Credito, Banca d’Italia: nel II semestre 2018 la domanda delle imprese si è stabilizzata. Accelerano le richieste di mutui

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Nel secondo semestre del 2018 la domanda di credito da parte delle imprese si è stabilizzata, dopo un quadriennio di crescita. Le richieste di prestiti sono lievemente aumentate soltanto nel Nord Est, sono rimaste invariate al Nord Ovest e sono leggermente diminuite al Centro Sud. Sono queste le principali evidenze che emergono dall’ultima analisi della Banca d’Italia sulla domanda e l’offerta di credito a livello territoriale.

Segnalazione Credito 5 Cessione del quintoSecondo lo studio sull’indebolimento della domanda hanno inciso le minori esigenze espresse dalle aziende manifatturiere (ad eccezione di quelle del Nord Est) e dei servizi. Per il settore delle costruzioni, invece, la domanda di credito ha registrato segnali di modesta ripresa in tutte le aree tranne che nel Centro dove è rimasta stazionaria.

Dopo la marcata crescita nella prima parte del 2018, nel secondo semestre le richieste finalizzate al consolidamento delle posizioni debitorie pregresse e al finanziamento degli
investimenti produttivi si sono lievemente ridotte. La domanda connessa con il sostegno del capitale circolante è aumentata debolmente nelle regioni del Nord Est e del Mezzogiorno, mentre è rimasta sostanzialmente stabile nelle altre aree.

L’andamento è stato eterogeneo tra classi dimensionali di banca. Le richieste di finanziamento avanzate dalle imprese ai primi cinque gruppi bancari, in forte crescita nella prima parte dell’anno, nel secondo semestre sono diminuite in tutte le ripartizioni territoriali, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. La domanda indirizzata alle altre banche è invece aumentata in tutte le aree ad eccezione del Nord Ovest dove è rimasta sostanzialmente stabile.

Nella seconda metà del 2018 si è interrotta la lunga fase di allentamento dei criteri di offerta, in atto dal 2014. Segnali di lieve inasprimento sono rilevabili in tutte le ripartizioni territoriali, anche se hanno interessato in misura più intensa le regioni centro-meridionali. Il peggioramento delle condizioni ha coinvolto i finanziamenti concessi a tutti i principali settori produttivi ed è stato più evidente per quelli nei confronti delle imprese edili.

Le politiche di offerta sono diventate maggiormente selettive per le banche appartenenti ai primi cinque gruppi, che hanno inasprito le condizioni applicate soprattutto ai finanziamenti concessi alle imprese del Nord Est e delle regioni centro-meridionali, mentre sono rimaste sostanzialmente stabili per gli altri intermediari.

Sull’inasprimento delle politiche di erogazione adottate dai primi cinque gruppi ha inciso la percezione di un maggiore rischio di indebolimento dell’attività economica, che ha più che compensato l’allentamento ascrivibile alla più forte pressione concorrenziale tra intermediari; per le banche di minore dimensione, invece, quest’ultimo aspetto è riuscito a bilanciare il peggioramento dei criteri di offerta causato dai più stringenti requisiti patrimoniali e dalla maggiore percezione del rischio.

Le modalità con le quali si è manifestato il peggioramento delle condizioni applicate sono state differenti tra classi dimensionali di banca. Per i primi cinque gruppi l’irrigidimento dei criteri di offerta è stato attuato principalmente attraverso una riduzione delle quantità offerte più marcato al Centro Sud; per contro si sono registrati segnali di allentamento per gli spread mediamente applicati al settore produttivo e per la quota delle richieste di prestiti interamente respinta. A fronte di un miglioramento degli spread medi e di una sostanziale stabilità delle quantità offerte, le banche di minore dimensione hanno inasprito, in tutte le aree, i tassi praticati alle imprese giudicate più rischiose, le garanzie richieste e il livello di rating minimo richiesto per l’accesso ai finanziamenti.

Per il semestre in corso gli intermediari prefigurano un ulteriore calo della domanda e un lieve inasprimento delle condizioni di offerta.

LA DOMANDA E L’OFFERTA DI CREDITO ALLE FAMIGLIE CONSUMATRICI
Nel secondo semestre del 2018 la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie ha accelerato rispetto alla prima parte dell’anno. Le richieste di mutui sono cresciute in tutte le aree ma più intensamente nelle regioni del Nord.

L’aumento ha riguardato sia le banche appartenenti ai cinque gruppi maggiori sia gli altri intermediari. Dopo la ripresa nella prima parte del 2018, la domanda di credito al consumo è tornata a ridursi: a fronte di una sostanziale stabilità nel Nord Ovest, le richieste sono diminuite nelle altre aree del Paese.

Dal lato dell’offerta, i criteri per la concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni continuano a mantenersi stabili; non si sono osservate differenze significative tra le banche appartenenti ai primi cinque gruppi e gli altri intermediari. Pur segnalando una complessiva invarianza delle politiche di offerta, gli intermediari indicano di avere incrementato gli spread applicati ai mutui considerati più rischiosi; segnali di allentamento si sono invece manifestati attraverso una riduzione della quota di richieste di mutui interamente rifiutate. Rispetto ai semestri precedenti, si è attenuata la pressione concorrenziale tra gli intermediari, che aveva contribuito a mantenere favorevoli le condizioni offerte per la concessione di mutui.

Anche con riferimento al credito al consumo nel secondo semestre del 2018 le condizioni applicate sono rimaste stazionarie in tutte le aree del Paese. Nelle previsioni formulate dagli intermediari, nel primo semestre del 2019 in tutte le ripartizioni territoriali le richieste di mutui dovrebbero stabilizzarsi mentre tornerebbe a crescere la domanda di credito al consumo. Con riferimento alle politiche di offerta, le banche prevedono una complessiva invarianza delle condizioni praticate sui mutui e sul credito al consumo.

LA DOMANDA DI PRODOTTI FINANZIARI DA PARTE DELLE FAMIGLIE
Nel secondo semestre del 2018, la domanda di depositi bancari delle famiglie è aumentata in tutte le aree del Paese. Rispetto al semestre precedente, ha accelerato nel Nord Est mentre ha ripreso a crescere nelle altre aree. Tra gli altri prodotti finanziari, le richieste da parte delle famiglie di quote di Oicr sono sensibilmente diminuite nel secondo semestre dell’anno, interrompendo una crescita durata un biennio; in tutte le aree la domanda di obbligazioni bancarie ha continuato a diminuire sensibilmente a fronte di un aumento delle richieste di titoli di Stato. Dopo una crescita diffusa a tutte le ripartizioni territoriali nella prima metà dell’anno, nel secondo semestre le richieste di azioni e di polizze assicurative si sono ridotte, rispettivamente, nel Nord Est e nel Nord Ovest.