Draghi: servono nuove regole per dare slancio alla ripresa

La ripresa dei mercati finanziari non deve spingere ad abbassare la guardia. Per la ripresa vera e propria serviranno nuove regole che consentano di migliorare la qualità del capitale e limitare gli eccessi nell’uso della leva finanziaria.

Questo in sintesi il messaggio trasmesso dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla giornata mondiale del risparmio tenutasi a Roma lo scorso 29 ottobre 2009.

La risposta della politica economica alla crisi, nella sua ampiezza, testimonia l’intensità del trauma; le cose non torneranno come prima. È bene che tutti gli attori sui mercati finanziari, a cominciare dalle banche, ne prendano atto” ha dichiarato Draghi.

Il governatore ha spiegato che il Financial Stability Board (FSB) si sta adoperando per definire un nuovo assetto regolamentare che possa creare un sistema finanziario con più capitale, meno debito, controlli estesi a tutti gli intermediari che possono generare rischio sistemico, meccanismi per contenere la ciclicità della finanza, sistemi di governo societario e di remunerazione dei dirigenti volti a contenere gli incentivi all’assunzione di rischi eccessivi. “Insomma, un sistema finanziario più prudente, più stabile, meglio in grado di sostenere l’economia” ha sintetizzato il numereo uno di Bankitalia.

Saranno previsti correttivi sostanziali per attenuare le tendenze procicliche del sistema: alle banche, in particolare, sarà chiesto di costituire risorse aggiuntive nelle fasi positive del ciclo, da utilizzare nei momenti di difficoltà generalizzata. È stato già proposto un aumento significativo dei requisiti patrimoniali per l’attività di negoziazione e per le esposizioni nei confronti di titoli derivanti da cartolarizzazioni. Inoltre il Comitato di Basilea sta rivedendo la nozione di patrimonio di vigilanza in chiave restrittiva nei confronti della componente predominante del patrimonio di base, che per le società per azioni dovrebbe essere essenzialmente limitata alle azioni ordinarie e alle riserve. “Tutte le deduzioni verrebbero armonizzate secondo criteri di estremo rigore e applicate unicamente sulla

componente di maggiore qualità del patrimonio. Sono in discussione limitate deroghe per tenere conto delle specificità delle società cooperative – ha precisato il governatore -. Entro la fine di quest’anno il Comitato presenterà nuove disposizioni sulla gestione e sulla supervisione della liquidità, perché le banche possano, meglio che in passato, fronteggiare improvvise condizioni di stress dei mercati e perché gestiscano in maniera più attenta la trasformazione delle scadenze nei loro bilanci”. Lo studio di impatto di queste regole avverrà nel 2010 e il nuovo sistema sarà introdotto con la dovuta gradualità per non ostacolare la ripresa economica.

La situazione italiana – In Italia la qualità del credito è in forte deterioramento. “Il flusso di nuovi prestiti in sofferenza in rapporto a quelli complessivi, al netto dei fattori stagionali, ha sfiorato il 2 per cento nel secondo trimestre di quest’anno (1,6 nel primo trimestre) – ha affermato Draghi -. La crescita del tasso di ingresso in sofferenza è stata particolarmente marcata per i crediti alle imprese (2,6 per cento, dal 2,1 del primo trimestre)”. Significativi sono anche gli effetti della recessione sui profitti delle banche: i primi cinque gruppi, pur in presenza di una buona tenuta del risultato di gestione, hanno perso nel primo semestre di quest’anno il 60% dei profitti rispetto allo stesso periodo del 2008 a causa dell’aumento degli accantonamenti a fronte del rischio di credito. E dall’inizio del 2009 le aspettative degli analisti finanziari sono state più volte riviste al ribasso: gli utili registrerebbero una ripresa solo nel 2011, pur rimanendo al di sotto dei risultati conseguiti nello scorso anno. La via d’uscita per le banche è rappresentata in questo contesto dal destinare un ammontare significativo di risorse al rafforzamento patrimoniale è essenziale. “Le banche devono utilizzare tutti gli strumenti per accrescere il capitale. Lo hanno già iniziato a fare, con operazioni pubbliche di ricapitalizzazione, ricorso al mercato dei capitali privati, dismissioni di attività – ha concluso Draghi -. Nel nuovo assetto che prevarrà a livello globale occorrerà molto più capitale che in passato. Quel capitale andrà attratto e remunerato, in una situazione di redditività che sarà vincolata dalla maggior concorrenza. Questa sfida strategica può essere vinta solo da chi sappia migliorare la qualità dei servizi offerti e aumentare l’efficienza”.

Draghi: servono nuove regole per dare slancio alla ripresa ultima modifica: 2009-11-01T23:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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