Credito, Banca d’Italia: nel I semestre domanda delle imprese ancora debole e richieste delle famiglie in contrazione

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Segnalazione Credito 5 Cessione del quintoNel primo semestre del 2019 le richieste di prestiti da parte delle imprese sono diminuite nelle regioni del Nord, mentre nel Centro e nel Mezzogiorno sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al periodo precedente. Le minori esigenze legate al finanziamento degli investimenti produttivi e del capitale circolante hanno contribuito a mantenere debole la domanda di credito in tutte le aree, con l’eccezione del fabbisogno connesso con il capitale circolante salito per il Mezzogiorno. È quanto scrive la Banca d’Italia nell’ultima edizione dello studio “L’economia delle regioni italiane. La domanda e l’offerta di credito a livello territoriale”.

I criteri di offerta di credito alle imprese hanno mostrato lievi segnali di inasprimento, in continuità con la seconda metà del 2018; il modesto peggioramento delle condizioni di indebitamento ha riguardato le imprese del Nord Est e del Mezzogiorno e, più in generale, quelle delle costruzioni. L’irrigidimento delle politiche di offerta è stato attuato principalmente attraverso un aumento dei tassi di interesse praticati alle imprese più rischiose e mediante un innalzamento del livello di rating minimo richiesto per l’accesso ai finanziamenti. Le banche di più piccole dimensioni hanno anche accresciuto le garanzie richieste, a fronte di un lieve aumento delle quantità offerte.

Dopo l’espansione sostenuta del semestre precedente, la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie si è indebolita, in modo più intenso nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno; le richieste di credito al consumo sono invece aumentate in tutte le macroaree. Dal lato dell’offerta, le condizioni applicate ai prestiti alle famiglie sono rimaste stazionarie, sia per la componente dei mutui sia per quella dei prestiti al consumo.

In tutte le aree del Paese, le famiglie hanno preferito mantenere i propri risparmi sotto forma di depositi, nonostante le remunerazioni offerte dalle banche si siano ancora ridotte, in particolare su quelli vincolati.

La domanda o l’offerta di credito alle imprese
Nel primo semestre del 2019 la domanda di credito da parte delle imprese è rimasta debole. Le richieste di prestiti sono diminuite nelle regioni del Nord mentre nel Centro e nel Mezzogiorno, dove erano già lievemente calate nella seconda parte del 2018, sono risultate sostanzialmente stabili. Secondo le indicazioni fornite dagli intermediari, gli andamenti nelle diverse macroaree sarebbero confermati anche nella seconda metà dell’anno in corso.

Le richieste di finanziamento sono diminuite per le imprese di tutti i settori, con l’eccezione di quelle manifatturiere nel Centro e di quelle del terziario nel Nord Ovest e nel Centro. La domanda di credito delle aziende delle costruzioni, che nel secondo semestre del 2018 aveva mostrato segnali di ripresa, si è nuovamente ridimensionata in tutte le macroaree, in misura più accentuata nel Nord Ovest e nel Centro. In un contesto di abbondante liquidità del sistema produttivo, le minori esigenze legate al finanziamento del circolante e degli investimenti hanno contenuto la domanda di credito nelle regioni del Nord. Le richieste per il circolante sono invece cresciute nel Mezzogiorno. Anche le esigenze di credito per la ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse hanno avuto andamenti differenziati sul territorio: sono calate ulteriormente nelle regioni settentrionali a fronte di una crescita nel Centro e, più marcatamente, nel Sud. La debolezza della domanda ha riflesso anche il maggiore ricorso all’autofinanziamento da parte delle imprese.

Le richieste di finanziamento rivolte alle banche di maggiori dimensioni sono diminuite soprattutto nelle regioni del Nord. La domanda indirizzata alle banche piccole è invece aumentata nel Nord Est e nel Mezzogiorno mentre è calata nel Nord Ovest e nel Centro. A partire dalla seconda metà del 2018 si è interrotta la lunga fase di allentamento dei criteri di offerta in atto dal 2014; lievi segnali di inasprimento sono emersi anche nel primo semestre del 2019 in tutte le aree del Paese, ad eccezione del Nord Ovest.

Il peggioramento delle condizioni nella prima parte del 2019 ha interessato in misura più evidente le aziende edili in tutte le macroaree; nel Nord Ovest e nel Centro i criteri di erogazione nei confronti delle imprese manifatturiere e dei servizi sono invece rimasti sostanzialmente immutati. Per la seconda metà dell’anno in corso, le banche hanno indicato politiche di offerta stabili, con un lieve allentamento a favore delle imprese del Nord Ovest.

Le banche piccole e grandi hanno seguito politiche di offerta in parte differenziate a seconda delle aree territoriali. Gli intermediari più grandi hanno inasprito le condizioni applicate soprattutto sui finanziamenti concessi alle imprese del Nord Est e del Mezzogiorno mentre le piccole banche hanno praticato condizioni di offerta meno favorevoli nel Nord Ovest e nel Centro.

La maggiore cautela nelle politiche di erogazione riflette principalmente la percezione di un maggiore rischio di indebolimento dell’attività economica, che ha più che compensato l’allentamento ascrivibile alla pressione concorrenziale tra intermediari. Per le banche di minori dimensioni, le politiche di offerta sono divenute più selettive anche in ragione dei più stringenti requisiti patrimoniali.

L’irrigidimento dei criteri di offerta è stato attuato principalmente attraverso un aumento dei tassi di interesse praticati alle imprese giudicate più rischiose, soprattutto nel Nord Ovest e, per i soli intermediari più piccoli, nel Centro; l’inasprimento ha riguardato anche il livello di rating minimo richiesto per l’accesso ai finanziamenti. Le piccole banche, inoltre, hanno accresciuto le garanzie richieste a sostegno dei prestiti, a fronte di un lieve aumento delle quantità offerte, soprattutto nelle regioni del Centro. 

La domanda e l’offerta di credito alle famiglie
Dopo la crescita marcata della seconda metà dello scorso anno, nella prima parte del 2019 la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie si è ridimensionata. Le richieste di mutui sono diminuite in tutte le aree, ma più intensamente nelle regioni del Centro e del Sud. La flessione ha riguardato esclusivamente le banche grandi e medie, mentre per quelle piccole la domanda di mutui è aumentata. Le richieste di credito al consumo sono tornate a crescere in tutte le aree, in misura più marcata nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno.

Dal lato dell’offerta, i criteri per la concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni sono rimasti invariati su livelli nel complesso accomodanti. A fronte della stabilità segnalata dalle banche grandi e medie, i piccoli intermediari hanno ancora lievemente allentato le politiche di offerta in tutte le macroaree, con l’eccezione del Mezzogiorno dove i criteri di erogazione non sono cambiati rispetto alla seconda parte del 2018. Pur nel quadro di una complessiva invarianza delle condizioni praticate, le banche hanno indicato di avere lievemente ridotto le quantità offerte; le condizioni di costo relative ai nuovi mutui sono rimaste sostanzialmente stabili, riflettendo la pressione concorrenziale tra gli intermediari.

Anche per il credito al consumo, nel primo semestre del 2019 le condizioni applicate sono rimaste stazionarie in tutte le aree del Paese. Nelle previsioni formulate dagli intermediari, nel secondo semestre del 2019 in tutte le ripartizioni territoriali le richieste di credito da parte delle famiglie dovrebbero aumentare. Con riferimento alle politiche di offerta, le banche prevedono la complessiva permanenza delle condizioni praticate su livelli accomodanti.