Direttiva credito al consumo, il punto di Francesca Santilli dell’Abi a Credito al credito 2021

Fare il punto sulla direttiva sul credito ai consumatori del 2008 per individuare i punti sui quali la Commissione europea potrebbe intervenire. È stato questo l’obiettivo dell’intervento di Francesca Santilli, dell’ufficio consulenza legale e societaria dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), questa mattina nel corso di Credito al credito, l’evento annuale promosso dall’associazione in collaborazione con Assofin e dedicato al credito a famiglie e imprese.

Parlando di “Revisioni legislative e regolamentari. Un focus sulla ccd” Santilli ha ripercorso le attività finora compiute dalla Commissione Ue nell’ottica di una possibile revisione della normativa sul credito al consumo.

Questo processo si inserisce all’interno di un quadro di ricerche avviate dalla Commissione europee per comprendere la diffusione del servizio e le possibilità di miglioramento e studi commissionati su temi come la portabilità pagamenti e nel mondo dei mutui – ha spiegato -. In diverse occasioni la commissioner per i servizi finanziari McGuinees ha posto l’accento sulla centralità dei temi retail e sulla protezione dei consumatori”.

Il focus delle ricerche sulla direttiva sul credito ai consumatori ha riguardato il margine di intervento e il giudizio sulla capacità della normativa di promuovere, da un lato, lo sviluppo di un mercato del credito al consumo efficiente e, dall’altro, un livello adeguato di protezione del consumatore.

Le tempistiche della revisione

Attendiamo per marzo/aprile il rapporto finale della Commissione Ue e a maggio la presentazione di una proposta di revisione della direttiva, che verrà poi incanalata nel processo legislativo europeo”, ha aggiunto Santilli.

Le principali evidenze delle ricerche sulla direttiva

Le ricerche hanno evidenziato la capacità della direttiva di ottenere buoni risultati sotto il profilo dell’esercizio del diritto di recesso, dell’estinzione anticipata e del calcolo del Taeg, “per il quale la formula armonizzata ha garantito la comparabilità delle offerte”.

Ci sono poi dei punti di potenziale revisione, “perché non rispondono più alle esigenze del mercato o perché hanno dato sentore di dover essere modificati“. Si tratta di:

  • Ambito di applicazione: sono sorti interrogativi sull’applicabilità dell’applicazione della normativa a nuove forme di credito al consumo, in particolare ai microloans al di sotto dei 200 euro, e ai nuovi player di finanziamenti peer to peer
  • Contenuto e resa delle informazioni pubblicitarie precontrattuali: la digitalizzazione ha posto nuove sfide e le informazioni hanno un format di resa non compatibile con i device oggi più utilizzati.
  • Valutazione del merito di credito: l’assetto della normativa è ritenuto insufficiente per rispondere alle esigenze del credito responsabile. Inoltre, in alcuni stati membri, nonostante l’obbligo valutazione, ancora c’è un margine di disapplicazione delle norme importante.
  • Situazioni eccezionali e misure di arrears e forbearance: ci si interroga sulla capacità della normativa di affrontare situazioni di difficoltà, come quella creata dal covid.

Possibili interventi della commissione europea

La commissione europea potrebbe intervenire in quattro modi:

  • Nessun intervento né di autoregolamentazione né di regolamentazione:Ci sembra l’opzione meno probabile”, ha dichiarato Santilli.
  • Intervenire ma non attraverso strumenti regolamentari:Si lascerebbe all’industria la ricerca di una soluzione e si spingerebbe sull’educazione finanziaria e sulla capacità dell’industria di affrontare gli impatti del covid”, spiega.
  • Azione legislativa mirata:È a mio avviso la più probabile. Ci sarebbe un intervento regolamentare su temi chiave della survey, e cioè stensione dell’ambito applicazione, possibile armonizzazione degli standard di valutazione del merito di credito, ma non ci sarebbero interventi normativi sulla gestione di situazioni di difficoltà in caso di crisi”, precisa.
  • Revisione complessiva della normativa:Decisamente la più improbabile”, chiarisce.

Punti di attenzione e spunti per il futuro

L’Abi sta lavorando per portare all’attenzione delle istituzioni europee alcuni suggerimenti. “È importante non stravolgere quello che funziona, prevedendo un aggiornamento che consideri il rapporto costi/benefici e prevedere un aggiornamento e coordinamento su temi orizzontali – ha concluso Santilli -. Gli interventi dovranno essere coordinati con quanto accade su altri fronti, come il piano per la finanza digitale. E tener conto della gestione della pandemia e delle nuove sfide poste dalla sostenibilità e dal greening”.