CTCU: occhio quando si firmano contratti di finanziamento presso gli esercenti!

Vista la scarsissima trasparenza del settore, qualche settimana fa anche la Banca d’Italia ha ufficializzato un richiamo agli emittenti di carte di credito revolving, che prevede, tra l’altro, quanto segue:

  • eventuali interessi di mora vanno applicati all’importo della rata scaduta e insoluta e non al debito residuo del momento;
  • alla clientela va data un’informativa “chiara e semplice” in merito alle caratteristiche del prodotto e alle condizioni – tassi, costi accessori, costi di eventuali polizze assicurative – applicate;
  • le società emittenti devono astenersi dall’inviare carte revolving non specificatamente richieste dalla clientela (divieto peraltro già previsto dall’art. 8, comma 1, lettera b) del D. Lgs.11/2010);
  • l’attività di “promozione e conclusione” di contratti di credito revolving non può essere affidata a fornitori di beni e servizi (i venditori cioè), ma soltanto agli agenti in attività finanziaria.

E le società emittenti si sono adeguate a tali rilievi? Pare di no. Il nostro consiglio è quindi quello di evitare tali prodotti, per i quali si pagano tassi effettivi globali medi nell’ordine del 17,50%, ma che possono spingersi finanche alla soglia del 26%!

Attenzione anche che quando, in occasione di eventuali acquisti rateali presso venditori, concessionari o centri commerciali, non vi venga fatto sottoscrivere, oltre quello di finanziamento vero e proprio (credito al consumo o prestito personale), un altro contratto ad hoc per la richiesta di invio di una carta di credito revolving. State quindi molto attenti alle firme che rilasciate!

CTCU: occhio quando si firmano contratti di finanziamento presso gli esercenti! ultima modifica: 2010-05-26T08:19:34+00:00 da Flavio Meloni

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