Crif, scende la domanda di mutui: -2% nel primo semestre 2010

I primi sei mesi dell’anno hanno fatto registrare una flessione nella richiesta di mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane. Il calo è del 2% rispetto allo stesso periodo del 2009, quando invece si era registrata una crescita di 4 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi del 2008.

È quanto emerge dal Barometro della domanda di mutui, elaborato da Crif sulla base del patrimonio informativo di Eurisc, il Sistema di informazioni creditizie (Sic) della società che raccoglie i dati relativi a oltre 74 milioni di linee di credito. In particolare, nel mese di giugno 2010 appena concluso la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane ha fatto registrare un -4% rispetto allo stesso mese del 2009, confermando un trend di contrazione che perdura ormai da diversi mesi.

Il calo della domanda è strettamente legato alla crisi economica iniziata nella seconda metà del 2008. “La domanda di finanziamenti è un ottimo indicatore delle aspettative delle famiglie italiane. Da questo punto di vista la prudenza nel richiedere nuovi crediti è sintomatico della perdita di prospettiva che sta toccando molte famiglie italiane – spiega Enrico Lodi, direttore generale credit bureau services di Crif -. Ma questa regressione ha anche una connotazione positiva nella sua pro ciclicità, che conferma come gli italiani siano formiche e non cicale e capiscono quando è il momento di tirare la cinghia e rinviano i loro progetti e acquisti. In altre parole, questa è la definitiva conferma che il credito alle famiglie, nel nostro Paese, è maturo: non è, quindi, al servizio di chi non arriva alla fine del mese ma, piuttosto, di chi pianifica, anticipando le risorse future, per affrontare i picchi di spesa”.

Le surroghe

Nell’analisi di questi dati occorre tenere in considerazione che la domanda è ancora sostenuta da surroghe e rinegoziazioni, che costituiscono ormai un fenomeno consolidato anche se con un peso meno consistente rispetto all’anno scorso, dal momento che già dall’ultimo bimestre del 2009 la quota di mutui di sostituzione risulta in netto rallentamento rispetto ai mesi precedenti. Secondo Crif, nei primi sei mesi del 2010 l’incidenza delle sostituzioni è stata pari al 13,8% del totale contro una media, per l’intero 2009, del 24%.

La durata

La distribuzione della domanda dei mutui per fasce di durata è rimasta sostanzialmente stabile nel primo semestre dell’anno. L’unica variazione si è registrata nella crescita delle richieste di mutuo con durata tra i 20 e i 25 anni, passata da 16,6% a 19,7%. La maggior parte delle richieste sii concentra nella fascia tra 25 e 30 anni, con il 29,1% delle preferenze. Buona anche la richiesta di finanziamenti tra 10 e 15 anni (15,3%) e tra i 5 e 10 anni (9,5%).

Gli importi

Si conferma la crescita della domanda nelle fasce più elevate di importo, anche se le preferenze delle famiglie italiane si sono nuovamente concentrate in quella compresa tra 100.000 e 150.000 euro (31,3%). La percentuale delle richieste di finanziamenti tra 150.000 e 300.000 euro è passata dal 23,2 del primo semestre 2009 al 25,6 dei primi sei mesi del 2010. In diminuzione le domande tra i 75.000 e 100.000 euro (da 19,5% a 17,9%) e fino a 75.000 euro (da 22% a 21%)

La distribuzione sul territorio

A far registrare gli aumenti più rilevanti sono stati il Trentino Alto Adige e l’Umbria, rispettivamente con un +23,4% e un +13,1% rispetto al medesimo semestre 2009. Al contrario la Calabria ha manifestato il calo più forte (-10,2%), seguita dalla Lombardia e dalla Toscana, rispettivamente con -8,7% e -8,3%.

Crif, scende la domanda di mutui: -2% nel primo semestre 2010 ultima modifica: 2010-07-29T07:43:55+00:00 da Flavio Meloni

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