Crisi immobiliare: le quotate italiane sempre più esposte. Dal crack Lehman non sembra essere cambiato niente

 

Se una volta le banche assecondavano i progetti delle società immobiliari, da tempo non è più così: le maglie si sono strette, ma le perdite cumulate da tre anni a questa parte hanno aperto vere e proprie voragini. Secondo i dati pubblicati da Analisi Mercati Finanziari – che ha tracciato l’evoluzione dei debiti delle quotate italiane dal 2008 al 31 giugno 2011 – a guidare la classifica del deficit c’è Beni Stabili che alla fine del primo semestre di quest’anno ha collezionato un -2,21 miliardi di euro (a fronte però di un patrimonio netto di 2 miliardi), un dato molto simile al 2008 quando il passivo ammontava a 2,18 miliardi. Non va molto meglio per Risanamento, già salvata dalle banche, che è in deficit di 1,9 miliardi di euro, pur in miglioramento rispetto ai 2,7 miliardi di tre anni fa. Aedes nel 2008 aveva 810 milioni di euro di debiti finanziari netti: a giugno di quest’anno l’esposizione è stata pari a 535 milioni. Sta leggermente meglio Prelios che ha quasi dimezzato il debito rispetto ai giorni del crack Lehman: -474 milioni di euro nel 2011 a fronte degli oltre 860 milioni di tre anni fa. A onor del vero, il gruppo ha riequilibrato la situazione finanziaria aumentando il patrimonio netto fino a quota 600 milioni di euro, dai 366 del 2008. E a giugno è comparso un utile.

Purtroppo, per il mercato immobiliare italiano, è troppo poco.

Crisi immobiliare: le quotate italiane sempre più esposte. Dal crack Lehman non sembra essere cambiato niente ultima modifica: 2011-09-22T08:42:38+00:00 da Flavio Meloni

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