Credito, associazioni dei consumatori: le famiglie non riescono più neanche a indebitarsi. La situazione è allarmante

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori su dati Abi relativi al primo trimestre 2010, si è registrato un evento inusuale: il declino del credito al consumo. Sono diminuite sia le erogazioni, scese dell’11% nel 2009 e del 5% nel 2010, sia le consistenze, passate a 110 miliardi dai 113 miliardi di fine 2009. Le associazioni considerano allarmante questo dato, poiché ritengono che, benché sia grave che le famiglie siano costrette a ricorrere all’indebitamento per i consumi, è ancora più preoccupante che non siano neanche più in grado di indebitarsi.

Di fronte ad una situazione di questo genere non si possono più rimandare interventi concreti tesi a risollevare le condizioni della famiglie” affermano Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, ed Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef. Secondo le sue associazioni, si rende necessaria un’inversione di tendenza che comporti una ripresa di investimenti nei settori innovativi e l’aumento del potere di acquisto delle famiglie, esclusivamente quelle a reddito fisso, “attraverso processi di detassazione per almeno 1.200 euro annui”, poiché “solo per prezzi e tariffe subiranno aumenti di 1.118 euro”. Il reperimento delle risorse non sta solo nella battaglia all’evasione fiscale “ma anche in un riequilibrio ottenuto pescando nelle rendite finanziarie, nei grandi patrimoni e negli alti redditi – prosegue una nota congiunta delle due associazioni -. Inoltre, come già fatto a suo tempo Francia e Spagna, utilizzando per gli investimenti in ricerca ed innovazione parte delle riserve auree”.

Fa loro eco il Codacons, secondo cui “ormai arrivare alla fine del mese senza indebitarsi è un privilegio che pochi possono permettersi”. E attacca anche il fondo di solidarietà per i mutui entrato in vigore il 2 settembre: “Non solo è scandaloso che sia entrato in vigore dopo due anni e otto mesi dalla legge che lo ha previsto (Legge n. 244 del 24 dicembre 2007), a dimostrazione della scarsa attenzione del Governo per le famiglie che non ce la fanno più a pagare le rate, ma le condizioni richieste per accedere ai benefici sono troppo limitative” si legge in una nota. Non solo perché il mutuo deve essere di importo non superiore a 250.000 euro, requisito che esclude chi compra casa in grandi città come Roma e Milano, o perché l’Isee non deve superare i 30.000 euro, ma perché non basta “come stabiliva la legge, poter dimostrare di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate ma occorrono condizioni ben precise e troppo circoscritte come la perdita del posto di lavoro dipendente, morte di  un componente il nucleo familiare, pagamento di  spese mediche per più di 5.000 euro”.

Credito, associazioni dei consumatori: le famiglie non riescono più neanche a indebitarsi. La situazione è allarmante ultima modifica: 2010-09-13T07:10:00+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: