Eba, stimata in 30 miliardi di euro la riduzione dei finanziamenti da parte delle principali banche italiane

Secondo l’Eba (European Banking Authority), l’authority del sistema finanziario europeo, i cinque principali istituti italiani (UniCredit, Monte dei Paschi, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Ubi Banca) dovranno provvedere a raccogliere 15,4 miliardi di euro per adeguare il Core Tier 1 al livello del 9% entro il prossimo giugno. Tradotto, potrebbe significare un taglio all’erogazione di oltre 30 miliardi di euro complessivi destinati a prestiti e finanziamenti: una riduzione stimata in un -2% rispetto agli impieghi del 2010.

 

Al momento solo UniCredit pare abbia scelto di aumentare il proprio capitale per far fronte alle richieste dell’Eba, mentre le altre – eccezion fatta per Intesa Sanpaolo che non deve adeguare i coefficienti – si muoveranno percorrendo strade alternative come la conversione di obbligazioni, la sospensione dei dividendi, la cessione di asset non strategici e l’adozione di nuovi metodi di valutazione delle attività a rischio.

L’impatto sulla redditività delle banche sarà notevole perché alle richieste dell’Eba si aggiungono anche le aggravanti di uno scenario sempre più penalizzante sui tassi di interesse, che riduce il margine di intermediazione delle banche, e del maggior costo della raccolta.

Le cinque banche rappresentano il 62% dell’attivo complessivo del sistema bancario italiano.

Eba, stimata in 30 miliardi di euro la riduzione dei finanziamenti da parte delle principali banche italiane ultima modifica: 2011-12-12T16:02:04+00:00 da Flavio Meloni

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