Credito al consumo: le consistenze debitorie tornano ai livelli antecedenti il 2008.

Per le due associazioni “il profondo disagio che i cittadini affrontano quotidianamente è tale da non consentire più loro nemmeno di indebitarsi”.

Inoltre “ad accelerare tale tendenza contribuisce l’insostenibile clima di incertezza, che investe specialmente il fronte fiscale: i cittadini non sono più nella condizione di poter programmare nulla fino a quando non conosceranno con esattezza cosa deciderà il governo in tema di Iva, Imu e Tares. L’analisi dell’andamento del credito al consumo rappresenta un chiaro quadro del mutamento delle condizioni sociali e delle abitudini delle famiglie avvenuto nell’ultimo decennio”.

Dal 2002 al 2009, proseguono Adusbef e Federconsumatori “vi è stata una continua crescita delle consistenze debitorie. Un andamento dovuto al fatto che, all’indomani del passaggio all’Euro, per colmare la perdita del potere di acquisto derivante dal forte aumento dei prezzi e delle tariffe, nonché per mantenere gli stessi standard di vita, le famiglie hanno iniziato a ricorrere in misura sempre maggiore all’indebitamento (richiedendo sia prestiti personali, che prestiti per acquisti rateali e persino per andare in vacanza). A partire dal 2009-2010, con l’aggravarsi degli effetti della crisi economica, tale andamento ha iniziato a ribaltarsi: le famiglie hanno cominciato a diminuire fortemente gli acquisti, anche rateali. Il calo più marcato si registra proprio nel 2013, anno in cui le consistenze debitorie son tornate ai livelli antecedenti il 2008”.

“Per questo – concludono le due associazioni – è urgente intervenire con misure concrete ed efficaci per avviare un deciso rilancio del potere di acquisto delle famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso. Grazie a tale operazione sarà possibile dare un nuovo impulso alla crescita economica, segnando una ripresa dei consumi e della produzione”.

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Credito al consumo: le consistenze debitorie tornano ai livelli antecedenti il 2008. ultima modifica: 2013-07-17T12:46:53+00:00 da Flavio Meloni

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