Credito, Banca d’Italia: nel primo semestre stagnante la domanda delle imprese, in crescita quella delle famiglie

Banca Italia LogoNel primo semestre dell’anno la domanda di credito da parte delle imprese italiane ha complessivamente ristagnato, mente quella delle famiglie ha registrato un leggero incremento. Lo rileva lo studio della Banca d’Italia sulla domanda e l’offerta di credito a livello territoriale.

LA DOMANDA E L’OFFERTA DI CREDITO ALLE IMPRESE

Nel primo semestre del 2014 la domanda di finanziamenti da parte delle imprese ha complessivamente ristagnato: in particolare, ai deboli segnali espansivi osservati nel Nord Est si è contrapposta l’ulteriore flessione nelle regioni dell’Italia centrale. In tutte le aree, le richieste di credito sono state prevalentemente destinate a finanziarie il capitale circolante e il consolidamento delle posizioni debitorie. Le esigenze connesse con gli investimenti produttivi sono rimaste deboli, soprattutto al Centro. La debolezza della domanda di prestiti ha continuato a interessare tutti i comparti produttivi, confermandosi ancora una volta più accentuata in quello delle costruzioni. Tuttavia, l’andamento delle richieste di finanziamento ha mostrato i primi segnali di ripresa presso le imprese manifatturiere del Nord. Con l’eccezione del Nord Ovest, il calo della domanda è stato ovunque più intenso per le banche minori. Le richieste di finanziamenti rivolte agli istituti maggiori sono risultate invece in espansione nel Nord Est e, per il secondo semestre consecutivo, nel Mezzogiorno. Dal lato dell’offerta, si è pressoché arrestato il processo di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito; permane, tuttavia, un orientamento maggiormente improntato alla prudenza nei confronti delle imprese delle costruzioni. Il settore della manifattura è quello che ha più diffusamente beneficiato del graduale allentamento delle politiche di offerta, in tutte le aree del Paese. Nelle regioni del Nord l’atteggiamento di maggiore distensione ha riguardato esclusivamente le banche minori, mentre al Centro Sud l’offerta degli istituti minori è rimasta improntata a una maggiore prudenza rispetto ai principali istituti di credito. L’allentamento del costo della provvista e, per le banche maggiori, anche dei requisiti patrimoniali, ha contribuito a stabilizzare le condizioni di offerta nella prima parte dell’anno, che sono risultate sostanzialmente omogenee nelle diverse aree del Paese. Segnali di distensione provengono sia dalle condizioni di costo praticate sulla media dei finanziamenti,sia dalle quantità erogate. Le cautele dal lato dell’offerta si sono tradotte principalmente nell’applicazione di spread più elevati nei confronti delle posizioni più rischiose e nell’aumento delle garanzie richieste a sostegno delle erogazioni. Le banche minori hanno continuato ad agire in senso restrittivo sulla leva del rating minimo. In base alle indicazioni fornite dalle banche nel mese di settembre, la domanda di prestiti delle imprese potrebbe tornare a una moderata crescita nella seconda parte del 2014, mentre le condizioni di offerta dovrebbero rimanere invariate.

LA DOMANDA E L’OFFERTA DI CREDITO ALLE FAMIGLIE CONSUMATRICI

Nel primo semestre del 2014 la domanda di credito da parte delle famiglie è tornata a crescere in tutte le macro aree, dopo quasi un triennio nel quale le richieste di finanziamento si erano ridotte. La ripresa ha riguardato soprattutto la componente finalizzata all’acquisto di abitazioni, in misura uniforme in tutte le aree del Paese. La domanda di mutui è cresciuta in misura più pronunciata nei confronti degli intermediari di maggiore dimensione. Le richieste di credito al consumo hanno continuato a mostrare segnali di debolezza al Centro, dove la domanda nei confronti delle banche più grandi ha continuato a contrarsi. Dal lato dell’offerta le condizioni applicate dalle banche ai mutui alle famiglie, che si erano sostanzialmente stabilizzate nella seconda parte del 2013, nel primo semestre dell’anno in corso hanno registrato un allentamento in tutte le ripartizioni territoriali, più pronunciato nelle regioni centrali e del Nord Est; alla distensione hanno contribuito soprattutto gli intermediari medio-grandi, con l’eccezione del Nord Ovest. I segnali di allentamento si sono estesi anche ai criteri di offerta per l’erogazione del credito al consumo, specie nel Nord Est.Come nel semestre precedente, il miglioramento delle condizioni di accesso al credito si è manifestato attraverso i costi applicati alla media dei mutui e un aumento delle quantità offerte;gli spread alla clientela giudicata più rischiosa e la percentuale finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value) sono rimasti invece sostanzialmente invariati. La minore rigidità delle politiche di offerta adottate dagli intermediari riflette principalmente la maggiore pressione concorrenziale e la riduzione dei costi di provvista e dei vincoli di liquidità connessi con il venire meno delle tensioni sui mercati della raccolta all’ingrosso. Secondo le previsioni formulate dalle banche, in tutte le aree del Paese nel secondo semestre del 2014 la domanda di credito da parte delle famiglie dovrebbe continuare ad aumentare, soprattutto per la componente finalizzata all’acquisto di abitazioni; le condizioni di offerta rimarrebbero sostanzialmente stabili.

LA DOMANDA DI STRUMENTI FINANZIARI DA PARTE DELLE FAMIGLIE

Nel primo semestre del 2014 la domanda di depositi bancari da parte delle famiglie consumatrici ha continuato a crescere. A fronte di un indebolimento nell’area settentrionale e soprattutto nel Mezzogiorno, la domanda di forme di risparmio a più breve termine si è intensificata nelle regioni del Centro. In tutte le aree del Paese è proseguita la flessione della domanda di obbligazioni bancarie, che è stata particolarmente marcata nelle regioni del Centro Sud.In connessione con il miglioramento delle condizioni di raccolta all’ingrosso e con l’orientamento espansivo della politica monetaria dell’Eurosistema, è proseguita l’azione di contenimento della remunerazione offerta dagli intermediari sulle diverse forme di risparmio, sia a breve termine sia a scadenza protratta. Tra gli altri strumenti di investimento finanziario, costituiti dal complesso dei titoli e dei valori mobiliari depositati presso il sistema bancario, in tutte le aree del Paese le scelte delle famiglie hanno continuato a orientarsi a favore delle quote di fondi comuni (OICR), a scapito della domanda di obbligazioni, in calo già nei semestri precedenti, e di titoli di Stato. Le richieste di titoli azionari sono rimaste nel complesso stabili, con l’eccezione di un lieve incremento nelle regioni del Nord Ovest.

Consulta lo studio della Banca d’Italia

 

Credito, Banca d’Italia: nel primo semestre stagnante la domanda delle imprese, in crescita quella delle famiglie ultima modifica: 2014-12-04T12:49:35+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: