DLA Piper: società finanziarie, 4 su 5 sono ottimiste e aumentano gli investimenti. Modelli operativi progettati per resistere all’instabilità

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Le società di servizi finanziari si preparano alla crescita nonostante le persistenti sfide geopolitiche e tecnologiche, mostrando maggiore resilienza e prontezza operativa. Intelligenza artificiale e cybersecurity restano priorità strategiche. Nove società su dieci segnalano un impatto delle barriere commerciali sulle operazioni.

Sono i principali risultati del report Financial futures: leading through disruption dello studio legale globale DLA Piper, che si basa su un’indagine condotta su quasi 800 senior decision maker di istituzioni finanziarie globali, tra cui banche, gestori di fondi, fintech e operatori delle infrastrutture di mercato, con ricavi compresi tra 10 milioni di dollari e oltre 10 miliardi.

Modelli operativi progettati per durare

L’indagine evidenzia come l’ottimismo complessivo rimanga solido: le aziende stanno affrontando la discontinuità come una nuova normalità, rafforzando resilienza, prontezza operativa e adozione tecnologica.

Molte stanno investendo in modelli operativi progettati per resistere a prolungati periodi di instabilità, determinati da tensioni geopolitiche, barriere commerciali e cambiamenti normativi, ponendo crescente attenzione alla gestione del rischio attraverso l’integrazione di compliance e governance nei processi decisionali.

Il settore sta imparando ad adattarsi rapidamente a fattori convergenti come rischio geopolitico, divergenze regolatorie e diffusione dell’intelligenza artificiale. Nonostante ciò, permane un forte ottimismo rispetto alla capacità di affrontare le sfide emergenti e cogliere opportunità di crescita futura”, dichiara Giuseppe Mele, partner di DLA Piper e co-responsabile del settore financial services per l’Italia.

I dati nel dettaglio

Tra i principali risultati:

  • l’83% si dichiara ottimista sulle prospettive di breve termine (12-24 mesi), nonostante le pressioni geopolitiche;
  • l’89% delle società segnala che le barriere commerciali hanno avuto un impatto sulle operazioni; un terzo evidenzia effetti sulle allocazioni di investimento e sui flussi di capitale;
  • l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è in forte crescita: il 66% delle aziende investe nelle tecnologie necessarie (dal 64% nel 2024) e il 58% offre formazione dedicata (dal 51% nel 2024);
  • quasi la metà dei dirigenti indica le sfide legate alla compliance come un impatto rilevante sul business, in aumento rispetto al 2024;
  • nonostante meno di un quarto degli intervistati consideri la sostenibilità un fattore di forte impatto (in calo rispetto al 58% del 2024), l’82% ha aumentato gli investimenti nel 2025;
  • la principale criticità resta il ritmo dei cambiamenti normativi in materia di sostenibilità (51%, in crescita rispetto al 39% del 2024).

Le società del settore devono essere pronte a integrare il cambiamento normativo nella pianificazione strategica. Allo stesso tempo, la competizione tra giurisdizioni per sostenere la crescita economica apre spazi di dialogo con i regolatori, offrendo al settore l’opportunità di contribuire all’evoluzione del quadro normativo”, conclude Ugo Calò, partner di DLA Piper e co-responsabile del settore financial services per l’Italia.