Credito, Bce: a ottobre prestiti al settore privato nell’Area Euro giù dell’1,1%

Bce

L’Eurotower di Francoforte, sede della Banca centrale europea

A ottobre l’ammontare dei prestiti alle amministrazione pubbliche nell’Area Euro ha subito una contrazione dell’1,3%. Parallelamente i finanziamenti concessi al settore privato sono scesi dell’1,1%. È quanto riporta il bollettino mensile di dicembre della Bce.

Secondo lo studio, il tasso di variazione sul periodo corrispondente del credito delle Ifm (Istituzioni finanziarie monetarie) alle amministrazioni pubbliche è sceso ancora nel terzo trimestre, situandosi al -1,5 per cento dal -1,3 del secondo, per poi segnare un recupero e portarsi al -0,1 per cento in ottobre. Nel contempo, è proseguita la graduale ripresa del tasso di variazione tendenziale del credito delle Ifm al settore privato, collocatosi in ottobre al -1,7 per cento contro il -2,3 e il -2,5 per cento rispettivamente del primo e del secondo trimestre. Quanto alle sue componenti, i titoli diversi dalle azioni hanno continuato a registrare un tasso di variazione fortemente negativo, pari al -8,0 per cento in ottobre rispetto al -7,8 del terzo trimestre e al -8,1 del secondo trimestre. Le azioni e altre partecipazioni hanno accelerato al 2,5 per cento sul periodo corrispondente in ottobre, dal 2,1 e dallo 0,1 per cento rispettivamente nel terzo e nel secondo trimestre.

Il tasso di variazione tendenziale dei prestiti al settore privato, corretti per cessioni e cartolarizzazioni, è aumentato al -0,5 per cento nel mese in rassegna, dal -0,9 e -1,5 per cento rispettivamente del terzo e secondo trimestre. In un’ottica settoriale, i prestiti alle imprese hanno mostrato un’ulteriore lieve accelerazione su base annua nel terzo trimestre e in ottobre, confermandosi in modesto aumento, mentre i tassi di crescita sul periodo corrispondente dei prestiti alle società non finanziarie e di quelli agli intermediari finanziari non monetari sono rimasti in territorio negativo, pur registrando anch’essi un rialzo. Gli andamenti di tutti e tre i settori hanno interessato in maniera generalizzata l’insieme dei paesi dell’area dell’euro.

Negli ultimi trimestri il tasso di crescita sul periodo corrispondente dei prestiti delle Ifm alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) si è mantenuto pressoché stabile ma comunque è lievemente aumentato, collocandosi allo 0,6 per cento in ottobre rispetto allo 0,5 per cento del terzo trimestre e allo 0,4 del secondo. La somma dei flussi per il credito al consumo e gli altri prestiti alle famiglie è rimasta pressoché invariata nel terzo trimestre e in ottobre. Per contro, i prestiti per l’acquisto di abitazioni hanno fornito un contributo positivo, in linea con le indicazioni, provenienti dall’indagine sul credito bancario e dagli andamenti dei prezzi delle abitazioni, di un graduale rafforzamento dell’attività nel mercato dei mutui residenziali.

Pur mantenendosi in territorio negativo, il tasso di variazione tendenziale dei prestiti delle Ifm alle società non finanziarie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è aumentato ancora in ottobre, al -1,6 per cento dal -2,1 del terzo trimestre e dal -2,7 del secondo, di riflesso a un ulteriore rialzo del contributo dei prestiti a breve scadenza. In una prospettiva di più lungo termine, l’evoluzione evidenziata dai prestiti alle società non finanziarie nel mese in esame concorda con la valutazione di una svolta nella dinamica tendenziale di tali prestiti nel secondo trimestre del 2014, evidenziando nel contempo una stabilizzazione dei flussi mensili su valori contenuti ma negativi (specie nelle economie sottoposte a tensioni).

Più in generale, nell’area dell’euro i prestiti bancari continuano a risentire di fattori sia dal lato dell’offerta sia da quello della domanda, pur in presenza di una considerevole eterogeneità fra paesi. La frammentazione dei mercati finanziari lungo i confini nazionali seguita a contribuire agli elevati costi di indebitamento che gravano sui settori non finanziari in alcune economie, deprimendo la spesa nel settore privato e quella per investimenti. In diversi paesi è altresì possibile che la domanda di credito sia frenata anche dalle esigenze di riduzione della leva finanziaria nel settore privato. Infine, di fronte alle limitazioni nell’accesso al credito bancario in talune economie, le imprese hanno attinto sempre più a fonti di finanziamento alternative, quali l’autofinanziamento e, nel caso delle società non finanziarie di maggiori dimensioni, l’accesso diretto ai mercati dei capitali.

Credito, Bce: a ottobre prestiti al settore privato nell’Area Euro giù dell’1,1% ultima modifica: 2014-12-11T12:04:21+00:00 da Paolo Tosatti

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