Credito, come uscire in maniera ordinata dal regime di moratoria. L’analisi di Lorenzo Macchi (Kpmg Advisory)

Come uscire in maniera ordinata dal regime di moratoria”. Si intitola così l’intervento tenuto questa mattina da Lorenzo Macchi, partner Kpmg Advisory durante l’evento di Abi e Assofin Credito al credito. Macchi ha fatto il punto sulle moratorie avviate dal Governo e ha analizzato le prime evidenze sugli impatti attesi dal sistema finanziario e alcuni esempi di prassi gestionali per il rischio di credito.

L’avvio delle moratorie e le preoccupazioni di banche e organismi di vigilanza

A seguito dello scoppio della pandemia e del rallentamento dell’economia che ne è conseguiro, il Governo ha approvato in maniera tempestiva misure per favorire imprese e privati che necessitavano di liquidità. Tra le misure messe in campo la concessione di garanzie statali sui finanziamenti e le misure di moratoria parziale o totale dei finanziamenti in regime di neutralità attuariale. Quest’ultimo intervento, a causa della sua rilevanza (circa 300 miliardi di moratorie a fronte di 2,7 milioni di richieste), sta avendo impatti significativi sia da un punto di vista operativo sulla gestione  e monitoraggio intrapresi dalle banche, sia in termini di attenzione da parte delle autorità di vigilanza e regulator nazionali ed europei per i possibili effetti di deterioramento  che potrebbero verificarsi a fronte dello stop ai pagamenti e che potrebbero non essere prontamente intercettati.

Interventi istituzionali e di vigilanza

Macchi ha presentato una cronistoria degli interventi da parte del Governo, della Bce e dell’Eba.

Si è poi soffermato sugli indirizzi forniti dalla Bce alle banche e sul concetto di moratoria Eba compliant.

Impatti attesi: potrebbe raddoppiare o triplicare il default rate. Npl tra 50 e 100 miliardi

Finora sono stati concessi oltre 300 miliardi di euro in misure di moratoria e più di 150 miliardi per altre forme di sostegno, quali garanzie e contro garanzie dello Stato – ha spiegato il partner Kpmg Advisory -. Ci siamo chiesti cosa potrebbe accadere a fronte di una interruzione del regime di moratoria non adeguatamente gestito o non supportato in misura istituzionale. Appoggiandoci ai dati di fonti autorevoli, abbiamo stimato che nel 2021 il default rate potrebbe aumentare tra il 100% e il 200% e nuovi npl tra 50 e 100 miliardi. La stima si basa sull’ipotesi che il 20% di moratorie potrebbero non avere un regolare pagamento delle rate, per un importo di 60/65 miliardi e un incremento di oltre un terzo degli npl smaltiti dalle banche sotto la spinta regolamentare

Gli interventi delle banche

A fronte di questa situazione le banche hanno identificato e attivato diversi interventi per prepararsi al temuto “cliff effect” derivante dalla fine delle misure di favore, aumentando sia nel corso del 2020 sia in sede di redazione dei bilanci di fine anno rettifiche di valore sui crediti e processi di classificazione / attribuzione del “forborne”.

Le principali banche italiane hanno mostrato due modalità di incremento della prudenzialità nelle valutazioni sul rischio del credito: alcuni istituti hanno aumentato le coperture a fronte di un aumento delle posizioni classificate a stage 2; altre hanno incrementato le coperture mantenendo costanti i rapporti tra stage 1 e stage 2”, aggiunge Macchi.

Prassi di mercato per la gestione del rischio di credito sulle moratorie

Macchi ha illustrato i processi messi in atto dalle banche per la priorizzazione delle analisi e gestione del rischio

 

E gli elementi per la valutazione delle controparti che gli addetti all’istruttoria dovranno tenere in considerazione per imprese e privati.