Dodici libri consigliati da Bancaforte per l’estate 2021

Innovazione, sostenibilità, disruptive management, diversity. Sono le quattro parole d’ordine di questo 2021 secondo Bancaforte e i temi ai quali si ispirano i consigli di lettura per l’estate del sistema integrato di AbiServizi dedicato ai temi di frontiera del settore bancario e finanziario.

Agosto, secondo la società di servizi dell’Associazione Bancaria Italiana, segna una cesura, reale e ideale, tra quel che è stato, e cioè 18 mesi incredibili e drammatici per la storia dell’umanità recente, e per le vite di ciascuno, e quel che vogliamo sarà: una fase nuova, di ripartenza e rilancio, di ottimismo dopo tanta paura e negatività, di nuova voglia di fare.

Di qui la selezione di 12 libri nei quattro ambiti tematici che costituiscono le grandi sfide dell’oggi e del domani. “Curiose e visionarie proposte dalla saggistica italiana e internazionale. Alcuni volumi non presentano ancora una traduzione/edizione italiana, ottima scusa per tenere allenato il nostro inglese anche sotto l’ombrellone, visto che si viaggerà poso all’estero quest’estate”, si legge nell’articolo sui consigli di lettura per l’estate 2021 di Bancaforte.

I titoli consigliati sono:

  • Carlo RovelliHelgoland, Adelphi

Ad aprire i consigli di lettura di Bancaforte è questo libro a metà tra il saggio e la confessione. Rovelli fisico e saggista, riesce a raccontare una delle più determinanti scoperte della storia dell’umanità, la «teoria dei quanti», rendendola accessibile a tutti. Ma non è un libro tecnico: è un percorso attraverso le modalità con le quali l’uomo, la sua intelligenza, la sua fantasia e la sua scienza cercano da sempre di spiegare la realtà che ci circonda.

  • Walter Isaacson, Gli innovatori. Storia di chi ha preceduto e accompagnato Steve Jobs nella rivoluzione digitale, Mondadori

L’autore del secondo testo consigliato da Bancaforte è il “biografo” di Steve Jobs. Il suo lavoro ha ormai qualche anno (è del 2014), ma è un viaggio sempre attuale alle radici della rivoluzione digitale, dal primo algoritmo fino all’intelligenza artificiale. Come è stato possibile che in un giro così ridotto di decenni l’umanità abbia fatto salti così potenti? Chi sono i protagonisti di questa straordinaria trasformazione? In quale cultura sono cresciuti, e quale nuova vision del mondo hanno creato? Una buona lettura, chiara ma coinvolgente, per capire da dove viene l’innovazione che stiamo vivendo, e dove ci può portare.

  • Benjamìn Labatut, Quando abbiamo smesso di capire il mondo, Adeplhi

Al terzo posto nella classifica dei libri per l’estate di Bancaforte, si collocail testo del cileno Labatut, che miscela realtà e finzione, per raccontare in maniera del tutto originale alcuni dei più affascinanti episodi della storia della scienza moderna. Un mix di racconti, aneddoti, frammenti di biografie e romanzi brevi, dedicati a chimici, fisici e matematici che hanno cambiato il nostro modo di concepire la realtà. In maniera avvincente, l’autore racconta i processi di elaborazione delle teorie scientifiche, che nascono sempre da una vertigine creativa, in cui vorticano follia e intuizione.

  • Simone PieranniRed Mirror. Il nostro futuro si scrive in Cina, Laterza

Scordatevi la Silicon Valley, il nostro futuro si sta scrivendo in Cina, dalle parti di Pechino, Shenzhen e non solo. Per chi è appassionato, affascinato o incuriosito dai temi dell’innovazione digitale e del suo impatto sulla società, è giunto il momento di staccare gli occhi dalla costa ovest statunitense e gettarli invece sulla Repubblica Popolare Cinese che bisogna guardare per capire le potenzialità dell’evoluzione tecno-politica in cui siamo attualmente immersi. Intelligenza artificiale, 5G, computer quantistici, smart city: laggiù sono già immersi in un mondo che per molti aspetti, da noi, è ancora futuro.

  • David Epstein, Perché una conoscenza allargata, flessibile e trasversale è la chiave per il futuro, Luiss University Press

Bancaforte sottolinea come la teoria alla base di questo libro sia ormai, nella pratica, già sotto gli occhi di tutti. Oggi la capacità orizzontale delle soft skills e la capacità di pensiero trasversale batte qualsiasi sapere verticale. Da Roger Federer a Charles Darwin fino agli esperti dell’era della Guerra Fredda sugli affari sovietici, la tesi di Epstein è che concentrarsi sulla specializzazione precoce è ingiustificato. Prendendo in esame gli atleti, artisti, musicisti, inventori, meteorologi e scienziati di maggior successo al mondo, l’autore evidenzia come nella maggior parte dei casi, specialmente in quelli complessi e imprevedibili, i generalisti e non gli specialisti, sono nati per eccellere. Una bella lezione per chi, in azienda, ha il compito di valutare e gestire i talenti delle persone.

  • Marco Iansiti e Karim R. Lakhani, Competing in the Age of AI: Strategy and Leadership When Algorithms and Networks Run the World, Harvard Business Review Press

Un viaggio attraverso la trasformazione digitale e i suoi impatti all’interno delle aziende. La tesi degli autori è netta: non solo l’intelligenza artificiale sta cambiando i processi e sostituendo alcune attività umane (ormai, è un tema superato), ma sta anche cambiando il modo in cui opera l’intera azienda, come dimostra l’esempio dei nativi digitali. Crea insomma un’opportunità e la necessità di un nuovo modo di progettare le aziende attraverso i dati e l’IA come una piattaforma completamente condivisa. Sono tanti i casi pratici e le case history aziendali che vengono presentate per dare sostanza alla teoria.

  • Thomas Gryta, Lights Out: Pride, Delusion and the Fall of General Electric, Houghton

È al primo posto tra i 5 libri che Bill Gates consiglia per l’estate. Questa immersione nella «caduta» di General Electric offre infatti, secondo il fondatore di Microsoft, uno sguardo irremovibile sugli errori e i passi falsi compiuti dalla leadership dell’azienda un tempo storica. «Lights out finalmente mi ha dato molte delle risposte che stavo cercando su come un’azienda grande e di successo come General Electric possa fallire», scrive Gates. E, spiega Bancaforte, raccomanda questa lettura a chiunque abbia un ruolo di leadership.

  • Fabio Deotto, L’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia, Bompiani

Alle Maldive le spiagge spariscono, a Miami si ricostruiscono le strade sollevate di un metro, la Louisiana sprofonda a vista d’occhio, in Franciacorta il vino diventa ogni anno più difficile da produrre, e mentre a Venezia l’acqua salata consuma un patrimonio artistico inestimabile, altre città si svuotano di automobili e si riempiono di animali. Negli ultimi dieci anni la crisi climatica è passata da essere un problema delle generazioni future a un’urgenza di quelle presenti. Eppure, nonostante il mondo in cui viviamo sia cambiato in modo inequivocabile e sia ormai lontano da quello in cui siamo cresciuti, noi continuiamo a vederlo inalterato. La colpa è dei tanti angoli ciechi che intralciano la nostra percezione della realtà. Questo libro va a cercare un nuovo sguardo nelle storie reali di persone già oggi costrette a misurarsi con un pianeta più caldo, esplorando allo stesso tempo le zavorre cognitive e culturali che rendono così difficile accettare il cambiamento in atto. Il risultato, afferma Bancaforte, è un reportage narrativo che ci aiuta a vedere il nuovo mondo in cui stiamo imparando a vivere.

  • Christiana Figueres, Tom Rivett-Carna, Scegliere il futuro. Affrontare la crisi climatica con ostinato ottimismo, TLon

Pianeta Terra, anno 2050. Le nazioni non hanno mantenuto gli impegni presi, le emissioni di carbonio non sono diminuite e il riscaldamento globale ha reso il mondo un posto invivibile, scosso da rivolte politiche e fenomeni naturali catastrofici. Questo scenario può ancora essere evitato. Attraverso un’analisi dei rischi, delle possibilità che ci restano e un decalogo di attivismo civico, Christiana Figueres e Tom Rivett-Carnac, artefici dell’Accordo di Parigi del 2015, delineano le basi per salvare il pianeta e scegliere così il futuro che ci aspetta. Di fronte a una situazione ogni giorno più fosca, l’alternativa per la sopravvivenza del pianeta passa dalla consapevolezza che è arrivato il momento di cambiare le nostre abitudini, di pensare al nostro mondo come a un complesso sistema in cui è necessario fare la propria parte. Sopravvivere alla crisi climatica è possibile, ma dipende da molti fattori, primo tra tutti il nostro agire responsabile.

  • Paolo Vineis, Luca Carra, Roberto Cingolani Manifesto per una tecnopolitica, Einaudi

Da almeno dodicimila anni abbiamo sviluppato tecnologie che hanno aumentato le nostre prestazioni fisiche e mentali, piegando l’ecosistema ai nostri bisogni alimentari e antropizzando il pianeta massicciamente. Ciò ha migliorato enormemente la qualità della vita ma ha generato tre debiti: economico e sociale (noto), ambientale (che comincia a essere noto) e cognitivo (poco noto, di cui iniziamo a renderci conto). Per nessuno di questi fenomeni preso isolatamente c’è una soluzione semplice. Tuttavia le prospettive di successo saranno molto maggiori se vi sarà una collaborazione intersettoriale: il trasporto pubblico e la riduzione del cibo-spazzatura hanno infatti un impatto sull’obesità, sul diabete, sull’inquinamento e perfino sul cambiamento climatico. Urge l’”internazionalismo”: ciascuna di queste crisi trascende i confini nazionali e anzi richiede soluzioni globali. Questa constatazione è sorretta da forti prove scientifiche ed è tuttavia in stridente contrasto con i crescenti nazionalismi.

  • Melinda GatesSpiccare il volo. Quello che ho imparato dalle donne, Piemme

Il titolo della biografia-memoir della filantropa Melinda French (ex signora Gates) si ispira a un concetto davvero potente: quando una donna decolla tutta l’umanità spicca il volo. E per volare libera una donna deve sfondare soffitti di cristallo, bussare a porte che intere generazioni di donne hanno trovato chiuse a chiave (salvo aprirsi solo per i maschi: pensa a posizioni lavorative che per secoli sono state precluse alle donne), farsi forza del proprio intelletto e talento per dimostrare ciò che a un uomo viene dato per scontato.

  • Emanuela Griglié, Guido RomeoPer soli uomini. Il maschilismo dei dati, dalla ricerca scientifica al design, Codice Edizioni

L’ultimo libro consigliato da Bancaforte, è “Per soli uomini…”. Una nuova generazione di leader donne sta conquistando la scena internazionale. Il soffitto di vetro finalmente scricchiola, ma siamo sicuri di essere alle porte di un cambiamento epocale? A guardare bene, purtroppo, si scopre un secondo soffitto, più resiliente e invisibile: è quello dei dati che governano la nostra realtà e che sono sempre più cruciali nel determinare non solo come sono disegnate le nostre auto e le nostre città o chi assumere dopo un colloquio di lavoro, ma anche come funzionano molti farmaci salvavita o come si comportano i sistemi di intelligenza artificiale. Al ritmo attuale ci vorranno 280 anni per raggiungere la parità di genere nella computer science e 258 nella fisica, anche perché il sistema dell’informazione è ancora molto maschio-centrico: per esempio, otto notizie su dieci parlano di uomini. Griglié e Romeo accompagnano in un viaggio nel maschilismo dei dati e dimostrano che contrastarlo aiuterebbe a creare una società migliore, anche per gli uomini.