Credito, Crif: 2012 annus horribilis per la domanda delle famiglie

Per quanto riguarda la domanda di mutui, si legge nel barometro, essa riflette anche l’andamento pesantemente negativo delle compravendite di immobili residenziali che, nel corso dell’anno appena concluso, si sono di fatto riposizionate su volumi nemmeno lontanamente paragonabili a quelli registrati negli anni di picco, tra il 2004 e il 2008. Le richieste di prestiti, invece, scontano la contrazione dei consumi di beni durevoli di importo più rilevante – come auto, moto, arredamenti, elettrodomestici – tipicamente sostenuti dall’accensione di un finanziamento.

LA DOMANDA DI MUTUI

Il dato aggregato della domanda di mutui, espresso come numero di richieste da parte delle famiglie italiane rilevato su EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, consolida nel 2012 una dinamica decisamente negativa, con un decremento pari a -42% rispetto al 2011, calo che risulta ancora più significativo nel confronto con gli anni precedenti.

DOMANDA DI MUTUI (numero di richieste) a parità di giorni lavorativi

Var. % anno 2012 su anno 2011

Var. % anno 2012 su anno 2010

Var. % anno 2012 periodo anno 2009

Var. % anno 2012 su anno 2008

Gennaio-Dicembre

-42%

-53%

-53%

-49%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Di seguito sono riportate le variazioni percentuali mensili relative alle domande di mutui raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie. Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate in valori ponderati, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi. L’ultimo mese del 2012, dicembre, si è chiuso con un -27%, terzo mese consecutivo a evidenziare comunque un lieve rallentamento del calo delle richieste.

DOMANDA DI MUTUI

Var. % su anno precedente ponderata
(a parità di gg. lavorativi)

Totale 2008

-4%

Totale 2009

+7%

Totale 2010

+1%

Totale 2011

-19%

Gennaio 2012

-44%

Febbraio 2012

-48%

Marzo 2012

-47%

Aprile 2012

-45%

Maggio 2012

-38%

Giugno 2012

-42%

Luglio 2012

-44%

Agosto 2012

-39%

Settembre 2012

-43%

Ottobre 2012

-40%

Novembre 2012

-32%

Dicembre 2012

-27%

Totale 2012

-42%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

“Il crollo della domanda di nuovi mutui è spiegabile principalmente con le difficoltà derivanti dalla crisi, che ha indotto le famiglie italiane a posticipare a momenti più favorevoli l’acquisto di un immobile residenziale – ha sottolineato Simone Capecchi,direttore sales & marketing del Crif – e questo atteggiamento di estrema cautela non è stato stimolato neppure dalla diminuzione dei prezzi delle abitazioni registrata nel corso dell’ultimo anno. In altre parole, le famiglie sembrano essersi ‘autocensurate’, evitando di appesantire il proprio indebitamento rispetto al reddito disponibile, in una sorta di deleveraging, nel timore di poter trovare difficoltà nel ripagare nel tempo il finanziamento acceso. In più, va registrata la sostanziale scomparsa dei mutui di surroga e sostituzione, di fatto oggi non più convenienti per i richiedenti, mentre negli anni scorsi avevano sostenuto il mercato dando la possibilità alle famiglie di rinegoziare le condizioni del proprio finanziamento”.

Inoltre, nel corso dell’ultimo anno la dinamica della domanda di mutui residenziali da parte delle famiglie potrebbe essere stato condizionato negativamente anche da fattori quali l’aumento dei tassi di interesse applicati ai nuovi contratti e l’introduzione dell’Imu.

A ulteriore conferma della cautela adottata dalle famiglie italiane in questa delicata fase del ciclo economico va considerata anche la progressiva diminuzione dell’importo medio richiesto per i mutui, che nel 2012 ha fatto registrare un ulteriore calo, attestandosi a 131.445 euro contro i 136.863 euro del 2011.

Inoltre, analizzando la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo si consolida lo spostamento verso le fasce più basse: nel 2012, infatti, la classe in cui si sono concentrate le preferenze degli italiani è stata ancora una volta quella compresa tra i 100.000 e i 150.000 Euro, con una quota superiore al 29%.

Importo medio richiesto mutui – anno 2012

0 – 75.000 €

24,7%

75.000 -100.000 €

20,1%

100.000 -150.000 €

29,3%

150.000 -300.000 €

22,4%

Oltre 300.000 €

3,5%

100%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Relativamente alla domanda di mutui per fascia di durata, invece, è nuovamente la classe compresa tra i 25 e i 30 anni a risultare quella maggiormente richiesta dalle famiglie italiane, con una quota superiore al 30% del totale.

Classi di durata domande di mutui – anno 2012

Fino a 5 anni

1,1%

Da 5 a 10 anni

9,5%

Da 10 a 15 anni

15,5%

Da 15 a 20 anni

22,3%

Da 20 a 25 anni

19,4%

Da 25 a 30 anni

30,1%

Oltre 30 anni

2,1%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

“Nel 2012 la ridotta propensione a richiedere nuovi mutui da parte degli italiani si è associata con la maggiore selettività da parte degli operatori del credito – ha spiegato Capecchi – che hanno dovuto fare i conti con indiscutibili difficoltà nel funding, requisiti di capitale più stringenti e la crescente rischiosità dei propri portafogli di clientela. Da questo deriva la conseguente necessità di selezionare gli impieghi ponendo massima attenzione al merito creditizio dei richiedenti e alla sostenibilità del finanziamento rispetto al reddito disponibile. Ad ogni modo, alla cautela delle politiche di offerta da parte degli istituti di credito non può certamente essere attribuita tutta la responsabilità dello stallo del mercato immobiliare in quanto, ed è bene sottolinearlo, in Italia la quota di compravendite residenziali assistite da un mutuo si aggira mediamente solo intorno al 40% del totale, preferendo avvalersi del sostegno della cerchia familiare ed amicale  e dei risparmi accumulati. Piuttosto, è plausibile l’aspettativa che i prezzi delle case possano ridursi in maniera ancora più consistente, rendendo più conveniente l’acquisto”.

LA DOMANDA DI PRESTITI

”Per quanto riguarda la domanda di prestiti, invece, il clima di elevata incertezza che ha caratterizzato l’intero 2012 ha di fatto portato le famiglie a comprimere i consumi – ha aggiunto Capecchi – rimandando o rinunciando agli acquisti, soprattutto a quelli di valore più consistente o quelli considerati non strettamente indispensabili, con la conseguente diminuzione dei finanziamenti richiesti. Nel complesso abbiamo registrato una maggiore tenuta da parte della domanda di prestiti a sostegno delle spese di importo più contenuto, che prevedono piani di rimborso meno impegnativi”.

Confrontando il numero delle richieste di prestiti rilevato nell’intero 2012 con quello del 2011, il decremento rilevato è stato pari a -4% ma facendo riferimento al 2008, quindi prima che la congiuntura economica negativa si consolidasse, emerge una diminuzione complessiva del -18%.

DOMANDA DI PRESTITI (numero di richieste) anno 2012 – a parità di giorni lavorativi

DOMANDA DI PRESTITI (numero di richieste)

Var. % anno 2012 su anno 2011

Var. % anno 2012 su anno 2010

Var. % anno 2012 su anno 2009

Var. % anno 2012 su 2008

Gennaio-Dicembre

-4%

-8%

-11%

-18%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

“Condizionate da un clima di fiducia che si è stabilizzato su valori minimi, negli ultimi mesi le famiglie italiane sono state fortemente condizionate nelle scelte di indebitamento, con una crescente attenzione alla sostenibilità del debito – ha spiegato Capecchi -. Questo di fatto le ha indotte a tirare il freno, riorganizzando profondamente le proprie uscite e comportandosi da prudenti formichine”.

Entrando nel dettaglio delle singole variazioni mensili dell’anno appena concluso, la domanda di prestiti torna comunque a dicembre a registrare un incremento (+5% rispetto al corrispondente mese del 2011) dopo due mesi caratterizzati da segni negativi, lasciando intravvedere qualche timido segnale di ripresa che potrebbe consolidarsi nel corso dei prossimi mesi.

PRESTITI

Var. % su anno precedente ponderata
(a parità di gg. lavorativi)

Totale 2008

-4%

Totale 2009

-8%

Totale 2010

-3%

Totale 2011

-4%

Gennaio 2012

-15%

Febbraio 2012

-17%

Marzo 2012

-9%

Aprile 2012

-6%

Maggio 2012

0%

Giugno 2012

0%

Luglio 2012

-4%

Agosto 2012

+1%

Settembre 2012

+6%

Ottobre 2012

-5%

Novembre 2012

-4%

Dicembre 2012

+5%

Totale 2012

-4%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

 

La cautela delle famiglie trova conferma anche nell’analisi degli importi medi richiesti più ridotti per i prestiti rispetto al recente passato.

Considerando la distribuzione delle domande per classi di importo, per i prestiti finalizzati si conferma il trend di redistribuzione verso i ticket più bassi: sotto i 5.000 euro si concentra infatti oltre il 72% della domanda complessiva, fascia in crescita rispetto al 2011 di quasi 5 punti percentuali. Di conseguenza anche l’importo medio totale risulta in diminuzione e si attesta a 4.597 euro del 2012 contro i 5.192 euro del 2011.

Anche per i prestiti personali è in atto una redistribuzione verso gli importi più bassi: le fasce di importo inferiore ai 20.000 euro continuano infatti a essere quelle in cui si concentra la maggior parte della domanda, arrivando a una quota prossima all’84% della domanda complessiva. Anche per i prestiti personali l’importo medio nel 2012 risulta in diminuzione e si attesta a 11.775 euro contro i 12.299 del 2011.

Classi di importo

prestiti finalizzati

anno 2012

fino a 5.000 €

72,2%

Da 5 a 10.000 €

11,3%

Da 10 a 20.000 €

13,0%

Da 20 a 35.000 €

3,0%

Oltre 35.000 €

0,5%

100%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Classi di importo

prestiti personali

anno 2012

fino a 5.000 €

25,6%

Da 5 a 10.000 €

29,5%

Da 10 a 20.000 €

28,8%

Da 20 a 35.000 €

13,6%

Oltre 35.000 €

2,5%

100%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Per quanto riguarda la durata del prestito richiesto, infine, la classe oltre i 5 anni continua a risultare la preferita dagli italiani con una quota pari quasi al 22% del totale, seguita dalla fascia compresa tra i 2 e i 3 anni (con una quota pari a quasi il 20%) e da quella fino ad 1 anno (anch’essa prossima al 20%).

Disaggregando l’analisi, per i prestiti finalizzati la classe di durata maggiormente richiesta risulta essere quella fino a 1 anno, con una quota di quasi un terzo del totale, mentre per i prestiti personali la durata oltre i 5 anni è quella predominante (oltre il 41% del totale).

Classi di durata prestiti finalizzati

anno 2012

Classi di durata prestiti personali

anno 2012

Fino a 1 anno

33,2%

Fino a 1 anno

3,1%

Da 1 a 1,5 anni

7,2%

Da 1 a 1,5 anni

1,7%

Da 1,5 a 2 anni

12,9%

Da 1,5 a 2 anni

7,7%

Da 2 a 3 anni

23,7%

Da 2 a 3 anni

15,3%

Da 3 a 4 anni

8,9%

Da 3 a 4 anni

11,6%

Da 4 a 5 anni

7,5%

Da 4 a 5 anni

19,2%

Oltre i 5 anni

6,6%

Oltre i 5 anni

41,4%

100%

100%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

”Considerando le prospettive di perdurante difficoltà dell’economia nazionale e il livello di fiducia degli italiani ai minimi storici, anche per il 2013 possiamo prevedere un trend della domanda di mutui e prestiti da parte delle famiglie ancora sostanzialmente debole – ha sottolineato ancora Capecchi – condizionato da un tasso di disoccupazione previsto in ulteriore crescita, da una dinamica dei redditi non positiva e da una crescente erosione della propensione al risparmio. Per evitare il consolidamento di questa dinamica negativa potrebbe però giocare un ruolo fondamentale il prolungamento di iniziative di sostegno come, ad esempio, la moratoria sui debiti. D’altra parte, tra i fattori che possono sostenere l’erogazione dei finanziamenti alle famiglie anche nel prossimo futuro giocherà un ruolo chiave la buona referenza creditizia dei richiedenti per cui è indispensabile che i consumatori abbiano una chiara consapevolezza dell’importanza del livello di sostenibilità finanziaria e della propria storia creditizia nel processo di valutazione da parte di banche e società finanziarie ai fini dell’erogazione del credito”.

“In questa delicata fase sarebbe auspicabile che, anche attraverso appropriati interventi legislativi, si determinassero condizioni maggiormente favorevoli per uno sviluppo equilibrato del credito alle famiglie e, conseguentemente, per la crescita del Paese – ha concluso Capecchi -. Del resto, una nuova espansione del mercato attraverso una maggior disponibilità di credito, essenziale per la ripresa dei consumi e dell’economia nel suo complesso, dipende dal consolidamento della stabilità degli operatori e da un aumento della loro efficienza, ma anche da un quadro normativo che possa favorire lo snellimento delle procedure gestionali del business e, per questa via, riduca il costo del credito stesso”.

DATI REGIONALI

 

DOMANDA DI MUTUI

Var. % anno 2012 su anno 2011

ABRUZZO

-40%

BASILICATA

-41%

CALABRIA

-47%

CAMPANIA

-45%

EMILIA ROMAGNA

-39%

FRIULI VENEZIA GIULIA

-33%

LAZIO

-43%

LIGURIA

-41%

LOMBARDIA

-39%

MARCHE

-41%

MOLISE

-41%

PIEMONTE

-41%

PUGLIA

-46%

SARDEGNA

-42%

SICILIA

-44%

TOSCANA

-40%

TRENTINO ALTO ADIGE

-33%

UMBRIA

-41%

VALLE D’AOSTA

-30%

VENETO

-36%

 

DOMANDA DI PRESTITI FINALIZZATI

Var. % anno 2012 su anno 2011

ABRUZZO

-4%

BASILICATA

1%

CALABRIA

0%

CAMPANIA

3%

EMILIA ROMAGNA

-1%

FRIULI VENEZIA GIULIA

0%

LAZIO

-7%

LIGURIA

-3%

LOMBARDIA

-4%

MARCHE

1%

MOLISE

2%

PIEMONTE

0%

PUGLIA

1%

SARDEGNA

-3%

SICILIA

-1%

TOSCANA

-8%

TRENTINO ALTO ADIGE

7%

UMBRIA

-4%

VALLE D’AOSTA

2%

VENETO

7%

 

DOMANDA DI PRESTITI PERSONALI

Var. % anno 2012 su anno 2011

ABRUZZO

-4%

BASILICATA

-7%

CALABRIA

-6%

CAMPANIA

0%

EMILIA ROMAGNA

-8%

FRIULI VENEZIA GIULIA

-5%

LAZIO

-4%

LIGURIA

-5%

LOMBARDIA

-6%

MARCHE

-9%

MOLISE

-6%

PIEMONTE

-3%

PUGLIA

-4%

SARDEGNA

-7%

SICILIA

-6%

TOSCANA

-4%

TRENTINO ALTO ADIGE

-2%

UMBRIA

-5%

VALLE D’AOSTA

3%

VENETO

-4%

 

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Credito, Crif: 2012 annus horribilis per la domanda delle famiglie ultima modifica: 2013-01-14T14:10:47+00:00 da Flavio Meloni

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