Credito, Banca d’Italia: in Piemonte prestiti in calo del 3,1% nel primo semestre

Banca Italia LogoIn Piemonte il credito alle imprese nel primo semestre ha continuato a contrarsi. Vi ha contribuito la perdurante debolezza della domanda, soprattutto nella componente per investimenti. Il processo di irrigidimento dell’offerta si sarebbe arrestato nel corso del semestre, anche se le condizioni rimangono selettive nei confronti della clientela maggiormente rischiosa. I mutui alle famiglie hanno fatto registrare una ripresa dei flussi di nuove erogazioni. La rischiosità del credito nei primi sei mesi si è lievemente ridotta per le imprese, anche se rimane storicamente molto elevata; quella delle famiglie è rimasta stabile su livelli contenuti. I depositi e i titoli in deposito delle famiglie hanno continuato a crescere a ritmi moderati. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo bollettino sull’economia della regione.

I prestiti bancari

Nella prima parte dell’anno in corso è proseguita la contrazione dei prestiti bancari alla clientela residente in regione (-3,1 per cento nei dodici mesi terminanti a giugno; -3,2 a dicembre del 2013). Hanno continuato a calare sia i finanziamenti alle imprese (-2,7 per cento a giugno; -3,8 nel dicembre del 2013) sia quelli alle famiglie consumatrici (dal -0,8 di fine 2013 al -0,6 per cento di giugno). È proseguita anche la riduzione del credito a favore del settore pubblico e del comparto finanziario. Nello scorso agosto, in base a dati provvisori, la contrazione dei finanziamenti è continuata (-3,6 per cento). La flessione ha riguardato sia le imprese sia le famiglie (-3,0 e -0,4 per cento, rispettivamente).

Il credito alle imprese

A giugno dell’anno in corso, considerando non solo i prestiti bancari, ma anche quelli delle società finanziarie, il credito al settore produttivo è diminuito del 3,8 per cento (-3,7 a fine 2013). La contrazione ha interessato tutte le principali branche di attività economica ed è stata più marcata per il manifatturiero (-5,9 per cento). Il calo del credito ha riguardato sia i prestiti a scadenza protratta, connessi agli investimenti delle imprese, sia quelli a più breve termine, collegati alla gestione del portafoglio commerciale; tra questi ultimi, la riduzione delle aperture di credito in conto corrente è risultata meno intensa. A giugno dell’anno in corso la media dei tassi applicati allo stock dei prestiti a breve termine è diminuita dal 6,2 del dicembre del 2013 al 5,9 per cento; la contrazione ha riguardato sia le imprese medio-grandi sia quelle più piccole ed è stata più intensa nel settore dei servizi. La media dei tassi sulle nuove erogazioni a medio e a lungo termine è invece rimasta sostanzialmente stabile, al 3,9 per cento. Secondo le indicazioni della Regional Bank Lending Survey (RBLS), l’andamento dei prestiti alle imprese nel primo semestre del 2014 ha continuato a risentire di una domanda ancora debole. Le richieste di credito sono state indirizzate principalmente al sostegno del capitale circolante, mentre la domanda di prestiti per finanziare gli investimenti produttivi è risultata stazionaria, dopo diversi semestri di flessione. Dal lato dell’offerta, nel complesso si è pressoché arrestato il processo di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito; permane, tuttavia, un orientamento selettivo nei confronti delle imprese delle costruzioni e in generale di quelle ritenute rischiose. Le condizioni di costo praticate sulla media dei finanziamenti sono lievemente migliorate e segnali di distensione provengono anche dalle quantità erogate. Le cautele dal lato dell’offerta si sono tradotte principalmente nell’applicazione di spread più elevati nei confronti delle posizioni più rischiose e nelle maggiori richieste di garanzie a sostegno delle erogazioni. Le indicazioni formulate dalle banche per il secondo semestre del 2014 segnalano un allentamento delle condizioni di offerta, favorito dai minori vincoli dal lato della provvista. In linea con le indicazioni provenienti dalla RBLS, il sondaggio della Banca d’Italia sulle imprese industriali e dei servizi segnala una sostanziale stabilizzazione dei criteri di accesso al credito per le aziende. La quota di imprese che hanno registrato un inasprimento delle condizioni di indebitamento nel primo semestre del 2014 si è più che dimezzata rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, scendendo al 10 per cento. I residui casi di deterioramento nella prima metà del 2014 sono riconducibili a una maggiore complessità delle informazioni richieste per ottenere nuovi finanziamenti e al livello dei costi accessori. Nel secondo semestre del 2014, a fronte di un’ulteriore diminuzione dei casi di peggioramento delle condizioni di indebitamento, l’incidenza delle situazioni di miglioramento aumenterebbe dal 20 al 28 per cento circa.

Il credito alle famiglie

Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nei dodici mesi terminanti a giugno il credito alle famiglie è diminuito dello 0,8 per cento (-1,1 a dicembre del 2013). La dinamica è riconducibile all’ulteriore calo dello stock dei mutui per l’acquisto di abitazioni e del credito al consumo. Nel corso del primo semestre dell’anno, tuttavia, le nuove erogazioni di mutui sono tornate a crescere. Nei primi sei mesi il tasso annuo effettivo globale (TAEG) medio sulle nuove erogazioni di finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è calato al 3,7 per cento, dal 3,9 registrato alla fine del 2013. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, nel primo semestre dell’anno la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie ha mostrato una tendenza al miglioramento, soprattutto nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni. I criteri di accesso al credito hanno evidenziato primi segnali di allentamento, specie per quanto concerne le quantità offerte e le condizioni di costo applicate alla media dei mutui; inoltre, il rapporto tra ammontare del finanziamento e valore dell’immobile (loan to value) si è stabilizzato, dopo diversi semestri di variazioni in senso restrittivo. Nei confronti della clientela giudicata più rischiosa, tuttavia, gli intermediari hanno mantenuto politiche di prezzo sostanzialmente invariate rispetto al secondo semestre del 2013. In base alle indicazioni delle banche, nella seconda parte del 2014 l’offerta si stabilizzerebbe.

Consulta il bollettino della Banca d’Italia

 

 

Credito, Banca d’Italia: in Piemonte prestiti in calo del 3,1% nel primo semestre ultima modifica: 2014-11-19T12:45:31+00:00 da Redazione

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