Credito, Abi: tra gennaio e maggio finanziamenti alle imprese su dell’11,4%. Mutui in crescita del 64,4%

Abi Logo BuonoTra gennaio e maggio i finanziamenti alle imprese hanno segnato una crescita dell’11,6% su base annua. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili si è registrato un incremento annuo del 64,4% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo sono salite dell’11%. A giugno 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (meno 0,1%) nei confronti di giugno 2014, meno 0,6% il mese precedente e migliore rispetto al meno 4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di giugno 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.833 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.415,5 miliardi di euro. Sono alcune delle principali evidenze che emergono dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi.

Secondo l’analisi i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,42%, minimo storico (3,43% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,10% (il valore più basso da maggio 2010) dal 2,17% del mese precedente (5,48% a fine 2007) (cfr. Tabella 3). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,75% (2,65% il mese precedente e segnando il valore più basso da ottobre 2010; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso.

L’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.833 miliardi di euro è nettamente superiore, di 146,5 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.686,5 miliardi di euro.

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a maggio 2015 pari ad oltre 193,7 mld, dai 191,6 mld di aprile 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,1% a maggio 2015 (8,9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17% per i piccoli operatori economici (15,1% a maggio 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,2%per le imprese (14,5% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,6% a maggio 2014; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano a maggio 2015 un aumento, passando da 82,3 miliardi di aprile a 83,4 miliardi di maggio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,62% a maggio 2015 dal 4,56% di aprile 2015 (4,24% a maggio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a marzo scorso il numero complessivo
degli affidati in sofferenza era pari a 1.199.107 (in prevalenza imprese e famiglie).

Dimunisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a giugno 2015: -14,8%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 71 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano – sempre a fine giugno 2015 – di 47,5 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,9%, stesso valore di maggio). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a giugno 2015 una diminuzione di circa 23,4 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,4% (-1,7% il mese precedente), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.686,5 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 174 miliardi.

Il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,35% (1,37% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,66% (0,67% il mese precedente), quello sui PCT all’1,08% (1,14% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,05%, 3,06% il mese precedente.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a giugno 2015 è risultato pari a 207 punti base (206 punti base il mese precedente). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Consulta il rapporto mensile dell’Abi

 

Credito, Abi: tra gennaio e maggio finanziamenti alle imprese su dell’11,4%. Mutui in crescita del 64,4% ultima modifica: 2015-07-17T12:54:46+00:00 da Redazione

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