Credito, Banca d’Italia: nel primo semestre segnali di ripresa in tutte le aree del Paese

Banca d'Italia Logo 2Nel primo semestre del 2015 in tutte le aree del Paese si sono evidenziati segnali di una ripresa nelle erogazioni di credito: sebbene solo nel Centro le consistenze dei prestiti bancari siano cresciute, la flessione registratasi nel resto del Paese è stata d’entità più contenuta rispetto al dato del primo semestre dell’anno precedente. Lo rileva la Banca d’Italia nella sua periodica analisi delle economie regionali.

In base a dati preliminari, si legge nell’analisi, la tendenza al recupero sarebbe proseguita nel bimestre luglio-agosto 2015. I prestiti erogati dai primi cinque gruppi sono tornati a crescere nel Centro e, a partire dal bimestre estivo, nel Nord Ovest. Nel resto del Paese essi hanno invece continuato a contrarsi, in misura più accentuata nel Nord Est Nella media del secondo trimestre del 2015 i tassi di interesse praticati al sistema produttivo per i prestiti a breve termine sono risultati in calo, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, in tutte le aree del Paese. Il differenziale nel costo del credito tra il Mezzogiorno e il Centro Nord è lievemente aumentato, a 2,1 punti percentuali (da 2,0 a giugno 2014). Circa un terzo è direttamente ascrivibile alla diversa composizione settoriale e dimensionale delle imprese delle due aree.

LA QUALITÀ DEL CREDITO
In base ai dati della Centrale dei rischi, nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno 2015 la rischiosità dei prestiti, misurata dal flusso di nuove sofferenze in rapporto ai finanziamenti, è rimasta più elevata nel Mezzogiorno (4,0 per cento, a fronte del 2,5 nel resto del Paese). Rispetto al dato di giugno 2014, il flusso di nuove sofferenze è risultato in diminuzione nel Mezzogiorno e nel Nord Ovest, invariato nel Centro e in aumento nel Nord Est. A giugno 2015 l’incidenza delle partite deteriorate sul totale dei prestiti era compresa tra il 22,3 per cento del Nord Est e il 36,7 del Mezzogiorno. In tutte le aree, le nuove sofferenze si sono concentrate soprattutto nel settore delle imprese, in particolare quelle delle costruzioni. A giugno, nel Mezzogiorno i crediti deteriorati, in rapporto al totale dei prestiti alle imprese, erano pari a oltre una volta e mezzo quelli del Nord.

Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno 2015 il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle famiglie è lievemente aumentato nel Nord Est, nel Mezzogiorno e nel Centro, rimanendo tuttavia su livelli contenuti, ed è risultato stabile nel Nord Ovest. L’indice di deterioramento netto dei prestiti alle famiglie consumatrici (pari al saldo tra la quota di prestiti la cui qualità è peggiorata e quella dei prestiti in miglioramento) è lievemente aumentato in tutte le aree rispetto al dato di giugno 2014.

IL RISPARMIO FINANZIARIO
A giugno 2015 sono aumentati in tutte le aree del Paese i depositi bancari detenuti dalle famiglie e dalle imprese, in misura più marcata nel Centro (5,1 per cento) riflettendo l’espansione della componente in conto corrente, che ha più che controbilanciato il calo dei depositi a risparmio. Questi ultimi si sono ridotti ovunque, in misura più marcata al Nord, anche per effetto dell’ulteriore contenimento delle remunerazioni offerte sui prodotti finanziari emessi dalle banche; sono risultati invece pressoché stazionari al Centro. Il valore dei titoli detenuti da imprese e famiglie a custodia presso le banche è diminuito in tutte le aree del Paese, in misura più accentuata nel Centro e nel Mezzogiorno. L’andamento riflette, in maniera analoga tra le aree, il calo delle obbligazioni e dei titoli di stato, cui si è contrapposto l’aumento delle quote di fondi comuni d’investimento e, a eccezione del Centro, delle azioni. La ricomposizione del portafoglio risente del calo dei tassi di interesse, che ha sospinto, verosimilmente, le famiglie a sottoscrivere attività più remunerative benché più rischiose.

LA STRUTTURA DELL’INDUSTRIA BANCARIA
È proseguita in tutte le aree del Paese la razionalizzazione della rete distributiva delle banche, in atto dal 2008. Nel 2014 gli sportelli bancari si sono ridotti in misura più accentuata nel Nord Ovest (-3,6 per cento; cfr. il riquadro: Il riposizionamento delle banche italiane sul territorio durante la crisi).

LA DOMANDA E L’OFFERTA DI CREDITO ALLE IMPRESE
Nel primo semestre del 2015 è proseguito il recupero della domanda di finanziamenti da parte delle imprese. I segnali espansivi hanno coinvolto anche il Mezzogiorno e si sono intensificati nel Nord Ovest e nel Centro del Paese. Le richieste di credito sono state prevalentemente destinate a finanziare il capitale circolante; per la prima volta dalla fine del 2008, la domanda di credito finalizzata agli investimenti produttivi è aumentata in tutte le aree del Paese. La ripresa delle esigenze di finanziamento ha interessato in modo particolare l’industria manifatturiera del Nord Ovest e il settore dei servizi del Centro. In nessuna macroarea, tuttavia, ha riguardato il comparto delle costruzioni, nel quale le richieste di credito si sono ulteriormente indebolite. La domanda si è intensificata soprattutto nei confronti delle banche di maggiore dimensione, con l’eccezione del Nord Est, dove già nel corso del 2014 questa tipologia di intermediari aveva registrato un significativo incremento delle richieste di credito da parte delle imprese. Dal lato dell’offerta è continuato, con maggiore intensità rispetto all’anno precedente, il processo di allentamento delle condizioni di accesso al credito. Permane tuttavia un orientamento ancora improntato alla prudenza nei confronti delle imprese delle costruzioni. Il settore della manifattura è quello che più diffusamente ha beneficiato del graduale allentamento delle politiche di offerta in tutte le aree del Paese. Tranne che nel Nord Ovest, l’atteggiamento di maggiore distensione ha riguardato in modo più marcato le banche mediograndi, per le quali nel senso di un allentamento hanno operato tutti i principali fattori influenti sulle strategie aziendali. Nel caso degli intermediari di piccola dimensione, la distensione è attribuita dai rispondenti al sondaggio soprattutto alle migliorate condizioni di raccolta, mentre i requisiti patrimoniali e la percezione del rischio su particolari settori, imprese o aree hanno continuato a operare in senso opposto. Il miglioramento ha interessato sia le condizioni di costo praticate sulla media dei finanziamenti sia le quantità erogate. Per le sole banche di maggiore dimensione l’allentamento nelle condizioni di offerta si è anche tradotto nell’applicazione di spread meno elevati nei confronti delle posizioni più rischiose. In base alle indicazioni fornite dagli intermediari nel mese di settembre, il recupero della domanda di prestiti delle imprese e l’allentamento nelle condizioni di offerta proseguirebbero nella seconda parte del 2015.

LA DOMANDA E L’OFFERTA DI CREDITO ALLE FAMIGLIE CONSUMATRICI
Nella prima metà del 2015 la ripresa della domanda di credito da parte delle famiglie si è ulteriormente consolidata. Come nei semestri precedenti, le richieste finalizzate all’acquisto di abitazioni sono cresciute in tutte le aree del Paese. L’incremento è stato più marcato per gli intermediari medio-grandi, con l’eccezione del Centro dove le richieste sono cresciute in misura sostanzialmente omogenea tra le diverse classi dimensionali. Anche l’aumento delle richieste di credito al consumo ha interessato tutte le ripartizioni territoriali. Dal lato dell’offerta, nel primo semestre dell’anno in corso le condizioni applicate dalle banche ai mutui alle famiglie hanno continuato a migliorare in tutte le aree del Paese; all’allentamento hanno contribuito soprattutto gli intermediari di minore dimensione, salvo che nelle regioni del Centro. La distensione ha riguardato anche i criteri di offerta per la concessione di credito al consumo, specie nel Nord Est. Come nel semestre precedente, per i mutui immobiliari l’allentamento nelle politiche di erogazione si è manifestato prevalentemente attraverso il miglioramento degli spread applicati, in particolare sui mutui meno rischiosi, l’aumento delle quantità offerte e della durata dei nuovi mutui, mentre non si è esteso alle condizioni in termini di quota finanziata rispetto al valore dell’immobile. L’orientamento espansivo delle politiche di offerta delle banche ha riflesso, come nel 2014, soprattutto la maggiore pressione concorrenziale e la riduzione dei vincoli di liquidità dovuta al miglioramento delle condizioni di accesso sui mercati della raccolta all’ingrosso; vi ha contribuito, seppur in misura inferiore, anche la minore rischiosità percepita sull’attività economica generale. Secondo le previsioni formulate dalle banche, nel secondo semestre del 2015 la domanda di finanziamenti delle famiglie dovrebbe continuare a crescere, sia per la componente destinata all’acquisto di abitazioni sia per quella finalizzata al credito al consumo. Gli intermediari prefigurano una sostanziale stabilità delle condizioni applicate ai mutui immobiliari e un ulteriore allentamento di quelle praticate sul credito al consumo.

LA DOMANDA DI PRODOTTI FINANZIARI DA PARTE DELLE FAMIGLIE
Nel primo semestre del 2015 la domanda di depositi bancari da parte delle famiglie consumatrici ha mostrato dinamiche differenziate tra le varie aree del Paese. A fronte di una sostanziale stabilità nel Nord Est e nel Mezzogiorno, le richieste sono aumentate nel Nord Ovest e nelle regioni del Centro. La domanda di obbligazioni bancarie ha continuato a flettere in tutte le macroaree, in misura più intensa rispetto alla seconda parte del 2014 e soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Dal lato dell’offerta, è proseguita anche nella prima metà dell’anno in corso l’azione di contenimento della remunerazione riconosciuta dalle banche sui depositi, sia nella componente a vista sia in quella a scadenza protratta, e sulle nuove emissioni obbligazionarie. In un quadro complessivo di compressione dei rendimenti delle attività finanziarie, nel primo semestre del 2015 le famiglie hanno continuato a ricomporre la propria ricchezza finanziaria. Tra i titoli e i valori mobiliari depositati presso il sistema bancario, in tutte le aree del Paese si è rafforzata la domanda di quote di fondi comuni (OICR), principalmente a scapito dei titoli di Stato e delle obbligazioni di emissione societaria. Il fenomeno è stato lievemente meno intenso nelle regioni del Centro; il Nord Est si è invece caratterizzato per una stagnazione delle richieste di titoli di Stato, a fronte di una significativa flessione nelle altre aree del Paese. Anche la domanda di titoli azionari è diminuita, più marcatamente nel Mezzogiorno.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia sulle economie regionali

Consulta l’analisi della Banca d’Italia sulla domanda e l’offerta di credito a livello territoriale

Credito, Banca d’Italia: nel primo semestre segnali di ripresa in tutte le aree del Paese ultima modifica: 2015-12-03T18:14:32+00:00 da Redazione

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