Credito, Banca d’Italia: in Sicilia prestiti giù del 2,4% nel primo semestre dell’anno

Banca Italia LogoIl credito bancario all’economia siciliana ha continuato a ridursi; il calo ha riguardato in misura maggiore le imprese, la cui domanda di finanziamenti per investimenti è rimasta debole. Anche i prestiti alle famiglie sono diminuiti, ma le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni sono tornate a crescere. Nei mesi estivi si sono manifestati segnali di stabilizzazione della caduta del credito, favoriti da politiche di offerta meno restrittive. In un quadro congiunturale ancora negativo, la rischiosità dei prestiti è rimasta su livelli storicamente elevati. Il risparmio finanziario della clientela regionale è aumentato lievemente; il contenimento delle remunerazioni offerte dalle banche sui depositi a risparmio e sulle proprie obbligazioni ha favorito la crescita delle disponibilità detenute in conto corrente e gli investimenti negli altri principali strumenti finanziari. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo bollettino dedicato all’economia della regione.

I prestiti bancari

I finanziamenti bancari alla clientela residente in Sicilia sono risultati in diminuzione a giugno del 2,4 per cento su base annua (-1,8 a dicembre dello scorso anno). La riduzione, che è stata più marcata rispetto al Mezzogiorno e alla media nazionale, si è attenuata nei mesi estivi (-1,9 per cento ad agosto). Il calo ha riflesso soprattutto l’andamento dei prestiti alle imprese; la diminuzione è stata più accentuata per quelle con più di 20 addetti (-3,8 per cento. I finanziamenti alle famiglie si sono ridotti dello 0,7 per cento, in misura inferiore rispetto alla fine dell’anno precedente: a fronte della sostanziale stabilità dei prestiti concessi dalle banche di minore dimensione sono diminuiti i finanziamenti erogati dai primi cinque gruppi bancari nazionali.

Il credito alle imprese

Nei dodici mesi terminanti a giugno i prestiti alle imprese erogati dalle banche e dalle società finanziarie si sono contratti del 3,5 per cento (-3,2 alla fine del 2013. Come nel 2013, il calo è stato più pronunciato per le imprese delle costruzioni e dei servizi, in particolare per quelle operanti nel comparto dei trasporti. Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in regione (Regional Bank Lending Survey, RBLS), la contrazione della domanda di finanziamenti delle imprese si è interrotta, sebbene le richieste finalizzate agli investimenti produttivi rimangano limitate. Dal lato dell’offerta, le condizioni di accesso al credito sono rimaste stabili; permane un orientamento improntato alla prudenza soprattutto nei confronti delle imprese delle costruzioni. A giugno il tasso mediamente applicato ai prestiti a breve termine è risultato in lieve aumento rispetto alla fine del 2013, dall’8,1 all’8,3 per cento, ma in ripiegamento
dal livello raggiunto a marzo.

Il credito alle famiglie

Considerando non solo i prestiti bancari ma anche quelli delle società finanziarie, a giugno il credito alle famiglie consumatrici si è ridotto del 2,0 per cento su base annua (-2,2 a dicembre del 2013). Sulla contrazione ha inciso soprattutto il credito al consumo che, in connessione con la riduzione della spesa delle famiglie per beni durevoli, è sceso del 4,0 per cento: la componente erogata dalle società finanziarie è diminuita in misura più pronunciata rispetto a quella di origine bancaria (-6,4 a fronte del -1,2 per cento. Il volume dei prestiti bancari in essere destinati all’acquisto di abitazioni, che rappresentano poco meno della metà dei finanziamenti alle famiglie, è diminuito a giugno dell’1,5 per cento (-1,6 nel 2013). Dopo una prolungata fase di contrazione, nei primi sei mesi del 2014 le nuove erogazioni sono aumentate di quasi un quinto rispetto al primo semestre dell’anno precedente. L’86 per cento dei nuovi mutui è stato stipulato a tasso variabile e, tra questi, è aumentata in particolare la quota di prestiti con un tetto massimo al tasso di interesse applicato (mutui con opzione cap. Sulla ripresa delle erogazioni hanno influito sia l’aumento della domanda da parte delle famiglie sia, in connessione con il venire meno dei vincoli di liquidità, i primi segnali di allentamento delle politiche creditizie degli intermediari. La distensione dei criteri di offerta si è manifestata prevalentemente attraverso il miglioramento delle condizioni di costo applicate alla media dei mutui e l’incremento delle quantità offerte; i margini applicati alle posizioni maggiormente rischiose e il rapporto tra ammontare del finanziamento e valore dell’immobile (loan to value) sono rimasti sostanzialmente stabili. Il tasso di interesse annuo effettivo globale (TAEG) sulle nuove erogazioni di mutui si è attestato a giugno al 3,8 per cento (3,9 alla fine del 2013).

Consulta il bollettino della Banca d’Italia

Credito, Banca d’Italia: in Sicilia prestiti giù del 2,4% nel primo semestre dell’anno ultima modifica: 2014-11-20T13:29:16+00:00 da Redazione

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