Credito al consumo, parte il sistema di prevenzione frodi e furti di identità

Ministero dell'Economia e delle FinanzeLotta ai furti di identità e prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo. Il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze n. 95 del 19 maggio 2014, entrato in vigore il 16 luglio scorso, ha dettato le regole attuative del decreto 141 del 2010 in materia. Le norme prevedono l’istituzione, presso lo stesso ministero dell’Economia e delle Finanze, di un sistema pubblico di prevenzione delle frodi e dei pagamenti dilazionati o differiti, con specifico riferimento al furto d’identità.

Banche, assicurazioni, intermediari e operatori di telecomunicazioni potranno d’ora innanzi chiedere l’incrocio dei dati dichiarati nel corso di un’operazione finanziaria o assicurativa e verificare l’effettiva identità del consumatore. La norma prevede l’istituzione di un archivio centralizzato, di cui è titolare il ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha affidato la gestione alla Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici Spa.

È stato dunque istituito un archivio centralizzato al quale potranno accedere gli aderenti diretti, ossia banche, società finanziarie, assicurazioni, i servizi di media audiovisivo (emittenti televisive, giochi in linea, versioni elettroniche dei quotidiani), i fornitori di reti pubbliche di comunicazione e i fornitori di servizi di comunicazione elettronica. Potranno accedere anche gli aderenti indiretti quali i gestori di servizi di informazioni creditizie.

I potenziali aderenti dovranno presentare la loro domanda di adesione e saranno convenzionati con la Consap che provvederà al loro censimento. In tal modo, saranno anche impegnati al rispetto della normativa sulla riservatezza. Il regolamento precisa che il titolare del trattamento dei dati è il Mef e che tutti i soggetti coinvolti dovranno adottare misure per un elevato livello della protezione dei dati personali.

L’obiettivo dichiarato dell’archivio è la lotta alle frodi e soprattutto al furto di identità, che è l’unico motivo per cui si può “interrogare” l’archivio; infatti l’accesso è finalizzato alla verifica dell’autenticità dei dati identificativi di persone fisiche che chiedano una dilazione di pagamento o un finanziamento. La richiesta della verifica dell’autenticità delle informazioni rilasciate dalla persona fisica avverrà attraverso l’interrogazione di banche dati pubbliche: ministero dell’Interno, Agenzia delle entrate, ministero Trasporti e delle Infrastrutture, Inps, Inail. I dati saranno messi a disposizione delle forze di polizia, della Banca d’Italia e del nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza.

Il furto di identità è stato definito dal d.lgs. 141/2010 e distingue tra impersonificazione totale e impersonificazione parziale. La prima si ha con l’occultamento totale della propria identità mediante l’indebito utilizzo di dati relativi all’identità e al reddito di un altro soggetto. L’impersonificazione parziale si verifica invece qualora ci sia un occultamento parziale della propria identità mediante l’impiego, in forma combinata, di dati relativi alla propria persona e l’utilizzo indebito di dati relativi a un altro soggetto.

Le varie banche dati interrogabili consentono di conoscere i dati anagrafici, il codice fiscale, la partita Iva; quelli della tessera sanitaria, l’ultima presentazione da dichiarazione dei redditi, la fascia di reddito, l’imponibile previdenziale e assistenziale, i prospetti paga, la tipologia del rapporto di lavoro, i dati sul datore di lavoro. L’architettura dell’archivio prevede sei livelli di interrogazione: elenco aderenti diretti; dati statistici; interfaccia per il controllo della autenticità dei dati; informazioni sulle frodi subite o segnalate; informazioni sul rischio frodi; allerta trasmessi dal Mef.

Il sistema non riguarda solo le imprese, ma viene messo a disposizione anche dei consumatori. Sarà attivato anche un servizio telefonico e telematico gratuito, per ricevere segnalazioni da parte dei soggetti che hanno subito o temono di aver subito frodi configuranti ipotesi di furto di identità.

Gli aderenti non solo possono chiedere verifiche sui dati, ma possono anche alimentare l’archivio con le informazioni relative ai casi di rischio di frode.

Credito al consumo, parte il sistema di prevenzione frodi e furti di identità ultima modifica: 2014-07-28T12:17:36+00:00 da Valentina Petracca

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: