Credito, Banca d’Italia: in calo dell’1,8% i prestiti alle società non finanziarie. Giù dello 0,4% quelli alle famiglie

Banca Italia LogoNei dodici mesi terminati a novembre “è proseguita, con una lieve moderazione rispetto ai mesi precedenti, la contrazione dei prestiti alle imprese, risentendo, dal lato della domanda, della debolezza degli investimenti e, dal lato dell’offerta, della persistente rischiosità dei prenditori di fondi. Secondo le recenti indagini presso le banche e le aziende le condizioni di offerta di credito alle imprese sono lievemente migliorate, ma restano più difficili per quelle di minore dimensione. Continua il calo dei tassi sui prestiti alle imprese e alle famiglie. Il credito al settore privato non finanziario è diminuito dell’1,2 per cento nei tre mesi terminanti in novembre (in ragione d’anno e al netto dei fattori stagionali). I prestiti alle società non finanziarie si sono ridotti dell’1,8 per cento, in lieve attenuazione rispetto ai mesi precedenti (-2,4 in agosto), risentendo della debolezza dell’attività economica; la flessione dei prestiti alle famiglie è rimasta più contenuta (-0,4 per cento)”. Lo si apprende dall’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia.

Lo studio evidenzia che nel periodo di riferimento il calo dei finanziamenti alle imprese è stato lievemente meno marcato per gli intermediari appartenenti ai primi cinque gruppi bancari rispetto alle altre banche (-2,2 e -2,7 per cento, rispettivamente). Con riferimento al settore di attività economica, la contrazione del credito si è attenuata per il comparto manifatturiero e per quello dei servizi (al -1,7 e -2,4 per cento, rispettivamente); rimane più accentuata per il settore delle costruzioni (-5,4).

Tra la fine di agosto e quella di novembre la raccolta al dettaglio delle banche italiane presso le famiglie residenti è lievemente aumentata, riflettendo principalmente l’accelerazione dei depositi in conto corrente (cresciuti su base annua del 7,7 per cento, dal 6,1 in agosto). Nello stesso periodo sono diminuiti i collocamenti netti di obbligazioni allo sportello e la raccolta interbancaria all’estero.

Le banche intervistate nell’ambito dell’indagine sul credito bancario (Bank Lending Survey) riportavano, per il terzo trimestre del 2014, condizioni di offerta di credito invariate rispetto al periodo precedente nei confronti sia delle imprese sia delle famiglie, a fronte di una domanda ancora debole per le prime e in aumento per le seconde. Secondo informazioni preliminari relative al mese di novembre, gli intermediari, anche a seguito dei fondi ottenuti con l’operazione mirata di rifinanziamento di settembre, avrebbero allentato lievemente i criteri di concessione di prestiti alle imprese. I sondaggi più recenti presso le aziende segnalano condizioni di accesso al credito ancora differenziate per classe dimensionale di impresa: più favorevoli per le grandi e in lieve peggioramento per quelle di minore dimensione.

Gli intermediari hanno continuato a segnalare una diminuzione dei margini sulla media dei prestiti, a fronte di un incremento di quelli applicati alle imprese più rischiose. La domanda di finanziamenti da parte delle imprese è tornata a contrarsi lievemente, risentendo della dinamica negativa degli investimenti in capitale fisso, mentre quella di mutui si è ulteriormente rafforzata, beneficiando di attese più favorevoli sull’evoluzione del mercato immobiliare.

Dall’indagine condotta in settembre dalle sedi regionali della Banca d’Italia (Regional Bank Lending Survey), che fornisce indicazioni di maggiore dettaglio sulle politiche creditizie degli intermediari, è emerso che nella prima metà del 2014 i criteri di offerta hanno registrato un lieve allentamento per le imprese manifatturiere, a fronte di un irrigidimento per quelle operanti nel comparto delle costruzioni.

Inoltre le banche minori hanno praticato condizioni sensibilmente differenziate per area geografica: più distese al Nord, più restrittive al Centro-Sud. In base alle informazioni più recenti, le banche intervistate hanno segnalato un nuovo allentamento delle condizioni di offerta, ascrivibile in larga parte al ricorso alle recenti operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine della Bce; secondo alcuni intermediari queste misure favorirebbero un aumento del credito erogato e una diminuzione del margine sui prestiti per le imprese con merito creditizio più elevato. Non emergerebbero invece segnali di una ripresa della domanda di prestiti da parte delle imprese.

Consulta il bollettino della Banca d’Italia

 

Credito, Banca d’Italia: in calo dell’1,8% i prestiti alle società non finanziarie. Giù dello 0,4% quelli alle famiglie ultima modifica: 2015-01-16T18:55:32+00:00 da Redazione

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