Crisi, studio Euler Hermes: indice globale delle insolvenze nei confronti delle imprese invariato al 12%

Euler Hermes LogoSi intitola “Una mela marcia fa marcire tutto il cesto” l’ultimo studio economico di Euler Hermes. L’analisi sottolinea che, mentre il mondo continua a soffrire di una crescita fiacca e limitate prospettive commerciali, sulle imprese continua ad aleggiare la spada di Damocle dei mancati pagamenti.

“Liquidità, domanda e politica sono i tre principali elementi da tenere sotto osservazione nel 2015 – ha spiegato Ludovic Subran, capo economista del Gruppo Euler Hermes -. Quale consumatore salverà il mondo? Sarà ancora ottimistico finanziare il commercio con un dollaro più caro? E come impatterà il rischio politico sulle decisioni di investimento delle imprese? Questi tre temi sottolineano come il vecchio detto “spera per il meglio ma preparati al peggio” sia più adatto che mai. Nonostante una diminuzione del 12% delle insolvenze globali nel 2014 e una previsione di appena il 3% in meno nel 2015, permane un forte rischio nel futuro del commercio B2B”.

L’Indice globale delle insolvenze di Euler Hermes resta del 12% superiore ai livelli ante-crisi, con timidi macro sviluppi a pesare sui conti economici delle imprese e restrizioni finanziarie in diversi paesi. La minaccia dei mancati pagamenti è destinata ad aumentare di oltre il 23% entro la fine del 2014, largamente dovuta alle difficoltà delle economie cinese e russa, dove la crescita relativamente bassa della Cina è diventata la nuova “norma”. Anche i giorni medi di incasso (DSO) aumentano di un giorno all’anno dall’inizio della crisi, per toccare i 73 giorni nel 2014.

Lo studio di Euler Hermes sottolinea in particolare la fragilità economica dell’Eurozona e cita la debolezza della domanda, il grave sottoinvestimento in infrastrutture, le pressioni al ribasso sui prezzi ed i persistenti problemi di finanziamento delle imprese come le sfide fondamentali alla base delle attività commerciali del continente.

2014: un anno di delusione, disordine e diversità

  • Il mondo ha guardato con molto ottimismo l’inizio del  2014, che alla fine si è rivelato un anno di persistente delusione. Fra le 80 principali economie analizzate da Euler Hermes, solo la Spagna e l’India hanno superato, di modesta misura, le aspettative al di sotto del consenso.
  • La mancata aggressività della ripresa nell’Eurozona resta fondamentalmente un problema di domanda, sia a livello di imprese che di consumatori. Più che altro, il commercio intra-Eurozona ha lottato per riprendersi, ostacolando ulteriormente la crescita. Il finanziamento delle imprese resta un problema che limita le opportunità di espansione quando si presentano.
  • L’escalation di tensioni e sanzioni in Russia e in Ucraina ha visto un incremento parallelo del rischio associato agli scambi commerciali per le imprese che operano nell’area.
  • La visibilità e le proporzioni dello spettro rappresentato dallo Stato Islamico (IS) sono cresciute durante tutto il 2014, costituendo una minaccia esistenziale nel Medio Oriente, specialmente per quanto riguarda investimenti e finanziamenti.
  • La Cina ha continuato il cammino in discesa verso una crescita più lenta e guidata dall’economia interna, spostando l’accento dal percorso intrapreso, in cui dominavano gli investimenti.
  • Il Brasile continua a ristagnare, con un’attesa di crescita dello 0,3% nel 2014, probabilmente inferiore a quella di molti paesi dell’Eurozona. L’aver fatto affidamento sui consumi insieme alla mancanza di investimenti pubblici e privati durante gli anni in cui le materie prime godevano di prezzi elevati ha lasciato il paese gravemente esposto al recente rallentamento dei prezzi delle commodity. Il Messico invece ha assistito al consolidamento della crescita come beneficiario della leva finanziaria legata alla ripresa degli USA. Le riforme strutturali hanno sostenuto la fiducia degli investitori, mentre le pressioni inflazionistiche sono state tenute nascoste.

2015: un anno determinato da liquidità, domanda e politica

Secondo Euler Hermes, l’economia dell’Eurozona crescerà di appena l’1,0% nel 2015, mentre il PIL mondiale aumenterà del 2,8%, restando per il quarto anno consecutivo al di sotto del 3%, spinto solo lievemente dalla crescita dei mercati emergenti per un possibile 4,3%. L’analisi suggerisce che gli esportatori troveranno migliori opportunità rivolgendo l’attenzione verso le regioni dove la crescita è più forte: l’Africa (4,9%), l’Asia (4,7%) e il Medio Oriente (3,8%), muniti di tutti gli strumenti per difendersi contro il rischio di mancati pagamenti.

  • I consumi in Usa, Regno Unito e Germania andranno leggermente meglio, ma raggiungeranno appena i livelli del 2008. Inoltre, in un contesto di deflazione mondiale, il volume del commercio globale è al di sotto della media a lungo termine.
  • L’aumento dei tassi determinato dalla politica della Fed americana per il 2015 dovrebbe avere un impatto limitato sul resto del mondo, ma rappresenta sempre un maggiore rischio di cambiamento per le imprese che esportano verso i paesi emergenti con un grosso deficit di conto corrente (come il Brasile, l’India, il Sud Africa e la Turchia).
  • Guardando più lontano, Euler Hermes evidenzia un aumento del rischio geopolitico, in quanto più del 40% della popolazione mondiale andrà al voto nel 2015 e le politiche pubbliche tendono a privilegiare un maggiore interventismo.

2015: fine della recessione in Italia?

La crescita dovrebbe rimanere molto debole nel 2015 dopo tre anni di recessione. Le esportazioni rimarranno il driver della crescita del Paese  espandendosi ad un ritmo più sostenuto rispetto al 2014   (+ 2% nel 2015),  aiutate da un euro più basso, ma le opportunità potrebbero essere limitate a causa della  debole competitività internazionale. In aumento l’indice di fiducia delle imprese e delle famiglie che farà ritornare in terreno positivo l’indicatore dei consumi.  La crisi finanziaria sul fronte del credito rimane grave anche se nel 2015 dovrebbe stabilizzarsi grazie anche alle recenti misure varate dalla Bce.

“Gli imprenditori italiani stanno facendo del loro meglio per migliorare lo stato di salute finanziario delle proprie aziende nonostante l’ambiente economico sfavorevole e la recessione in atto. Nel 2014, purtroppo, si registrerà un nuovo record per le insolvenze aziendali  con oltre 15.600 casi, ottavo anno consecutivo di crescita. Con un Pil in lieve crescita nel 2015 (+0,3%) e un atteso allentamento del credit crunch, le insolvenze dovrebbero iniziare a decelerare (-2%). Un effetto duraturo del rallentamento dell’indicatore sarebbe la prova che il nostro Paese abbia intrapreso la strada della ripresa”, ha dichiarato Michele Pignotti, capo della Regione Euler Hermes Paesi mediterranei, Medio Oriente e Africa.

Consulta l’infografica della studio

Crisi, studio Euler Hermes: indice globale delle insolvenze nei confronti delle imprese invariato al 12% ultima modifica: 2014-12-11T11:33:15+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: