Crif presenta l’analisi dell’importo medio del credito al dettaglio nel 2010

Calano i prestiti finalizzati e personali, crescono i mutui immobiliari. Lo ha reso noto il 16 maggio scorso Crif Decision Solutions, che ha analizzato i dati provinciali relativi all’importo medio di credito erogato  nel 2010. Ne è risultato che nel 2010 l’importo medio erogato dei mutui ipotecari è cresciuto dell’1,1% rispetto al 2009, mentre quello dei prestiti personali e finalizzati è diminuito rispettivamente dello 0,9% e del 13,7%.

Secondo l’analisi, lo scorso anno le dinamiche a livello nazionale del credito al dettaglio hanno seguito trend differenti in relazione alla forma tecnica. In particolare, per i prestiti il mercato è risultato ancora in diminuzione, con un calo che ha interessato sia i prestiti finalizzati sia i prestiti personali. Per contro, si è rivitalizzato il mercato dei mutui immobiliari dove anche gli importi medi hanno registrato un moderato aumento.

Nel 2010 si è assistito ad una limitata ripresa dell’economia nel suo complesso, in cui permane però incertezza sui tempi di un effettivo recupero delle posizioni pre crisi – spiega la senior analyst Daniela Bastianelli -. Pil, consumi e investimenti sono ripartiti anche se con dinamiche ancora poco consistenti e, in questo scenario, il mercato del credito ha mostrato andamenti discordanti, in cui il segmento dei mutui ha ripreso vigore sia in termini di nuove erogazioni sia di sostituzioni e surroghe di vecchi mutui che hanno rivitalizzato il mercato e permesso alla clientela una migliore gestione dei propri impegni finanziari”.

Sul segmento dei mutui ha avuto un ruolo importante anche lo stallo del mercato immobiliare e la conseguente contrazione dei prezzi, che hanno reso appetibile l’acquisto di abitazioni anche come forma di investimento finanziario. A ciò si è aggiunto il mantenimento di bassi tassi di interesse che hanno determinato rate di importo più contenuto rispetto al periodo pre crisi. In tale ambito si è rilevata la tendenza, visibile già del 2007, ad una maggiore concentrazione dei contratti nelle classi di rata a importi più bassi (sia per i mutui che per il credito al consumo). “Tale dinamica sicuramente è riconducibile ad un approccio più prudente, generato anche dalle difficoltà rilevate nella capacità delle famiglie di rispettare le scadenze dei finanziamenti – si legge nello studio -. L’incremento dell’1,1% dell’importo medio finanziato è dunque frutto di un contestuale aumento del numero di pratiche e degli importi finanziati”.

Invece, i prestiti finalizzati (-13,7% l’importo medio erogato nel 2010 rispetto al 2009) continuano a scontare gli effetti della contrazione dei consumi durevoli, che anche nel 2010 hanno registrato un trend negativo con un calo pari a -1,9 punti percentuali su base annua, con picchi ben più elevati nel corso dei vari trimestri (-7,4% nell’ultimo trimestre 2010). L’analisi precisa che va valutato in questo senso anche il ritorno a dinamiche negative delle immatricolazioni auto seguite al mancato rinnovo degli incentivi al settore automotive.

Perdono di appeal anche i prestiti personali che fino a poco tempo fa riscuotevano un buon posizionamento sulla clientela, grazie alla caratteristica di flessibilità nell’uso. La contrazione dell’importo medio erogato, pari allo 0,9%, è conseguenza del calo sia degli importi finanziati che del numero di pratiche erogate.

L’andamento ancora negativo del credito al consumo può essere spiegato dal fatto che nel 2010 il mercato del lavoro risulta ancora sofferente, con un tasso di disoccupazione particolarmente alto, superiore all’8% e con punte vicino al 30% nel segmento dei giovani, affiancato da una debole dinamica dei redditi” aggiunge Bastianelli.

D’altro canto, conclude lo studio, “grazie alla tradizionale cautela e alla minore propensione al ricorso al credito da parte delle famiglie coniugata ad una maggiore prudenza degli intermediari nella definizione delle condizioni di offerta, in Italia la crescita della rischiosità nel comparto del credito alle famiglie non ha raggiunto livelli drammatici, sebbene negli anni 2008 e 2009 gli indicatori di rischio abbiano subito un incremento considerevole”. Infatti, nel 2010 la rischiosità del mercato è stata calmierata dall’applicazione sia dei Decreti Bersani sia della moratoria, che ha permesso a quelle famiglie in particolari difficoltà economiche di congelare i debiti e recuperare un equilibrio finanziario, soprattutto in ambito dei mutui immobiliari. La profondità della crisi economica coniugata al lento percorso di ripresa porta, tuttavia, a delineare uno scenario per i prossimi anni caratterizzato da un’ulteriore emersione di sofferenze nel biennio 2011-2012, sebbene a ritmi progressivamente decrescenti.

Crif presenta l’analisi dell’importo medio del credito al dettaglio nel 2010 ultima modifica: 2011-05-20T07:32:00+00:00 da Flavio Meloni

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