Credito, Crif: nel 2018 crescita dello 0,9% delle richieste di valutazione e rivalutazione presentate dalle imprese italiane

4

L’ultimo trimestre del 2018 ha fatto registrare un incremento del 4,1% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione del credito presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito, nell’aggregato di Imprese individuali e società di capitali, dopo due trimestri caratterizzati da un segno negativo. Il dato degli ultimi 3 mesi dell’anno contribuisce a mantenere in territorio positivo la peformance a livello di intero anno, che mostra una cresita pari allo 0,9% rispetto al 2017. Sono queste le principali evidenze che emergono dall’ultima analisi di Crif, effettuata sulla base del patrimonio informativo di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie, di cui oltre 9 milioni riconducibili a imprese.

La tabella seguente presenta in modo puntuale la variazione delle interrogazioni, ponderata a parità di giorni lavorativi, nel periodo gennaio-dicembre 2018 a confronto con il corrispondente periodo degli anni precedenti.

Variazione cumulata delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle imprese (ponderata a parità di giorni lavorativi)

Variazione 2018 su 2017 +0,9%
Variazione 2018 su 2016 -1,6%
Variazione 2018 su 2015 +3,5%
Variazione 2018 su 2014 +8,1%
Variazione 2018 su 2013 +16,0%
Variazione 2018 su 2012 +17,6%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da Crif consente di distinguere l’andamento del numero di richieste da parte di società di capitali e di imprese individuali. Queste ultime nel 2018 mostrano una contrazione del -1,0% a differenza delle Società di capitali che hanno fatto registrare un aumento (+2,2%). Nel solo IV trimestre si rileva un incremento delle richieste da parte delle società di capitali pari a +6,0% mentre le imprese individuali registrano una diminuzione pari a -1,2%.

NEL 2018 SI CONTRAGGONO GLI IMPORTI MEDI RICHIESTI

Altro dato significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto, che a livello di intero anno 2018 si attesta a 68.301 euro (-6,1% rispetto al valore complessivo registrato nel 2017).

Entrando maggiormente nel dettaglio, si osserva come le società di capitali abbiano fatto registrare un importo medio pari a 93.004 euro (-6,9% rispetto al 2017) contro i  30.949 Euro delle imprese individuali (-6,2%).

LA DISTRIBUZIONE PER CLASSI DI IMPORTO

Relativamente alla distribuzione per classi di importo, nel 2018 quasi un terzo delle richieste totali (il 32,6%, per la precisione) ha riguardato importi inferiori ai 5.000 euro, con una incidenza in crescita di +0,9 punti percentuali rispetto al 2017, giustificata dal peso numericamente preponderante delle richieste da parte delle imprese di piccola e piccolissima dimensione.

Aumenta anche il peso delle richieste relative alla classe di importo compreso tra i 5.001 e 10.000 euro e a quella tra i 20.001 e 50.000 euro, che spiegano rispettivamente il 9,9% e il 21,2% del totale. In calo, invece, le richieste di importo maggiore ai 50.000 euro (-1,0 punti percentuali).

Classi di importo Distribuzione
Fino a 5.000 € 32,6%
Da 5 a 10.000 € 9,9%
Da 10 a 20.000 € 15,3%
Da 20 a 50.000 € 21,2%
Oltre 50.000 € 21,0%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

“L’ultimo trimestre del 2018 ha segnato un lieve incremento delle richieste di credito da parte delle imprese, dopo due trimestri ‘freddi’, portando l’anno nel suo complesso a chiudere con una performance positiva – ha sottolineatoSimone Capecchi, executive director di Crif -. Gli ultimi dati macro-economici rendono incerte le stime di crescita relative al Pil anche per il 2019, ciò nonostante la dinamica in diminuzione dei tassi di default delle pmi ci fa essere ottimisti relativamente ad un ulteriore consolidamento delle richieste di credito da parte delle imprese nell’anno appena iniziato. In questo contesto, per le aziende di credito si presenta l’opportunità di adottare nuovi approcci e cogliere le opportunità derivanti dall’open banking e dai paradigmi di advanced analyics per sviluppare nuovi strumenti di relazione con la clientela business e servizi a valore aggiunto in grado di soddisfarne le esigenze. Il tutto per continuare ad essere protagonisti nel favorire l’accesso al credito delle imprese e, quindi, contribuire alla crescita del Sistema Paese”.