Derivati e pubblica amministrazione: tutti i numeri del Veneto

La Corte dei Conti ha rilevato che “non sempre la funzione di copertura ha prevalso, come invece avrebbe dovuto, su quella di speculazione, che si è tra l’altro riscontrata essere stata in modo pressoché costante orientata a favore della controparte bancaria e ai danni dell’ente locale. In tal senso sono stati riscontrati Mark to Market (perdite potenziali) e differenziali periodici (rate) sensibilmente negativi pur in periodi di tassi ampiamente favorevoli all’ente”.

Dall’analisi dei dati effettuata da Consultique, società di analisi e consulenza finanziaria che ha destrutturato oltre 100 contratti derivati sottoscritti da enti locali, emerge infatti che, per il totale dei contratti veneti, si è passati da un MTM negativo di -7.980.000€ del 2006 a -16.565.000€ del 2007, da -38.355.000€ del 2008 fino a -25.771.000€ del 2009.
Dei circa 100 derivati in essere, a fronte del numero esiguo di contratti estinti nel 2006 e nel 2007 (rispettivamente 2 e 3), il 2008 (8) e particolarmente il 2009 (28) hanno visto una significativa crescita del ricorso all’estinzione anticipata. Tale fenomeno è in parte spiegabile in considerazione della significativa discesa che i tassi di interesse hanno avuto a partire dal 2008.

Nel caso di esercizio della facoltà di estinzione anticipata da parte dell’ente, particolare criticità riveste la valutazione della posizione da estinguere a causa dell’assenza di un prezzo ufficiale di mercato e il rischio quindi di mispricing (valore non favorevole all’ente).

In proposito – sottolinea la Corte dei Conti – considerato che la stima proviene da un soggetto in conflitto di interessi, nulla può garantire l’ente locale contro l’eventualità che la controparte bancaria prescelga la tecnica valutativa ovvero i relativi aggiustamenti che comportino la definizione della prestazione a se stessa più conveniente e, dunque, specularmente , meno conveniente per l’ente pubblico”.

Infine, gli enti che dichiarano di essersi avvalsi di consulenti nel processo decisionale e valutativo per l’estinzione del contratto, nell’84% dei casi hanno fatto ricorso a consulenti indipendenti dalla controparte bancaria.

Questo è il momento giusto per risolvere il problema derivati che assilla centinaia di enti locali italiani – dichiara Cesare Armellini, amministratore delegato Consultique –. I contratti vanno chiusi ora, perché i tassi sono crollati ma il rischio è ancora vivo. Sarebbe sufficiente un aumento dell’inflazione o una seppur contenuta tensione finanziaria sui mercati, perché le perdite potenziali dei comuni italiani possano tornare ai livelli del primo trimestre del 2008, quando erano pari a 47,4 miliardi di euro, ovvero quasi il 3% del PIL del Paese”.


Derivati e pubblica amministrazione: tutti i numeri del Veneto ultima modifica: 2011-02-25T16:06:09+00:00 da Flavio Meloni

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