Delufa Press: domani a Roma presentazione di una doppia antologia di versi, poeti cinesi in Italia e poeti italiani in Cina

A volerla prendere da lontano, l’inizio di questa storia deve essere ricercato in un problema fonologico. Una occlusiva velare che diventa una fricativa labiodentale. Così il cognome italiano De Luca viene pronunciato in cinese “Delufa” e si trasforma nel nome di una casa editrice, piccola ma scalpitante e curiosa. Fondata da uno studioso di lingua cinese e  traduttore da sempre appassionato di letteratura e poesia, Francesco De Luca, in poco più di un anno di vita la Delufa Press ha pubblicato già quattro libri, regalando al pubblico italiano la possibilità di leggere autori e opere mai tradotti in precedenza, a cominciare dalle poesie del polacco Rafael Wojaczek, passando per il saggio La confraternita dell’abisso urlante di Dennis McKenna e arrivando fino a una raccolta di versi di tre grandi poeti cinesi, I tre dell’università di Pechino, che raccoglie testi di Haizi, Luo Yihe e Xi Chuan.

In questi giorni arriva in libreria l’ultima fatica della Delufa Press, una corposa Antologia di poesia cinese contemporanea (386 pagine, 19 euro), che raccoglie i versi di ben 38 poeti cinesi contemporanei, tra i più rappresentativi della scena attuale, alcuni già noti a livello internazionale e altri presentati per la prima volta in Italia. “Si tratta di una selezione viva, vibrante, che restituisce la complessità e la profondità della Cina di oggi attraverso la lente raffinata della poesia – spiega Francesco De Luca, che oltre e curare la raccolta ha anche realizzato la traduzione -. Amore e poesia sono elementi importanti della storia della Cina, un paese di bellezza struggente e orizzonti infiniti, notti di luna su scaglie di drago, cavalli al galoppo su deserti dello spirito, caravanserragli, isole tropicali popolate di pirati e musicanti, colpi di cannone, invasori e invasi, vapori agrodolci, fulmini e mercanti erranti”.

Di ciascun poeta, nella raccolta, sono state selezionate tre poesie, con testo cinese a fronte. “Certamente non è che un’occhiata a volo d’uccello sullo smisurato mondo della poesia cinese; tuttavia i trentotto autori inclusi nel volume offrono un quadro vasto e rappresentativo”, aggiunge De Luca.

A rendere ancora più interessante questa antologia, però, è il progetto più ampio in cui si inserisce. “Un filo rosso lega questa raccolta a un’altra opera nata oltreconfine: una antologia di poesia italiana contemporanea, curata dalla Delufa Press e pubblicata dalla Jiangsu Phoenix Literature and Art Publishing di Nanchino”, sottolinea il traduttore.

Due volumi che nascono in parallelo, in due luoghi lontani, che la poesia avvicina inaspettatamente. Versi cinesi verso l’Italia, versi italiani verso la Cina. “Frutto di anni di lavoro, incontri e traduzioni, questo libro è anche il racconto di un amore tra due culture unite dalla poesia. Una quanjiafu, una foto di famiglia, imperfetta e luminosa. Un invito al dialogo, allo stupore e alla condivisione”, rivela De Luca.

Per celebrare questa doppia pubblicazione la Delufa Press, insieme alla Phoenix Art and Literature Publishing House di Nanchino, ha deciso di organizzare domani 2 settembre, alla Libreria di Palazzo delle Esposizioni, a partire dalle 16:00, il Primo festival internazionale della poesia italo-cinese, che vedrà come protagonisti poeti e letterati italiani, cinesi e internazionali. “È solo il primo passo di un percorso che immaginiamo molto lungo. Nei nostri progetti il festival avrà cadenza biennale, alternandosi tra l’Italia e la Cina per portare in giro per i due paesi cultura e arte e, contemporaneamente, consolidare i rapporti di amicizia e di partnership nel settore artistico. La seconda edizione dovrebbe tenersi nel 2027 nella città di Nanchino, sede della Phoenix Art and Literature Publishing House. Del resto – conclude Francesco De Lucal’obiettivo artistico che ci siamo dati è ben sintetizzato dal logo della nostra casa editrice, una sorta di ideogramma inedito che esprime la necessità di mettere l’uomo al centro della vita, tra cielo e terra, invitando tutta la società a un impegno poetico attivo”.