Draghi: le riforme non danneggeranno gli istituti di credito

È arrivato il momento delle riforme, senza danneggiare le banche. Questo in sintesi il messaggio lanciato da Mario Draghi in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial stability board ha ribadito quanto già affermato al G-7 e all’Ifmc nei giorni scorsi a Instanbul.  “Nessuno vuole danneggiare le banche, nessuno vuole una politica creditizia prociclica, nessuno vuole una stretta creditizia, nessuno vuole mettere a repentaglio la ripresa economica. Ma allo stesso tempo vogliamo anche che le regole per le banche vengano modificate e applicate, anche se gradualmente” ha precisato Draghi.

In particolare si può intervenire immediatamente sulle norme relative alle remunerazioni, alla nuova architettura della vigilanza, all’estensione della vigilanza agli enti non bancari rilevanti a livello sistemico. “Quando invece si tratta di definire le regole sulla base patrimoniale delle banche, la riforma di Basilea II, dobbiamo prima di tutto esaminare con attenzione le possibili conseguenze – ha affermato il governatore -. Inoltre, dobbiamo considerare che un’attuazione troppo precipitosa potrebbe avere conseguenze procicliche. Ciò significa che una regolamentazione più rigorosa sul capitale potrà essere realizzata solo gradualmente”.

Draghi ha dichiarato inoltre che la crisi non è ancora superata: “Forse però abbiamo toccato il fondo. La Cancelliera Merkel una volta ha fatto bene il punto della questione, dicendo che la crisi finanziaria sarà passata quando saremo ritornati al livello di due anni fa. E ne siamo ancora ben lontani”. All’intervistatore che chiedeva precisazioni sul fabbisogno di capitale delle banche presidente del Financial stability board ha risposto che “le svalutazioni già effettuate dalle banche sono relativamente facili da calcolare. Per quelle future è necessario invece fare delle ipotesi sull’andamento economico e sui suoi effetti sulle sofferenze creditizie. Ma entrano in gioco anche altri fattori”. Draghi ha poi aggiunto che attualmente il grado di indebitamento delle imprese e delle famiglie europee è inferiore rispetto a quello di recessioni del passato e “ciò limita il livello delle sofferenze previste. Per poter stimare il fabbisogno di capitale delle banche si deve inoltre calcolarne l’ammontare dei profitti e dei valori patrimoniali attuali. E potrei andare ancora avanti con la lista dei fattori incerti”.

L’intervista completa è disponibile al link: http://www.bancaditalia.it/media/notizie/Frankfurter_Allgemeine_Zeitung_071009

Draghi: le riforme non danneggeranno gli istituti di credito ultima modifica: 2009-10-08T14:40:21+00:00 da Flavio Meloni

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