
Italiani poco indebitati? Il discorso non riguarda il credito al consumo, nel quale le famiglie superano la media europea sia per il peso sul totale dei prestiti che per i tassi applicati.
A fare il punto della situazione è Fondazione Fiba di First Cisl, che rielabora dati della Banca d’Italia e della Bce. Il quadro che emerge è quello di un Paese nel quale il credito al consumo continua a rappresentare una componente sempre più rilevante dell’indebitamento delle famiglie, in un contesto caratterizzato da costi elevati e forti differenze territoriali.
Inoltre, secondo la Fondazione, destano preoccupazione due forme di credito al consumo: la cessione del quinto, che dalla metà del 2011 alla fine del 2025 ha visto passare i suoi volumi da 10,6 a 18,6 miliardi di euro, e il buy now pay later, sempre più diffuso tra i giovani e, sempre più spesso, persone con difficoltà economiche: “redditi medio bassi, pochi risparmi e già indebitate”.
Prestiti personali in crescita costante negli ultimi 9 anni
Analizzando un orizzonte temporale di 9 anni, la Fondazione Fiba di First Cisl riscontra una crescita costante nel ricorso sia ai prestiti personali che ai prestiti complessivi, che hanno registrato rispettivamente un aumento del 61,8% arrivando a superare i 177 miliardi di euro e de 16,5%, raggiungendo 612 miliardi.
Secondo i dati della Banca d’Italia, a fine 2025 l’indebitamento medio pro capite si attesta intorno ai 3.000 euro.
Prestiti alle famiglie consumatrici
| 31/12 | 30/09 | 31/12 | 31/03 | 30/06 | 30/09 | 31/12 2025 |
Prestiti alle famiglie consumatrici | 525,98 | 590,53 | 594,63 | 597,49 | 602,79 | 606,40 | 612,64 |
Elaborazione Fondazione Fiba di First Cisl su dati Banca d’Italia (unità: Mld)
Il credito al consumo è erogato prevalentemente dalle banche (127 miliardi di euro, pari al 71,5%), ma la quota delle finanziarie è in crescita.
A livello territoriale, tra le regioni, i volumi più alti si registrano in Lombardia (30,3 mld pari al 17%), seguita da Lazio (19,5 mld pari all’11%) e Sicilia (15,5 mld pari all’8,7%). Dal 2016, a crescere di più sono però state il Trentino Alto Adige (+ 88,1%), l’Emilia Romagna (+ 77,8%) e il Veneto (+ 71,7%).
Credito al consumo sul totale dei prestiti, Italia sopra la media europea
First Cisl sottolinea come in Italia il peso del credito al consumo sul totale dei prestiti alle famiglie, pari al 19,2%, sia di 8 punti superiore rispetto alla media dell’area euro, che è poco superiore all’11%. Il divario resta significativo anche rispetto ai principali Paesi europei, con Germania e Francia che si fermano rispettivamente al 9,6% e al 12,9%.
Prestiti alle famiglie: raffronto dello stock di fine periodo tra credito al consumo e prestiti in generale. Confronto europeo (febbraio 2026)
Periodo | Germania | Francia | Italia | Area euro |
Febbraio 2026 | 9,6% | 12,9% | 19,2% | 11,4% |
Elaborazione Fondazione Fiba di First Cisl su dati Bce (%)
Credito al consumo, in Italia Taeg 10,25%, contro il 6,5% della Francia
Secondo gli ultimi dati disponibili sui tassi, i costi a carico dei consumatori si confermano sostenuti. A febbraio il Taeg sul credito al consumo in Italia si attesta al 10,25%, stabilmente al di sopra delle principali economie dell’area euro, con la Germania all’8,47% e la Francia al 6,5%.
Tassi di interesse: Taeg sul credito al consumo (nuove operazioni). Confronto europeo
Paese | Ottobre 2025 | Novembre 2025 | Dicembre 2025 | Gennaio 2026 | Febbraio 2026 |
Germania | 8,32 | 8,43 | 8,32 | 8,55 | 8,47 |
Francia | 6,30 | 6,27 | 6,10 | 6,58 | 6,50 |
Italia | 10,07 | 10,08 | 9,97 | 10,34 | 10,25 |
Area euro | 8,10 | 8,07 | 7,91 | 8,37 | 8,27 |
Elaborazione Fondazione Fiba di First Cisl su dati Bce (%)
Mutui più cari
Anche sul fronte dei mutui si registra un aumento del costo del credito: a febbraio il Taeg per l’acquisto di abitazioni si colloca al 3,87%, rispetto al 3,66% della media europea. In Francia è al 3,71% e in Germania al 3,85%.
Tassi di interesse: Taeg per l’acquisto di casa (nuove operazioni). Confronto europeo
Paese | Ottobre 2025 | Novembre 2025 | Dicembre 2025 | Gennaio 2026 | Febbraio 2026 |
Germania | 3,75 | 3,75 | 3,80 | 3,87 | 3,85 |
Francia | 3,59 | 3,60 | 3,58 | 3,65 | 3,71 |
Italia | 3,73 | 3,72 | 3,81 | 3,87 | 3,87 |
Area euro | 3,59 | 3,58 | 3,59 | 3,65 | 3,66 |
Elaborazione Fondazione Fiba di First Cisl su dati Bce (%)
Indebitamento rispetto al reddito più basso della media
L’indebitamento delle famiglie italiane rispetto al reddito disponibile resta tra i più bassi a livello europeo: appena il 55,4% contro il 75,2% della Germania e il 90,9% della Francia.
Forme di prestito che destano preoccupazione
La diffusione sempre più estesa di alcune forme di credito al consumo desta tuttavia, secondo la First Cisl, preoccupazione. È il caso della cessione del quinto dello stipendio, che dalla metà del 2011 alla fine del 2025 ha visto passare i suoi volumi da 10,6 a 18,6 miliardi di euro.
Lo stesso vale per il buy now pay later (bnpl) cresciuto rapidamente negli ultimi anni, anche in Italia. Da una recente analisi della Banca d’Italia (“Buy now pay later: caratteristiche del mercato, rischiosità e sviluppi regolamentari”, note di stabilità finanziaria e vigilanza n. 50) emerge che a utilizzarlo sono soprattutto i giovani e, sempre più spesso, persone con difficoltà economiche: redditi medio bassi, pochi risparmi e già indebitate.
“Questa forma di pagamento è molto diffusa anche tra chi fatica a rispettare le scadenze dei debiti, aumentando il rischio di non riuscire a rimborsare. Per affrontare questi rischi, la nuova normativa europea (Ccd2) introdurrà regole più severe: maggiore trasparenza sull’informativa precontrattuale e contrattuale e controlli più accurati sul merito di credito dei clienti. L’obiettivo è ridurre il sovraindebitamento e proteggere meglio i consumatori, rendendo questo tipo di finanziamento più sicuro”, conclude l’analisi della Fondazione Fiba.























