Economia Abruzzo, Banca d’Italia: nel primo semestre aumento dello 0,2% dei prestiti ai residenti

Banca Italia LogoAlla fine del mese di giugno i prestiti ai residenti in Abruzzo hanno registrato un contenuto incremento (0,2 per cento sui dodici mesi, dal -1,0 a dicembre del 2014). Tale dinamica appare lievemente migliore rispetto all’andamento osservato nel Mezzogiorno e nella media del Paese (-0,6 e -0,3 per cento, rispettivamente). È quanto emerge dalla periodica analisi sull’economia della regione realizzata dalla Banca d’Italia.

Secondo lo studio la ripresa ha riguardato sia i finanziamenti alle imprese sia i prestiti alle famiglie consumatrici ed è proseguita anche nei mesi estivi. I prestiti bancari alle imprese, in flessione dalla seconda metà del 2012, sono tornati a crescere nel corso del primo semestre dell’anno (0,7 per cento a giugno sui dodici mesi). La ripresa ha tuttavia interessato unicamente i finanziamenti alle imprese di dimensioni medio-grandi, aumentati del 2,1 per cento (-0,2 alla fine del 2014), mentre è proseguito il calo dei prestiti alle piccole imprese (-3,4 per cento).

Il credito alle imprese
Tenendo conto sia dei prestiti bancari sia di quelli erogati dalle società finanziarie, l’incremento del credito alle imprese è stato lievemente più contenuto (0,2 per cento). Sono cresciuti i finanziamenti al settore manifatturiero (4,0 per cento), mentre è proseguita la flessione dei prestiti alle imprese dei servizi e delle costruzioni (-1,1 e -2,4 per cento, rispettivamente). Tra le forme di finanziamento a breve termine sono diminuite le aperture di credito in conto corrente, a fronte di una crescita dei finanziamenti più direttamente collegati alla gestione del portafoglio commerciale (anticipi e altri crediti auto liquidanti, compreso il factoring), su cui ha inciso il miglior andamento delle vendite; si è attenuata la flessione dei prestiti nelle forme a scadenza protratta, in presenza di segnali di miglioramento della dinamica degli investimenti. Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Abruzzo (Regional Bank Lending Survey, RBLS), nel primo semestre del 2015 è tornata ad aumentare, pur lievemente, la domanda di prestiti da parte delle imprese, in flessione dal secondo semestre del 2011; vi ha contribuito principalmente la ripresa osservata nel settore manifatturiero, a fronte di una sostanziale stabilità nel comparto dei servizi e di un ulteriore indebolimento in quello delle costruzioni. Per la prima volta dalla seconda metà del 2010 è risultata in crescita la domanda di prestiti per il finanziamento degli investimenti; le richieste di credito sono state inoltre indirizzate al sostegno del capitale circolante e alla ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse. Nelle previsioni degli intermediari, la ripresa della domanda di credito dovrebbe consolidarsi nella seconda metà del 2015. Nel primo semestre dell’anno, sotto l’impulso delle misure espansive adottate dall’Eurosistema, la dinamica dei prestiti ha beneficiato anche di un moderato allentamento delle condizioni di accesso al credito. I criteri più distesi si sono manifestati prevalentemente attraverso una riduzione dei margini applicati al costo dei finanziamenti, un aumento delle quantità offerte e un calo dei costi accessori. Il miglioramento delle condizioni di accesso al credito ha riguardato tutti i comparti produttivi a eccezione di quello delle costruzioni. Per il secondo semestre del 2015 le banche prefigurano condizioni di credito sostanzialmente in linea con quelle praticate nella prima parte dell’anno. Le indicazioni delle banche trovano riscontro nei risultati del sondaggio della Banca d’Italia. Circa il 30 per cento delle imprese intervistate ha rilevato un miglioramento nelle condizioni di accesso al credito nel primo semestre dell’anno; meno del 5 per cento delle aziende ha segnalato un peggioramento. Nel mese di giugno i tassi di interesse bancari sui prestiti a breve termine alle imprese sono diminuiti di circa 0,6 punti percentuali rispetto a dicembre del 2014, dal 7,3 al 6,7 per cento (tav. a12). La riduzione ha interessato principalmente il settore manifatturiero (-0,8 punti percentuali); è stata invece più contenuta per i settori delle costruzioni e dei servizi (-0,3 e -0,5 per cento, rispettivamente). I tassi di interesse a breve sono diminuiti di 0,7 punti percentuali per le grandi imprese, mentre sono rimasti invariati, al 9,0 per cento, per quelle di minori dimensioni. Il divario tra i tassi applicati alle due categorie di imprese è di conseguenza aumentato, da 2,0 a 2,7 punti percentuali.

Il credito alle famiglie
I prestiti concessi da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici residenti in regione hanno fatto registrare una flessione contenuta (-0,4 per cento a giugno, sui dodici mesi, a fronte del -1,2 a dicembre del 2014). Le componenti del credito al consumo e dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono entrambe diminuite dello 0,5 per cento. Le migliori prospettive del mercato immobiliare e le più vantaggiose condizioni di offerta del credito hanno favorito la ripresa delle erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni, in crescita del 37,5 per cento nel primo semestre dell’anno sul periodo corrispondente del 2014, al netto di surroghe e sostituzioni. I flussi di nuovi mutui appaiono tuttavia ancora distanti dai valori osservati nel periodo pre-crisi. Riflettendo la riduzione del divario sfavorevole di costo rispetto ai mutui a tasso variabile, la quota delle erogazioni a tasso fisso è cresciuta al 52,2 per cento, dal 24,9 registrato a dicembre del 2014. Il TAEG sulle nuove operazioni di mutuo per l’acquisto di abitazioni è, nel complesso, lievemente diminuito (dal 3,1 al 3,0 per cento). Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, le richieste di credito delle famiglie, tornate ad aumentare nel 2014 dopo un triennio di forte riduzione, hanno continuato a crescere anche nel primo semestre dell’anno in corso. L’aumento ha riguardato sia i mutui per l’acquisto di abitazioni sia, in misura meno marcata, la componente del credito al consumo. I criteri di accesso al credito si sono lievemente allentati nel primo semestre del 2015. La distensione si è manifestata soprattutto attraverso il miglioramento degli spread applicati, in particolare, sui mutui meno rischiosi e l’aumento delle quantità offerte; la quota finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value) è rimasta sostanzialmente stazionaria. Per la seconda parte dell’anno in corso gli intermediari prefigurano un proseguimento dell’espansione della domanda di finanziamenti e una sostanziale stabilità delle condizioni di offerta di credito alle famiglie.

La qualità del credito
Nei dodici mesi terminanti a giugno il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti di inizio periodo è sceso al 4,8 per cento (6,0 a dicembre del 2014), un valore pressoché in linea con il dato del Mezzogiorno ma superiore a quello medio nazionale. L’indicatore ha beneficiato della riduzione osservata nel settore delle imprese (6,3 per cento a giugno; 8,1 per cento a dicembre del 2014), mentre è rimasto pressoché invariato nel settore delle famiglie consumatrici, al 2,0 per cento. Tra le imprese, il tasso di ingresso in sofferenza è diminuito in particolare nel comparto manifatturiero (dal 7,4 al 3,8 per cento) e, in misura più contenuta, nel settore delle costruzioni (dal 12,4 al 9,4 per cento); è invece rimasto stabile nel settore dei servizi (7,4 per cento). Il complesso delle rimanenti posizioni caratterizzate da anomalia si è attestato, in termini di consistenze, al 9,3 per cento dei prestiti. Tra i comparti produttivi, l’incidenza è inferiore per le attività manifatturiere (4,6 per cento) e più elevata per le costruzioni (17,1 per cento). L’indice di deterioramento netto dei prestiti, che misura la rapidità con cui la qualità dei prestiti si deteriora, segnala un miglioramento per il settore delle imprese (fig. 11); in particolare, si è ridotto sia il deterioramento dei prestiti in bonis sia, in misura più accentuata, quello dei prestiti già anomali. Nel settore delle famiglie, l’indice di deterioramento netto dei prestiti è lievemente peggiorato.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

Economia Abruzzo, Banca d’Italia: nel primo semestre aumento dello 0,2% dei prestiti ai residenti ultima modifica: 2015-11-11T14:38:56+00:00 da Redazione

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