Crif, 98 milioni di euro di frodi creditizie nel primo semestre del 2011

Secondo l’ultima indagine pubblicata da Crif, le frodi creditizie nel primo semestre dell’anno hanno raggiunto una cifra preoccupante pari a 98 milioni di euro, con significative implicazioni sia dal punto di vista economico sia da quello sociale.

“Dall’analisi realizzata emerge che il fenomeno non rallenta la sua corsa, nonostante gli sforzi fatti dal mercato per arginarlo – ha dichiarato Maria Luisa Cardini, responsabile dell’area fraud prevention solutions di Crif –. Gli istituti di credito in questi ultimi anni hanno dedicato maggiore attenzione e maggiori risorse per l’attività di prevenzione frodi, sensibili non solo al fattore economico ma anche al danno reputazionale e alla salvaguardia della relazione con il cliente, e in particolare quegli istituti che si sono dotati delle soluzioni più efficaci sono riusciti a ottenere sensibili effetti di riduzione delle frodi”.

Entrando nel dettaglio delle singole forme tecniche, i prestiti finalizzati continuano a fare la parte del leone e ad essere presi particolarmente di mira dai frodatori, con un’incidenza del 77,9% sul totale dei casi (+9,3% rispetto al 2010). Rispetto ai dati del primo semestre 2010, si è registrato anche un notevole aumento dei casi registrati sulle carte di credito a saldo (+91,6% rispetto al 2010) e sui fidi (+155%) mentre sono risultati in calo quelli perpetrati sulla carte rateali e i leasing. Da segnalare, infine, i casi tutt’altro che sporadici di frodi perpetrate anche sui mutui.


I prodotti più frequentemente oggetto di una frode risultano essere auto e moto (con una quota pari al 62,7% del totale e un incremento del +17% rispetto al 2010), arredamento (13,5%) e prodotti hi-tech (elettronica, informatica, telefonia, ecc.). Prosegue il trend di crescita relativo all’accesso fraudolento al credito per ottenere servizi alla persona, con un vero e proprio boom di casi rilevati su trattamenti estetici, cure mediche e iscrizioni a palestre, che ora superano il 3% dei casi e fanno segnare un +240% rispetto al pari periodo 2010. Nel settore della mobilità, rileva Crif, si registrano casi davvero ‘fantasiosi’. A titolo di esempio, si segnala il caso di una donna che dopo aver aiutato un’amica in difficoltà finanziarie ha scoperto che quest’ultima aveva acquistato un’auto a suo nome dopo essersi appropriata della sua identità.

Per quanto riguarda i tempi di scoperta della frode (tempi di detection), Crif ha rilevato come stiano diventando sempre più lunghi: dai dati raccolti relativamente al primo semestre 2011, sono infatti in preoccupante crescita i casi in cui la truffa viene intercettata addirittura dopo tre anni (30% del totale). È emerso, inoltre, che la frode viene scoperta entro i primi sei mesi solo in un caso su quattro, mentre nel 28,1% dei casi la scoperta avviene con un ritardo che varia da sei mesi a due anni.

Questo aspetto risulta particolarmente rilevante dal momento che, tanto più si allungano i tempi di scoperta quanto plausibilmente maggiori saranno le difficoltà per la vittima nel ripristinare la propria posizione e più scarse le possibilità di individuare l’autore del crimine.

Per quanto riguarda il sesso delle vittime, l’analisi di CRIF sulla distribuzione delle frodi evidenzia come, nei primi sei mesi del 2011, quasi i due terzi siano uomini (per la precisione il 65,3% del totale).

Da un punto di vista socio-demografico, risulta anche che il maggior numero di vittime si concentra nella classe di età compresa tra 31 e 40 anni (25,5% del totale), ma il maggior incremento percentuale si registra tra le vittime over 60 (+19,2%).

Inoltre, i soggetti maggiormente a rischio di frode creditizia mediante furto di identità sono i lavoratori dipendenti, con una quota pari al 37% del totale, seguiti a ruota dai liberi professionisti, con il 32,3%.

Particolarmente significativo è l’incremento del 19% dei casi che coinvolgono soggetti cosiddetti “inattivi”, ovvero pensionati, casalinghe, disoccupati, studenti, ecc. che trova coerenza con l’incremento dell’età delle vittime (>60 anni).

La ripartizione delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio, seguite da Puglia ed Emilia Romagna. Si tratta sostanzialmente delle stesse regioni che anche nel I semestre 2010 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica. Scende invece dal “podio” il Lazio, scavalcato dalla Sicilia. In fortissima crescita l’incidenza di frodi avvenute in Puglia (+22,4% rispetto al I semestre 2010) e in Calabria (+25,7%).

“Il settore delle frodi è ancora in crescita non solo come crimine organizzato ma anche come crimine occasionale da sfruttare in tempo di crisi – ha concluso Beatrice Rubini, direttore personal solutions & services di Crif –. È quindi fondamentale che gli italiani prendano coscienza della necessità di difendere e proteggere i propri dati personali per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito”.

Crif, 98 milioni di euro di frodi creditizie nel primo semestre del 2011 ultima modifica: 2011-11-24T17:40:53+00:00 da Flavio Meloni

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