Credito, Crif: il 49,6% delle auto in italia vengono acquistate con un prestito. Importo medio compreso tra 10.000 e 15.000 euro

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Crif LogoTra luglio 2017 e giugno 2018 è aumentata la quota di auto che vengono acquistate con il supporto di un prestito finalizzato auto, che arriva a spiegare il 49,6% del totale immatricolato. È quanto emerge dal Market Outlook di Crif dedicato al credito nel settore automobili.

Secondo l’analisi di Crif, è l’erogato delle società finanziarie non captive a crescere maggiormente, con un +15,1%, rispetto alla dinamica delle captive (ovvero le finanziarie strettamente subordinate alle case automobilistiche per le quali operano e di cui, solitamente, riportano la denominazione dello stesso marchio), che si ferma ad un +4,0%.

La disponibilità di credito a sostegno dell’acquisto di un’auto, scelta indubbiamente impegnativa dal punto di vista economico per tante famiglie, ha quindi portato indubbi benefici al settore nel suo complesso pur a fronte di un andamento delle immatricolazioni che nell’anno da poco concluso è risultato in flessione.

METÀ DEGLI ACQUISTI DI AUTO È SOSTENUTO DA UN FINANZIAMENTO

Entrando nel dettaglio, lo studio prodotto da Crif ha evidenziato come nel periodo di osservazione compreso tra il luglio 2017 e il giugno 2018 sia aumentata la quota di auto che vengono acquistate con il supporto di un prestito finalizzato auto, che arriva a spiegare il 49,6% del totale immatricolato.

La distribuzione degli importi finanziati è concentrata per la netta maggioranza dei casi nell’acquisto di veicoli nuovi, che nel periodo di osservazione hanno rappresentato addirittura il 72,8% del totale finanziato in Euro. La quota del credito erogato per l’acquisto di auto nuove sale fino all’86,1% nel caso delle finanziarie captive contro il 54,7% delle non captive.

In linea generale l’usato viene finanziato meno rispetto al nuovo poiché, considerato il valore più contenuto del bene, i clienti hanno maggiori possibilità di acquistare l’auto usata senza il sostegno di un prestito. Tuttavia si registra una crescente attenzione al business dell’usato sia da parte dei dealer, nel gestire un usato di qualità (ad es. da permute giovani, vetture di remarketing dalla casa automobilistica, acquisti attivi, ecc) oltre che nell’intercettare anche passaggi gestiti fra privati, sia da parte delle società finanziarie che, con il supporto dei programmi usato delle stesse case produttrici, hanno talvolta rimodulato formule come il PCP (personal contract purchase/plan) e iniziato a porre obiettivi incentivanti.

L’IMPORTO MEDIO FINANZIATO E LA DISTRIBUZIONE PER DURATA

Il Market Outlook di Crif mostra come, all’interno del segmento dei prestiti finalizzati all’acquisto di auto, la distribuzione sia concentrata prevalentemente nella classe di importo compreso tra i 10 e i 15.000 euro per tutti i cluster considerati.

Relativamente alla durata dei finanziamenti, invece, le preferenze sono maggiormente concentrate, per le captive, nella classe compresa tra 24 e 48 mesi, mentre per le non captive si rileva una preponderanza dei piani di rimborso superiori ai 48 mesi.

Entrando nel dettaglio delle singole regioni italiane si evidenzia come, sebbene il mercato risulti ovunque in crescita in termini di volumi di prestiti erogati per l’acquisto di un’auto, si presentino dinamiche differenti tra i diversi territori.

Nello specifico, la distribuzione territoriale mostra una quota di erogato più elevata nelle regioni del Sud Italia, dove risulta più bassa la quota di finanziamenti dedicati alle auto nuove a fronte della maggiore vivacità del mercato dell’usato. Questo potrebbe essere riconducibile anche alla minore capacità di spesa delle famiglie in queste aree del Paese, in cui il tasso di disoccupazione risulta mediamente più elevato, condizionando l’equilibrio economico finanziario delle famiglie, oltre all’impatto delle vendite a noleggio nelle regioni del Nord Italia.

Nello specifico, per quanto riguarda la quota di auto acquistate con il supporto di un finanziamento rispetto al totale di quelle immatricolate, in Calabria risulta pari al 57%; nel ranking regionale seguono la Sicilia (con il 55%), la Puglia e la Sardegna (entrambe con il 54%) e la Campania (53%).

Focalizzando l’analisi sulla quota di auto nuove acquistate con un prestito, invece, è la Toscana a guidare la graduatoria nazionale con il 77%, seguita dall’Emilia Romagna e dalla Valle d’Aosta (entrambe con il 73%), dal Piemonte e dalle Marche (con il 72%) e da Lombardia, Liguria e Friuli Venezia Giulia (tutte con il 71%). Solamente in Campania la quota è inferiore alla metà del totale (al 48%, per la precisione).

“Il mercato del credito finalizzato all’acquisto di un’auto continua a mantenersi vivace ma in questi ultimi anni si sta assistendo ad un profondo cambiamento nel settore, dovuto da un lato all’evoluzione dei prodotti, dall’altro alle mutate esigenze della clientela, alla ricerca di soluzioni di mobilità alternative e condizionato dalle esperienze d’acquisto maturata in altri settori, anche se ciò che sta maggiormente incidendo sulle dinamiche del business è l’offerta di credito – ha dichiarato Elisabetta Pancaldi, channel director di Crif -. Guardando al processo l’acquisto, con l’avvento del digitale e la contaminazione di esperienze in altri settori, il cliente si attende di seguire un percorso semplice e fluido, secondo le modalità a lui più congeniali. Questo mette in discussione i modelli tradizionali, coinvolgendo in un più vasto ecosistema una pluralità di attori tra i quali anche le aziende di credito, che sono chiamate a generare nuove soluzioni e servizi sempre più in linea con i nuovi stili di vita e modalità ‘pay per use’”.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI FINANZIAMENTI AUTO

Crif dal 2018 sta collaborando anche con Quintegia, azienda specializzata nel settore automotive, con la quale ha prodotto uno studio qualitativo per individuare le esigenze degli operatori, sia concessionari che società finanziarie, e indirettamente dei clienti, da cui sono emerse alcune considerazioni.

I finanziamenti Pcp (personal contract purchase) sono sempre più utilizzati in Italia per il nuovo e di recente alcune finanziarie li hanno introdotti anche per l’usato. Si tratta di quella formula con durata variabile (in genere 3-4 anni) e pagamento rateizzato (con possibile anticipo e riscatto finale), dove viene stabilito da subito il valore dell’auto a fine contratto e il cliente, a scadenza, può scegliere se restituire la vettura, tenerla o cambiarla.

Tra le altre forme di finanziamento prese in considerazione nello studio, il leasing a privati è relativamente poco diffuso nel nostro Paese e il noleggio a lungo termine a privati rappresenta ancora una quota marginale, seppur in lieve crescita. Queste formule risultano invece utilizzate più frequentemente da privati possessori di partita Iva (ditte individuali, agenti e professionisti), che rappresentano una quota di mercato sulle vendite a privati vicina al 20%.

Il leasing risulta invece essere ancora la soluzione più utilizzata dalle aziende, anche se si sta ampliando molto la quota del noleggio a lungo termine, apprezzato per la semplicità di gestione e la rata omnicomprensiva. In linea generale, il leasing rispetto al noleggio è ancora preferito dalle grandi aziende che dispongono di un fleet manager in grado di gestire la flotta (a livello commerciale, nelle scadenze e negli adempimenti burocratici), che si compone in genere principalmente da vetture di marchi di volume (es. Fca, Volkswagen, Ford, Renault, Psa).

Il noleggio a lungo termine nel 2018 in Italia ha avuto una quota di mercato pari al 13,6% delle vendite, in leggera crescita rispetto al 2017 (+0,4%). Quasi tutte le Case offrono il noleggio a lungo termine, sempre più tramite società interne o in alternativa attraverso partnership esterne, e tipicamente l’offerta delle società di noleggio specializzate è molto competitiva. Per i dealer il noleggio può invece diventare un’interessante opportunità per gestire il proprio stock e l’usato.

“Gli operatori della distribuzione, case automobilistiche e concessionari, sono chiamati a garantire un’esperienza omni-canale ottimale, in cui il digitale gioca un ruolo fondamentale. Il cliente, infatti, non necessariamente si attende di essere seguito in tutte le fasi dell’acquisto di un’auto, ma talvolta vorrebbe anche poter essere abilitato a svolgere alcuni step in autonomia, magari comodamente da casa. Questo non solo per informarsi su prodotti e servizi, prenotare un appuntamento o un test drive, ma potenzialmente anche per gestire con semplicità l’iter burocratico. Su questo fronte alcune case automobilistiche, anche attraverso le proprie società finanziarie, si sono già attivate per sviluppare progetti orientati a offrire soluzioni integrate – ha sottolineato Alberto Bet, research manager di Quintegia -. In tutto questo non va dimenticata l’esperienza di brand, che rimane un elemento fondamentale, dove il concessionario rappresenta un anello di congiunzione determinante tra casa automobilistica e cliente”.