Credito, Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia: nei primi nove mesi dell’anno mutui in crescita del 5,3%. Credito al consumo su dell’1,2%

Crif LogoNei primi 9 mesi dell’anno le erogazioni di credito nei confronti delle famiglie italiane hanno mostrato una ripresa, più incisiva per quanto riguarda i mutui immobiliari e più timida per il credito al consumo. Anche sul fronte della domanda si è registrato un miglioramento, che si accompagna però a un approccio che resta cauto nelle scelte di spesa e di investimento. Queste le principali evidenze che emergono dalla 37esima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia.

Il credito al consumo

Lo studio mostra che, dopo un lustro di flessione, l’attività di erogazione di credito al consumo nei primi 9 mesi del 2014 ha registrato un’evoluzione positiva. Nel dettaglio i flussi finanziati risultano in aumento dell’1.2% sui dodici mesi, mentre il numero di operazioni di finanziamento cresce complessivamente del +5.9%.

A trainare la ripresa sono stati i finanziamenti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli, che fanno registrare un incremento del 6.8%, grazie a un impulso non trascurabile dovuto alle offerte a tassi promozionali. I timidi segnali di ripresa del mercato nazionale automotive, che ha visto una ripresa delle immatricolazioni a privati, sono stati dunque favoriti dal sostegno del credito al consumo.

Anche per il comparto delle carte rateali/opzione, si è avuta una crescita, del 4.5%, sostenuta dal lancio di nuovi prodotti sul mercato. Il ruolo di primo piano lo hanno giocato le carte opzione (più 5.7% i flussi veicolati), tra le quali si annoverano anche carte bancarie caratterizzate da un utilizzo prevalentemente a saldo, mentre i volumi transati dalle rateali risultano ancora in calo (meno 1.8%). Tali trend riflettono da un lato la forte preferenza degli utenti per la flessibilità che garantisce la carta opzione e dall’altro il maggior orientamento dell’offerta verso tale prodotto.

Continuano invece a segnare il passo i prestiti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, palestre), con un calo del 6.9% rispetto al corrispondente periodo 2013. Tale dinamica, sottolinea lo studio, è riconducibile alla contrazione dei consumi delle categorie merceologiche cui i finanziamenti sono destinati e alle difficoltà degli operatori a proporre campagne a tassi promozionali.

Contrazione dei flussi dell’1.5% per i prestiti personali con un calo delle erogazioni che esprime la maggiore prudenza sia delle famiglie sia degli istituti eroganti verso un prodotto che prevede mediamente importi più elevati e durate più lunghe e che, conseguentemente, risulta più rischioso rispetto ad altre tipologie di finanziamento.

Da ultimo i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione, dopo la ripresa del 2013, sono tornati a contrarsi del 2,9%, riflettendo il calo delle erogazioni verso i pensionati e i dipendenti pubblici.

I mutui immobiliari

Per quanto riguarda il comparto dei mutui, l’analisi di Assofin, Crif e Prometeia mostra che la graduale risoluzione di alcuni vincoli che avevano ridimensionato il mercato negli anni di crisi sta guidando la ripresa. “Nel complesso – si legge nello studio – il mercato dei mutui ha mostrato segnali positivi per un miglioramento delle prospettive economiche dei potenziali nuovi mutuatari e una rinnovata spinta commerciale da parte degli istituti di credito, impegnati ad attuare nuove logiche di offerta, focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto”.

Nei primi 9 mesi dell’anno l’incremento delle nuove erogazioni finalizzate all’acquisto di abitazioni è stato del +5.3% in termini di flussi finanziati. L’evoluzione del numero dei contratti di mutuo per acquisto (+7.1%) risulta superiore a quella delle compravendite residenziali (+2.2%), segno che il credito torna a sostenere le famiglie per l’acquisto della casa.

In questo contesto la competizione tra operatori è stata giocata soprattutto sulla convenienza del tasso variabile, dovuta alla riduzione dei costi di raccolta e dal basso livello dei tassi Euribor. Le erogazioni di mutui a tasso variabile continuano quindi ad aumentare la loro quota (67% nei primi 9 mesi del 2014) a scapito dei mutui a tasso misto (20%) e di quelli a tasso fisso (13%). L’attuale convenienza del tasso variabile è anche all’origine del boom registrato nei primi 9 mesi del 2014 per i mutui di surroga (+208% per i flussi finanziati), che in termini di quota raggiungono il 5.8% del totale flussi finanziati.

Passando ad osservare gli importi medi dei mutui erogati, quello che emerge è rispetto al 2013 è andato aumentando l’importo medio dei mutui di surroga (114.000 euro nei primi 9 mesi del 2014) mentre quello dei mutui di acquisto continua nel trend di riduzione (119.000 euro), conseguenza della contrazione del valore degli immobili e della cautela delle famiglie. La contrazione del divario tra gli importi medi dei mutui di acquisto e di surroga dimostra che i mutui surrogati nel 2014 riguardano principalmente mutui recenti, stipulati nel periodo in cui gli spread erano ai livelli massimi.

L’analisi della rischiosità

Il rischio di credito si è mantenuto sostanzialmente stabile nel corso del 2014, con un lieve rientro dei tassi di default a settembre 2014, riflettendo sia la prudenza della domanda che la selettività dell’offerta di credito.

“Il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) si attesta a settembre 2014 al 2.4%, proseguendo l’allontanamento dal punto di massimo registrato all’inizio del 2010 pur rimanendo su livelli superiori a quelli registrati prima della crisi – si legge nello studio -. Per quanto riguarda il credito al consumo, il tasso di default si attesta a settembre al 2.5%. Il tasso di default di prestiti personali e finalizzati mostra un andamento simile: per i prestiti personali l’indicatore passa dal 4% di giugno al 3.9% di settembre 2014 mentre i finalizzati passano dall’1.7% all’1.6%. Il tasso di default dei mutui immobiliari si è stabilizzato per gran parte del 2014 all’1.9% e solo a settembre mostra un ulteriore cenno di miglioramento, posizionandosi all’1.8%”.

Le prospettive

Secondo l’Osservatorio la ripresa del mercato del credito al dettaglio si andrà consolidando nel biennio 2015-2016, sebbene i ritmi di crescita si manterranno modesti. “L’incertezza sulle prospettive future e il lento miglioramento del ciclo economico – spiega l’analisi – suggeriranno ancora una certa cautela alle famiglie nelle decisioni di ricorso al credito e politiche di offerta ancora attente al controllo della rischiosità ma progressivamente più favorevoli grazie al miglioramento delle condizioni di accesso alla liquidità e alla maggiore trasparenza sui bilanci delle banche derivante dal completamento del Comprehensive Assessment”.

Per quanto attiene il credito al consumo, le previsioni indicano che il ritorno alla crescita è rimandato al 2015, ma il debole miglioramento dello scenario macroeconomico consentirà una ripresa dei finanziamenti comunque modesta, confermando pertanto un approccio al credito ancora cauto da parte delle famiglie.

Il complesso dei finanziamenti alle famiglie concessi da banche e società finanziarie nei mesi finali del 2014 confermeranno i segnali positivi registrati nei primi 9 mesi dell’anno e consolideranno la crescita nel biennio successivo, ma nel complesso rimarranno decisamente più contenuti rispetto a quelli degli anni prima della crisi.

Negli ultimi mesi del 2014 si dovrebbero rafforzare i segnali di ripresa delle erogazioni di mutui per acquisto di abitazioni, confermando le tendenze osservate nella prima parte dell’anno, anche grazie al significativo aumento di nuovi contratti di surroga.

“Nei prossimi anni –  conclude lo studio – la rischiosità del comparto resterà su livelli elevati per tutte le tipologie di prestiti, in quanto la modesta ripresa economica non consentirà di assorbire completamente gli effetti della lunga fase di crisi sul mercato del lavoro e sui redditi delle famiglie, elementi che continuano a rappresentare i principali fattori di rischio dello scenario”.

Credito, Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia: nei primi nove mesi dell’anno mutui in crescita del 5,3%. Credito al consumo su dell’1,2% ultima modifica: 2014-12-12T12:23:47+00:00 da Paolo Tosatti

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