Credito, Banca d’Italia: erogazioni al settore privato in aumento dell’1,5% tra settembre e novembre

Banca d'Italia Logo 2In autunno la crescita dei finanziamenti al settore privato non finanziario si è rafforzata. È proseguito l’allentamento dei criteri di offerta; il costo dei prestiti erogati a famiglie e imprese si è collocato su livelli storicamente molto contenuti, beneficiando delle misure espansive adottate dalla Bce. Lo rileva l’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia.

Secondo il dossier, il graduale miglioramento dell’attività economica si sta riflettendo favorevolmente sulla qualità del credito, sulla redditività e sulla patrimonializzazione delle banche. Nei tre mesi terminanti in novembre la crescita del credito al settore privato non finanziario è aumentata (all’1,5 per cento, al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno).

Per la prima volta dalla fine del 2011 la variazione congiunturale dei prestiti alle imprese si è portata su livelli significativamente positivi (1,5 per cento). Hanno accelerato anche i prestiti alle famiglie; la dinamica dei mutui per l’acquisto di abitazioni è tornata positiva dall’estate, sospinta dal basso livello dei tassi di interesse. I prestiti alle imprese sono in ripresa, ma con un andamento differenziato fra settori di attività e per classe dimensionale.

La crescita dei finanziamenti alle aziende manifatturiere, che risulta diffusa fra le categorie merceologiche, si è rafforzata (4,0 per cento sui dodici mesi in novembre, da 1,9); la variazione dei prestiti al settore dei servizi è tornata lievemente positiva, seppure frenata dalla contrazione dei finanziamenti alle aziende collegate al comparto immobiliare. Il credito ha continuato a contrarsi nel settore delle costruzioni (-2,3 per cento) e in quello dell’industria non manifatturiera. Si mantiene elevato il divario nell’andamento dei prestiti fra le imprese con 20 addetti e oltre e quelle di minore dimensione (0,7 e -2,1 per cento, rispettivamente). È ulteriormente aumentata la dinamica del credito alle aziende che non presentano debiti deteriorati.

La raccolta complessiva delle banche italiane tra agosto e novembre si è ridotta in seguito al calo delle obbligazioni e delle altre forme di raccolta all’ingrosso, che ha in parte rispecchiato la soddisfacente posizione di liquidità degli intermediari. I depositi dei residenti sono invece lievemente aumentati.

Le banche intervistate nell’ambito dell’indagine sul credito bancario (Bank Lending Survey) hanno segnalato, per il terzo trimestre del 2015, un ulteriore allentamento delle politiche creditizie. Sulla base dei sondaggi condotti presso le imprese in dicembre, l’allentamento è proseguito nel quarto trimestre, in particolare nel settore della manifattura.

L’allentamento dei criteri di offerta si è tradotto prevalentemente in un’ulteriore riduzione dei margini di interesse; per le aziende, gli intermediari hanno inoltre indicato un moderato aumento dell’ammontare del credito erogato e un lieve allungamento delle scadenze.

In base a quanto dichiarato dalle banche intervistate, è proseguita l’espansione della domanda di prestiti da parte delle imprese, sostenuta dal basso livello dei tassi di interesse e dal maggiore fabbisogno per investimenti fissi, scorte e capitale circolante. Si è ulteriormente rafforzata anche la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni, sospinta principalmente da tassi di interesse molto contenuti, nonché dal miglioramento delle prospettive del mercato immobiliare e dalla fiducia dei consumatori.

Tra agosto e novembre il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è rimasto pressoché stabile all’1,9 per cento, un livello storicamente molto contenuto. Il differenziale rispetto al corrispondente tasso medio nell’area dell’euro si è annullato (era pari a circa 100 punti base alla fine del 2012), attestandosi su valori lievemente negativi per gli affidamenti di importo superiore a un milione di euro. Resta elevata la dispersione delle condizioni applicate a diversi tipi di prenditori, pur se in riduzione dai livelli raggiunti durante la crisi globale; in Italia è ancora ampio il divario tra il costo dei prestiti di importo inferiore al milione di euro e quello dei finanziamenti di maggiore entità (circa 150 punti base, a fronte di 120 nell’area dell’euro). Il costo dei nuovi mutui alle famiglie è sceso di due decimi, al 2,6 per cento; il differenziale con la media dell’area si è ridotto a meno di 30 punti base.

Consulta il bollettino economico della Banca d’Italia

 

Credito, Banca d’Italia: erogazioni al settore privato in aumento dell’1,5% tra settembre e novembre ultima modifica: 2016-01-15T16:49:19+00:00 da Redazione

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