Credito, Banca d’Italia: in Italia prestiti alle imprese giù del 5% nel 2013. E in Europa è rallentata la crescita di quelli ai privati

Banca Italia LogoIn Europa la crescita sui dodici mesi dei prestiti bancari al settore privato è progressivamente diminuita nel corso del 2013, portandosi al meno 2% a dicembre (era meno 0,1 alla fine del 2012) e stabilizzandosi su tale valore nei primi tre mesi del 2014. In Italia, nel corrispondente periodo, i finanziamenti bancari concessi alle imprese sono diminuiti del 5%; il calo si è attenuato nei primi mesi dell’anno in corso (meno 4,2 a marzo). Lo si apprende dalla Relazione Annuale della Banca d’Italia.

Il dossier sottolinea che l’andamento dei finanziamenti al settore privato in Europa “è ascrivibile alla marcata contrazione del credito alle società non finanziarie (meno 2,8% in dicembre, da meno 1,3 alla fine del 2012) e, in minor misura, al graduale rallentamento di quello erogato alle famiglie (0,3% in dicembre, da 0,7 alla fine del 2012). In termini congiunturali, il tasso di variazione sui tre mesi dei prestiti alle imprese è fortemente diminuito nella prima parte del 2013 (meno 4,5% in giugno, al netto della stagionalità e in ragione d’anno, da meno 2,2 alla fine del 2012) e si è successivamente riportato su valori prossimi a quelli di inizio anno. La crescita sui tre mesi del credito alle famiglie si è mantenuta su livelli prossimi allo zero. Nel 2013 il costo medio dei nuovi prestiti alle imprese e quello dei nuovi mutui alle famiglie sono rimasti pressoché stabili,  attestandosi rispettivamente al 2,7 e al 3,1 per cento in dicembre e mantenendosi su livelli simili anche nei primi tre mesi del 2014”.

Tra i principali Paesi dell’area, prosegue la relazione, la riduzione dei prestiti alle società non finanziarie è stata più accentuata in Spagna (meno 10,2%) e più contenuta in Germania (meno 1,8%); in Francia i prestiti sono rimasti sostanzialmente stabili (0,6%).

In Italia la diminuzione dei prestiti concessi da società finanziarie, più ampia rispetto a quella osservata per le banche (meno 5,4% nel mese di marzo), “è stata marcata nel comparto del factoring che ha in parte risentito della riduzione dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche.La domanda di credito delle imprese ha riflesso il calo degli investimenti e dei volumi produttivi. I dati desunti dall’indagine Invind indicano che il saldo tra le aziende che hanno aumentato la domanda di prestiti e quelle che l’hanno ridotta nella seconda metà del 2013, 12 per cento, è rimasto attorno ai livelli minimi degli ultimi sei anni”.

Sul versante dell’offerta “nell’indagine sul credito bancario condotta dall’Eurosistema le banche italiane hanno segnalato, a partire dal quarto trimestre del 2013, un’attenuazione della severità dei criteri di concessione dei finanziamenti, che restano tuttavia restrittivi. Sulla base dell’indagine Invind la quota di imprese che hanno dichiarato di non aver ottenuto dalle banche i finanziamenti richiesti è scesa di circa tre punti rispetto al 2012, al 9 per cento, un valore ancora alto rispetto al periodo 2005-07; il miglioramento è stato marcato per le imprese dei servizi. Le difficoltà di accesso al credito delle imprese italiane, in linea con quelle rilevate in Spagna, restano elevate nel confronto con le altre principali economie dell’area dell’euro: l’indagine semestrale della Banca centrale europea tra le imprese dell’area indica che, nonostante la quota di aziende che hanno domandato nuovi prestiti sia simile nei diversi paesi, in Italia e in Spagna l’incidenza di quante non riescono a ottenere i finanziamenti richiesti è superiore rispetto alla Germania e alla Francia”.

Credito, Banca d’Italia: in Italia prestiti alle imprese giù del 5% nel 2013. E in Europa è rallentata la crescita di quelli ai privati ultima modifica: 2014-05-30T16:54:31+00:00 da Paolo Tosatti

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