Credito, Banca d’Italia: in Puglia prestiti giù dell’1,3% nei primi sei mesi dell’anno

Banca Italia LogoIn Puglia nei dodici mesi terminanti a giugno i prestiti sono diminuiti, sebbene a ritmi meno intensi rispetto sia al 2013 sia alla media nazionale e del Mezzogiorno. La flessione ha riguardato sia le famiglie sia le imprese; riguardo a queste ultime, essa è risultata più intensa nei confronti di quelle di minore dimensione e non si è estesa al comparto energetico. Secondo i risultati dell’indagine svolta dalla Banca d’Italia presso le banche, il minor calo del credito alle imprese è connesso con la stabilizzazione della domanda e con condizioni di offerta rimaste sostanzialmente sui livelli dell’anno scorso. La domanda delle imprese si è indirizzata ancora al finanziamento del capitale circolante e alla ristrutturazione del debito. Anche i prestiti alle famiglie hanno continuato a ridursi, sebbene a ritmi inferiori rispetto a quelli delle imprese. La qualità del credito è ancora peggiorata, ma ha mostrato segnali di stabilizzazione. Il flusso delle nuove sofferenze sui prestiti alle imprese, pur rimanendo su livelli storicamente elevati, è diminuito, mentre è aumentata l’incidenza dei prestiti caratterizzati da un minore grado di anomalia. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo ultimo bollettino dedicato all’economia della Regione.

I prestiti bancari

Nella prima parte dell’anno il calo dei prestiti bancari alla clientela residente in regione si è lievemente attenuato. Il credito, al lordo delle sofferenze e delle operazioni pronti contro termine, si è ridotto dell’1,3 per cento nei dodici mesi terminanti a giugno 2014 (del 3,5 per cento nel dicembre del 2013; nella media nazionale e nelle altre regioni meridionali la flessione è stata più marcata. Sulla base di dati provvisori, la contrazione si è protratta nei mesi estivi (-1,3 per cento ad agosto, sui dodici mesi). La minore flessione a giugno rispetto alla fine del 2013 ha riguardato sia le famiglie consumatrici sia le imprese, soprattutto quelle con più di 20 addetti. La contrazione dei prestiti è stata sostanzialmente simile per le banche con sede in regione e per quelle non residenti, lievemente più marcata presso le banche appartenenti ai maggiori cinque gruppi del paese (-1,7 per cento a giugno 2014).

Il credito alle imprese

Tenendo conto dei prestiti bancari e di quelli delle società finanziarie, il credito erogato al settore produttivo ha subito, a giugno, una flessione del 2,5 per cento sui dodici mesi (-3,3 per cento a dicembre dello scorso anno. La contrazione è proseguita per tutte le forme tecniche dei prestiti, in particolare per quelle a breve termine (conti correnti, anticipi e altri crediti autoliquidanti), che già nel biennio precedente avevano subito le riduzioni più marcate, in connessione col declino dei fatturati aziendali e col consolidamento delle esposizioni. La caduta degli aggregati creditizi ha rallentato soprattutto per effetto dell’andamento del credito alle imprese manifatturiere (-2,4 per cento a giugno contro -5,2 a dicembre 2013) e del ritorno all’espansione dei finanziamenti alle imprese del comparto energetico (1,1 per cento). I tassi di interesse a breve termine praticati dalle banche alle imprese sono lievemente aumentati a giugno rispetto al mese di dicembre (8,01 per cento da 7,87), sebbene abbiano fatto registrare una diminuzione rispetto al picco del primo trimestre. L’incremento è stato più ampio per le imprese edili e manifatturiere e per le imprese con meno di venti addetti. Nel secondo trimestre sono tornati ad aumentare i tassi sui prestiti a medio e a lungo termine (4,33 per cento a giugno 2014). Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Puglia (Regional Bank Lending Survey, RBLS), l’attenuazione della caduta dei prestiti è riconducibile alla stabilizzazione, nel primo semestre del 2014, sia della domanda da parte delle imprese sia dei criteri di offerta delle banche. Le richieste di credito sono state indirizzate principalmente al sostegno del capitale circolante e alla ristrutturazione del debito, mentre la domanda di prestiti per finanziare gli investimenti produttivi è stata stazionaria dopo diversi semestri di flessione. L’irrigidimento delle condizioni di accesso al credito si è arrestato soprattutto nei confronti delle imprese manifatturiere e dei servizi. Le banche hanno segnalato che le condizioni di costo praticate sulla media dei finanziamenti si sarebbero lievemente allentate e segnali di distensione proverrebbero anche dalle quantità erogate. Le cautele dal lato dell’offerta si sono tradotte principalmente nell’applicazione di spread più elevati nei confronti delle posizioni più rischiose e nelle maggiori richieste di garanzie a sostegno delle erogazioni. Per il secondo semestre del 2014 le banche hanno indicato ancora una sostanziale stabilità sia della domanda sia delle condizioni di offerta.

Il credito alle famiglie

Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, il credito totale alle famiglie consumatrici, a giugno, è diminuito dell’1,1 per cento (-1,7 a dicembre del 2013. Anche per effetto della perdurante crisi del settore immobiliare, i prestiti per l’acquisto di abitazioni a giugno sono diminuiti dello 0,6 per cento sui dodici mesi, come alla fine del 2013. Il credito al consumo ha subito a giugno una riduzione del -2,4 per cento rispetto al -3,4 a dicembre, grazie a un calo più moderato fatto registrare dai finanziamenti erogati dalle banche. I tassi d’interesse applicati dalle banche alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si sono ridotti, in media, di 15 centesimi di punto percentuale rispetto alla fine del 2013, raggiungendo, a giugno, il 3,79 per cento. La riduzione si è concentrata nelle erogazioni a tasso fisso e in quelle a indicizzazione ibrida, fissa e variabile (oltre un terzo di punto e mezzo punto percentuale, rispettivamente). Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, nel primo semestre dell’anno la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie sarebbe tornata ad aumentare, soprattutto nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni.  I criteri di accesso al credito sono rimasti improntati alla prudenza, pur evidenziando primi segnali di allentamento, sia per quanto concerne le condizioni di costo applicate alla media dei mutui sia per le quantità offerte. Nei confronti della clientela giudicata più rischiosa, gli intermediari hanno mantenuto politiche di prezzo sostanzialmente invariate rispetto al secondo semestre del 2013; il rapporto tra ammontare del finanziamento e valore dell’immobile (loan to value) si è stabilizzato a partire dall’estate del 2013. Secondo le indicazioni degli intermediari, nella seconda parte del 2014 dovrebbe essere in atto una stabilizzazione dell’offerta, con una lieve distensione per quanto riguarda i mutui.

Consulta il bollettino della Banca d’Italia

Credito, Banca d’Italia: in Puglia prestiti giù dell’1,3% nei primi sei mesi dell’anno ultima modifica: 2014-11-20T10:51:13+00:00 da Redazione

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