Crisi finanziarie, individuare nuovi strumenti per la riduzione dei rischi. Il contributo dell’Abi

Anche Bancaria, il mensile dell’Associazione bancaria italiana, partecipa al dibattito sempre più intenso sulla necessità di gestire futuri rischi sistemici con strumenti sovranazionali. Sullo sfondo uno scenario in evoluzione, arricchito la scorsa settimana dalla proposta emersa in sede Ue di costituire un fondo ad hoc, alimentato da una nuova tassa sulle banche, per la prevenzione di nuove crisi finanziarie.

L’ultimo numero del mensile dell’Abi contribuisce al dibattito presentando posizioni diverse eppure legate da un minimo comune denominatore: individuare lo strumento migliore per governare con un’ottica di sistema i rischi futuri. Offrono il proprio punto di vista, tra gli altri, Marcello Messori, ordinario di Economia all’Università Tor Vergata di Roma ed ex presidente di Assogestioni; Rainer Masera, preside della facoltà di Economia e professore di Economia politica all’Università Guglielmo Marconi di Roma, ed Enrico Granata, responsabile dell’area Normativa dell’Abi.

Per Masera la priorità è impedire che le difficoltà delle cosiddette “istituzioni finanziarie sistematicamente importanti” possano innescare una nuova destabilizzazione generalizzata come avvenuto nel 2007-2009. Masera suggerisce dunque di istituire “un’autorità di risoluzione speciale” per i colossi finanziari che verrebbe finanziata tramite un sistema assicurativo creato ad hoc. I contributi per l’assicurazione, spiega, “servirebbero a coprire il rischio sistemico e la loro entità sarebbe decisa in modo coordinato dai micro supervisori e dal macrosupervisore”.

Entrando nei dettagli su quella che dovrebbe essere la natura tecnica dello strumento per gestire i rischi, Messori contesta l’efficienza di un fondo pubblico, che di fatto finirebbe per incentivare le banche troppo grandi per fallire “ad accrescere la rischiosità del loro attivo”. Messori si chiede dunque se non sia migliore l’opzione di un fondo privato-pubblico, che “pur limitando la probabilità di fallimento delle banche con impatto sistemico, non determini effetti di selezione avversa e/o di rischio morale”. Anche in questo caso restano delle ombre potenziali, ad esempio nella complessità della governance di un simile strumento, con conseguente macchinosità delle decisioni in frangenti complessi. Messori ravvisa comunque una maggior flessibilità nel modello di fondo privato-pubblico e di conseguenza meccanismi di incentivo più efficaci per i partecipanti.

In vista di una più efficiente prevenzione e gestione delle crisi future assume grande rilevanza il tema della supervisione, a maggior ragione in un contesto nel quale operano gruppi presenti in più Paesi. “Non è sufficiente – rimarca Granatache le nuove autorità europee emanino regole e approcci comuni per assicurare una vigilanza efficace delle banche transfrontaliere: è necessario che le stesse siano dotate di poteri vincolanti per assicurare l’effettiva applicazione delle regole, dirimere eventuali dispute tra le autorità nazionali e, soprattutto, imporre una ‘regia’ europea nella gestione di situazioni di emergenza”.

Crisi finanziarie, individuare nuovi strumenti per la riduzione dei rischi. Il contributo dell’Abi ultima modifica: 2010-07-01T08:07:46+00:00 da Flavio Meloni

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