Crowdfunding, Politecnico di Milano: in calo numero e valore medio delle campagne nel I semestre 2022

VII Report italiano sul crowdinvesting, a cura del Politecnico di MilanoNel primo semestre del 2022 sono state chiuse 88 campagne di equity crowdfunding, in calo rispetto alle 93 dello stesso periodo del 2021. Lo segnala il VII Report italiano sul crowdinvesting a cura del Politecnico di Milano Lo segnala il VII Report italiano sul crowdinvesting a cura del Politecnico di Milano, diffuso nello scorso mese di luglio.  Sono invece aumentate le campagne chiuse senza successo, passate a 11 dalle 9 dei primi sei mesi dello scorso anno.

Il rapporto precisa che, dal 2014, anno di entrata in vigore della normativa, fino al 30 giugno 2022 sono stati registrati 1.055 collocamenti, di cui 799 chiusi positivamente, 209 chiusi senza raggiungere il target minimo previsto (senza quindi alcuna raccolta a consuntivo) e 47 che erano ancora in corso (molte dei quali avevano già raggiunto la soglia minima di successo).

Il 2021 ha segnato un record con 239 progetti chiusi (+13,8% rispetto al 2020), mentre nel 2022 si è registrata la prima flessione. “Probabilmente non hanno aiutato la situazione di incertezza sui mercati finanziari, la tendenza al rialzo dei tassi di interesse e l’incremento dei costi di energia e materie prime, che mette in difficoltà alcune attività economiche. Inoltre il 2021 può avere beneficiato di un flusso addizionale a causa di operazioni che nel 2020 erano state rinviate per la pandemia Covid-19”, si legge nell’analisi.

Se ci si limita agli ultimi 12 mesi passati, sul podio abbiamo Mamacrowd (51 collocamenti), BacktoWork (50) e CrowdFundMe (44). “Il mercato continua a essere decisamente concentrato nonostante l’arrivo di nuove piattaforme autorizzate: il 73% delle nuove offerte da luglio 2021 sono state originate da solo 5 piattaforme”, prosegue il rapporto del Politecnico di Milano.

Valore medio tocca il minimo storico

Secondo i dati del VII Report italiano sul crowdinvesting il valore medio per le offerte del primo semestre 2022 mostra un nuovo minimo storico (5,83%) mentre il valore mediano è stabilmente inferiore al 5%. “Si conferma la tendenza dei proponenti a mantenere il controllo sulle attività dell’impresa, conservando la maggioranza assoluta dei diritti di voto e patrimoniali. Per quanto riguarda la tipologia delle quote del capitale offerte, si consolida ulteriormente la pratica di offrire titoli con diritti simili o differenziati rispetto a quelli dei fondatori, in funzione di quanto si investe”, continua lo studio.

Molto variabile la durata delle campagne

Per quanto riguarda la durata delle campagne, anche quest’anno si sono osservati valori molto variabili: alcune hanno raccolto in pochissimo tempo (anche poche ore), altre sono durate molte settimane, a volte con estensioni. “È quindi poco significativo elaborare delle statistiche, anche perché è ormai prassi di ‘allertare’ gli iscritti della piattaforma, anticipando una serie di informazioni sull’emittente prima dell’avvio ufficiale della campagna”, spiegano gli esperti del Politecnico.

Importo minimo, sale il numero delle campagne che partono da 500 euro

Un altro parametro interessante raccolto dall’Osservatorio è l’importo minimo di investimento deciso per le diverse campagne. Il report evidenzia strategie abbastanza diversificate: “nell’1% del totale la soglia minima per le persone fisiche era molto bassa e inferiore a € 100, ma nessun caso è stato registrato negli ultimi 12 mesi; il gruppo più numeroso (il 43%) comprende le campagne con importo minimo compreso fra € 101 e € 499,99 (con una forte concentrazione sul chip minimo esattamente uguale a € 250); la percentuale però continua a scendere ed è al 31% nell’ultimo anno. Abbiamo poi il 41% delle campagne in cui la soglia minima era compresa fra € 500 e € 1.000; negli ultimi 12 mesi questo gruppo rappresenta la maggioranza relativa con il 47%. Completano il quadro le campagne con soglia di importo fra € 1.001 e € 2.000 (4%), quelle con chip minimo fra € 2.001 e € 5.000 (l’8%) e il 3% con importo minimo superiore a € 5.000. “Tutti questi segmenti hanno acquisito maggiore rilevanza negli ultimi 12 mesi“. Si tratta di un dato rilevante perché “testimonia che la normativa sulla raccolta di capitale dei portali online è utilizzata non solo per fare leva sui ‘piccoli’ contributi dei navigatori di internet ma anche per il coinvolgimento di investitori più sofisticati su operazioni simili a dei club deal e con l’ambizione di raccogliere flussi di capitale più significativi rispetto alla media”, conclude il VII Report italiano sul crowdinvesting.