
Entro il 2030 il digital lending arriverà a rappresentare circa il 40% del mercato del credito, per un valore stimato di quasi 60 miliardi di euro. E l’intelligenza artificiale sarà il principale punto di orientamento per oltre il 60% della clientela entro il 2029, allineandosi all’attuale ruolo dei comparatori.
L’accelerazione dell’online è trasversale a tutti i comparti del credito, con crescite contenute ma significative per i prodotti più complessi, come i mutui (+19% tasso di crescita annuo composto 2020-2025), e decisamente più rapide per le soluzioni immediate, come il bnpl (+71% tasso di crescita annuo composto 2020-2025).
A fare il punto sul comparto è l’Osservatorio Digital Lending 2026, realizzato da Monitor Deloitte, Experian e Cetif che ha esplorato le prospettive di crescita dei diversi segmenti del credito, le caratteristiche principali dei consumatori e le ultime innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il settore bancario.
Ne è emerso che il mobile si conferma il canale digitale preferito dai consumatori: oggi ne fa uso il 60% dei clienti bancarizzati, con una quota che è prevista in salita fino all’80% entro il 2030. Parallelamente l’internet banking mostra segnali di stabilizzazione, fermandosi al 35%, con una previsione sostanzialmente stabile nei prossimi cinque anni.
In risposta all’evoluzione delle abitudini della clientela, le banche stanno ripensando la propria offerta digitale, orientandola sempre più verso modelli di self-banking. A queste soluzioni si affiancano filiali digitali focalizzate su attività a maggiore valore aggiunto, mentre il presidio fisico viene progressivamente riprogettato in chiave più specializzata e con modelli più snelli.
“Non ci troviamo più in una fase di adozione del digitale, ma in una ridefinizione strutturale del mercato del credito – commenta Marco Latif Mesak, director Monitor Deloitte -. Entro il 2030 il digital lending raggiungerà circa il 40% dell’erogato, con il mobile come canale dominante e circa il 90% delle banche che offrirà prodotti di credito e pagamenti online. L’intelligenza artificiale sarà il vero spartiacque: da abilitatore di efficienza a strumento decisivo nelle scelte finanziarie dei clienti, fino a diventare il principale punto di orientamento per oltre il 60% della clientela entro il 2029, allineandosi all’attuale ruolo dei comparatori”.
Il digitale guida la crescita del mercato del credito
Secondo l’Osservatorio Digital Lending 2026, “in un contesto in cui il mercato del credito cresce a ritmi moderati (+5% CAGR ‘20-‘25), il mix diventa sempre più digitale (24% nel 2025 rispetto al 16% nel 2024)”.
L’accelerazione dell’online è trasversale a tutti i comparti del credito, con crescite contenute ma significative per i prodotti più complessi, come i mutui (+19% CAGR ‘20-‘25), e decisamente più rapide per le soluzioni immediate, come il buy now pay later (+71% CAGR ‘20-‘25). Il bnpl, caratterizzato da ticket medi più contenuti, evidenzia una crescente preferenza dei consumatori per soluzioni rapide e flessibili, mostrando inoltre tassi di default in riduzione.
Il credito digitale è utilizzato prevalentemente da uomini nel Nord Italia appartenenti alla fascia dei millennial e con reddito elevato, anche se emergono alcune differenze significative tra segmenti. Il credito finalizzato risulta il prodotto con la più alta adozione tra i clienti senior, mentre il bnpl è l’unico prodotto con maggiore diffusione nel Sud Italia, dove risponde a una domanda più profonda di soluzioni di pagamento flessibili e accessibili, e tra la clientela femminile, con una forte concentrazione degli acquisti nel comparto moda, dove pesa il 76% del totale delle transazioni.
Il digitale avanza anche nei prodotti più complessi, trainato dall’ingresso degli incumbent
I prodotti più complessi e caratterizzati da ticket medi più elevati, come i mutui, mostrano una transizione verso il digitale graduale, ma comunque significativa (22% online nel 2025 rispetto al 15% nel 2024). La crescente incidenza del digitale è sostenuta anche dall’ingresso degli operatori incumbent nel comparto, che stanno rispondendo all’evoluzione dei bisogni dei consumatori con offerte sempre più orientate a logiche digital first, anche attraverso realtà captive interamente digitali.
Allo stesso tempo, il lending digitale beneficia in misura crescente dell’adozione di tecnologie avanzate, in particolare dell’intelligenza artificiale, che consente capacità predittive più accurate e un miglioramento complessivo dei livelli di servizio, rendendo i processi più rapidi, semplici ed efficienti.
Con l’AI scendono i tempi di approvazione (-25%) ed erogazione (-33%)
L’adozione dell’AI nei processi di digital lending ottimizza l’uso delle fonti dati nei processi di onboarding e credit scoring, aumentando la predittività dei modelli e accelerando i tempi di approvazione ed erogazione. Infatti, il time to yes e il time to cash sono diminuiti rispettivamente del 25% e del 33% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel mercato del credito digitale, l’AI si conferma un vero e proprio abilitatore strategico per gli operatori bancari, influenzando l’intero processo del credito: dalla fase di awareness e consideration – in cui l’orientamento del consumatore sta sempre più passando dai comparatori tradizionali a strumenti conversazionali AI, capaci di offrire consigli rapidi e personalizzati – fino alla firma, erogazione e monitoraggio del credito.
“La strada è ormai tracciata: presenza digitale omnicanale, forte capacità di analisi dei dati e adozione di strumenti di Intelligenza Artificiale a tutti i livelli per aumentare la propria capacità di azione e reazione. Gli operatori finanziari più abili ed efficaci nel mettere a punto una strategia basata su questi pilastri saranno certamente più competitivi e aumenteranno le possibilità di successo su un mercato che cresce”, ha affermato Chiara Frigerio, segretario del Cetif e professoressa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Rischiosità in calo
L’Osservatorio Digital Lending 2026, realizzato da Monitor Deloitte, Experian e Cetif fotografa infine una riduzione dei tassi di default in tutti i comparti, con una clientela con un profilo di rischio sempre più allineato a quello del canale fisico.
“I dati dell’Osservatorio confermano quello che vediamo ogni giorno lavorando con le istituzioni finanziarie italiane: il credito digitale non è più un canale alternativo, ma il nuovo standard del mercato – ha concluso Giulio Mariani, director data & AI di Experian Italia -. Ciò che colpisce di questa edizione è la velocità con cui il cambiamento ha superato le previsioni: una penetrazione digitale al 24% nel 2025, sei punti percentuali oltre le attese, con traiettorie al 2030 che riscrivono significativamente il perimetro competitivo. Il dato sul profilo di rischio è altrettanto significativo: i tassi di default del canale digitale sono in forte calo e si avvicinano a quelli del fisico, segnale che la qualità del credito digitale è maturata grazie all’impiego strutturato di dati e modelli predittivi avanzati”.























