Credito, Banca d’Italia: nel II semestre 2014 domanda in ripresa nel Centro e nel Nord. Ancora negativo il Mezzogiorno

Banca Italia Logo“Nel secondo semestre del 2014 la domanda di finanziamenti da parte delle imprese ha mostrato segnali di recupero nelle regioni del Centro Nord, in particolare nel Nord Est, a fronte di variazioni ancora negative nel Mezzogiorno. In tutte le aree, le richieste di credito sono state prevalentemente destinate a finanziarie il capitale circolante e il consolidamento delle posizioni debitorie. La domanda di prestiti volta a sostenere gli investimenti produttivi ha mostrato una crescita moderata nel Nord e si è stabilizzata al Centro, a fronte di una marcata debolezza che ha ancora contraddistinto il Sud e le Isole. Rispetto agli altri settori, il comparto manifatturiero ha contribuito in maggior misura al recupero delle richieste di finanziamenti da parte delle imprese”. È quanto si legge nell’analisi della Banca d’Italia sulla domanda e l’offerta di credito a livello territoriale.

lo studio di Palazzo Koch mostra che i primi segnali di ripresa sono tuttavia emersi anche per le imprese dei servizi del Nord Est. Gli andamenti territoriali della domanda hanno mostrato modeste differenze tra banche medio-grandi e minori: le richieste di finanziamenti rivolte alle prime hanno registrato una crescita più consistente nel Nord Est e nel Centro e una sostanziale stabilità nel Mezzogiorno, a fronte del calo segnalato per quelle indirizzate alle seconde al Sud. Per la prima volta dalla fine del 2008, anno in cui ha avuto inizio la rilevazione, le condizioni di offerta si sarebbero gradualmente allentate, in misura pressoché uniforme sul territorio nazionale. L’orientamento permane ancora improntato a una maggiore prudenza nei confronti delle imprese delle costruzioni. Nelle regioni del Nord, l’allentamento nelle politiche di offerta è stato appena un po’ più marcato per le banche minori, mentre al Centro Sud ha interessato di più le condizioni sui finanziamenti offerti dalle banche medio-grandi.

A ridurre le difficoltà di accesso al credito ha contribuito l’attenuazione del costo della provvista e, per le banche maggiori, anche la percezione di minore rischio su particolari settori, imprese o aree. La parziale distensione delle condizioni di accesso al credito si sarebbe attuata soprattutto attraverso gli spread applicati alla media dei finanziamenti e le quantità erogate e, per le sole banche maggiori, anche grazie agli spread sui prestiti più rischiosi. Le residue cautele dal lato dell’offerta, che hanno riguardato principalmente le banche minori, si sono tradotte nell’applicazione di spread più elevati nei confronti delle posizioni più rischiose, di soglie di rating minimo più severe e nell’aumento delle garanzie richieste a fronte delle erogazioni. In base alle indicazioni fornite dalle banche nel mese di febbraio, i segnali di ripresa della domanda di finanziamenti da parte delle imprese e di allentamento delle condizioni di offerta dovrebbero consolidarsi nella prima parte del 2015.

LA DOMANDA E L’OFFERTA DI CREDITO ALLE FAMIGLIE CONSUMATRICI

La domanda di credito delle famiglie, in crescita dall’inizio del 2014 dopo quasi un triennio nel quale le richieste di finanziamento erano diminuite, si è rafforzata nel secondo semestre dell’anno in tutte le aree del Paese. La crescita ha riguardato soprattutto le richieste di mutui destinati all’acquisto di abitazioni, aumentate in misura più marcata nelle regioni settentrionali e nei confronti degli intermediari di maggiore dimensione. Anche la domanda di credito al consumo è aumentata in tutte le aree, seppure in maniera non omogenea tra le diverse classi dimensionali di banca: nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno sono cresciute soltanto le richieste indirizzate alle banche medio-grandi, nel Nord Est l’incremento è stato più intenso per gli intermediari di minore dimensione; al Centro la ripresa della domanda di prestiti al consumo ha invece interessato, in misura analoga, entrambe le classi dimensionali. Le condizioni applicate sui mutui per l’acquisto di abitazioni hanno continuato ad allentarsi in tutte le ripartizioni territoriali nella seconda parte del 2014; il miglioramento è stato più pronunciato nelle regioni settentrionali e per gli intermediari di maggiore dimensione. L’allentamento ha riguardato anche i criteri di offerta adottati per la concessione del credito al consumo, soprattutto nel Nord Ovest.

Per i mutui immobiliari, il miglioramento nelle condizioni di accesso al credito si è tradotto prevalentemente in una riduzione dei margini sui tassi di interesse e in un incremento delle quantità offerte. La rilevanza della percentuale finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value) e le garanzie richieste sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto al primo semestre del 2014. Come nel semestre precedente, l’allentamento delle politiche di offerta delle banche ha riflesso soprattutto la maggiore pressione concorrenziale e la riduzione dei costi di provvista e dei vincoli di liquidità dovuta alle minori tensioni sui mercati della raccolta all’ingrosso. In base alle previsioni formulate dalle banche, in tutte le ripartizioni territoriali nel primo semestre dell’anno in corso dovrebbe proseguire l’aumento della domanda di credito, soprattutto per i mutui destinati all’acquisto di abitazioni, e l’allentamento dei criteri di offerta.

LA DOMANDA DI PRODOTTI FINANZIARI DA PARTE DELLE FAMIGLIE

Nel secondo semestre del 2014 la domanda di depositi bancari delle famiglie consumatrici è rimasta sostanzialmente stabile, pur segnando un lieve indebolimento nel Nord Est e nel Mezzogiorno. In tutte le aree è proseguita la flessione della domanda di obbligazioni bancarie, sebbene in misura meno pronunciata rispetto al semestre precedente. In connessione con il ridursi delle tensioni sui mercati di raccolta all’ingrosso e con l’orientamento espansivo della politica monetaria, le banche hanno ulteriormente moderato le remunerazioni offerte sia sui depositi sia sulle nuove emissioni obbligazionarie (fig. a8). Tra le altre tipologie di attività finanziarie, in tutte le aree del Paese le scelte delle famiglie hanno continuato a orientarsi a favore delle quote di fondi comuni (OICR) a scapito delle richieste di titoli di Stato, in calo già nella prima parte dell’anno, e di azioni. La domanda di obbligazioni non bancarie, rimasta complessivamente stabile, è diminuita nel Nord Est.

Consulta l’analisi di Banca d’Italia

Credito, Banca d’Italia: nel II semestre 2014 domanda in ripresa nel Centro e nel Nord. Ancora negativo il Mezzogiorno ultima modifica: 2015-06-26T12:21:22+00:00 da Redazione

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