglio dell’Abi, il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a giugno 2019 risulta pari a 196 punti base (196 punti base anche nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).