Credito, Banca d’Italia: si attenua la contrazione delle erogazioni al settore privato. Prestiti alle famiglie in leggero aumento

Banca Italia LogoTra marzo e maggio la contrazione del credito al settore privato non finanziario si è annullata, al netto dei fattori stagionali, da -1,5 in febbraio, in ragione d’anno;. La flessione dei prestiti alle società non finanziarie si è attenuata: -0,5 per cento, da -2,5. Il credito alle famiglie ha registrato un modesto aumento: 0,4 per cento per la prima volta da marzo del 2012; nel primo trimestre dell’anno le nuove erogazioni di mutui sono cresciute del 15 per cento circa rispetto al periodo corrispondente del 2014, in linea con i segnali più favorevoli del mercato immobiliare e beneficiando del basso livello dei tassi di interesse. Sono alcune delle principali evidenze che emergono dall’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia.

Secondo l’analisi di Palazzo Koch, il calo dei prestiti alle società non finanziarie si è attenuato sia per le aziende più grandi (-1,4% nei dodici mesi terminanti in maggio) sia per quelle di minore dimensione (-3,6%). La dinamica resta differenziata fra i settori di attività economica: la variazione del credito alle imprese manifatturiere è tornata positiva (0,7 per cento), mentre per quelle dei servizi e delle costruzioni i prestiti continuano a scendere (-1,5 e -2,6 per cento, rispettivamente), sebbene a un ritmo inferiore rispetto alla fine dello scorso anno (-2,6 e -3,5).

Tra febbraio e maggio la raccolta complessiva delle banche italiane è aumentata, riflettendo sia l’ulteriore espansione dei depositi di residenti, che ha più che compensato il calo delle obbligazioni detenute dalle famiglie, sia l’incremento del rifinanziamento presso l’Eurosistema. Nel complesso i depositi di non residenti e le passività nette in pronti contro termine verso controparti centrali, che rappresentano prevalentemente raccolta interbancaria dall’estero, sono rimasti invariati. Secondo le banche italiane partecipanti all’indagine sul credito bancario (Bank Lending Survey), nel secondo trimestre del 2015 le condizioni di offerta di credito sarebbero state ulteriormente allentate, sia per le imprese sia per le famiglie (cfr. il riquadro: L’offerta e la domanda di credito); la domanda avrebbe registrato un incremento per entrambe le tipologie di clientela. I più recenti sondaggi presso le aziende manifatturiere confermano il graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito che, dopo aver riguardato prevalentemente le imprese di maggiore dimensione, si sta ora estendendo anche a quelle più piccole.

L’allentamento delle condizioni monetarie continua a trasmettersi al costo del credito. Tra febbraio e maggio i tassi sui prestiti alle imprese hanno registrato un’ulteriore riduzione, di due e tre decimi di punto rispettivamente per i nuovi finanziamenti e per quelli in essere a breve termine, al 2,2 e 3,8 per cento; il costo dei nuovi mutui alle famiglie è sceso di un decimo, al 2,7 per cento. I cali sono stati più marcati per i finanziamenti a tasso fisso, in linea con la forte riduzione dei rendimenti a lungo termine registrata fino alla metà di aprile. Il differenziale rispetto ai tassi medi praticati nell’area dell’euro si è ridotto di due decimi per i nuovi prestiti alle imprese, azzerandosi per quelli di importo superiore al milione di euro; è rimasto invariato, a circa 40 punti base, per i mutui alle famiglie. La riduzione del costo dei finanziamenti alle aziende ha interessato sia le più grandi sia quelle di minore dimensione; nel primo trimestre il calo ha continuato a estendersi anche alle imprese orientate al mercato interno e a quelle con condizioni finanziarie meno equilibrate.

 

 

Credito, Banca d’Italia: si attenua la contrazione delle erogazioni al settore privato. Prestiti alle famiglie in leggero aumento ultima modifica: 2015-07-17T20:51:33+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: