Economia Campania, Banca d’Italia: incremento dello 0,2 dei prestiti nel primo semestre

Banca Italia LogoNella prima parte del 2015 i finanziamenti bancari erogati alla clientela residente in Campania hanno ripreso a crescere, sebbene lievemente, nella prima parte del 2015 (0,2 per cento nei dodici mesi terminanti a giugno). In base a dati ancora provvisori, la crescita, sottolinea l’analisi periodica che la Banca d’Italia dedica all’economia della regione, è proseguita nei mesi estivi. Sono tornati a espandersi sia i prestiti alle famiglie consumatrici (0,5 per cento) sia quelli alle imprese (1,1 per cento).

La dinamica di questi ultimi è tuttavia ascrivibile esclusivamente alle imprese medio-grandi (1,8 per cento); il credito alle piccole ha registrato un’ulteriore contrazione (-1,8), anche se meno marcata rispetto alla fine dello scorso anno (-2,1). All’andamento dei prestiti a famiglie e imprese ha contribuito, secondo le informazioni tratte dalla Regional Bank Lending Survey (RBLS), sia il miglioramento delle condizioni di accesso al credito sia una ripresa della domanda.

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nei dodici mesi terminanti a giugno il credito al settore produttivo è aumentato dello 0,4 per cento (-1,5 per cento a fine 2014). La dinamica è ascrivibile in larga parte alle imprese manifatturiere, per le quali il credito nel primo semestre dell’anno in corso ha accelerato (all’1,4, dal -1,9 per cento), in minor misura alle imprese dei servizi (allo 0,6, dal -0,7 per cento). Il credito al settore delle costruzioni ha continuato invece a flettere, sebbene meno rapidamente (-1,5 per cento a giugno 2015, -2,4 alla fine del 2014). Tra le principali branche di attività del settore manifatturiero, si registra una espansione del credito all’industria alimentare (4,9 per cento) e una marcata ripresa a quello metallurgico (da -8,5 per cento alla fine del 2014 all’1,2 lo scorso giugno; tav. a13). Nell’industria tessile i prestiti continuano a espandersi (2,4), sebbene in rallentamento rispetto allo scorso dicembre (3,2). Ancora flettente è stato invece l’andamento del credito al settore dei mezzi di trasporto (-3,8 per cento), nonostante l’espansione dei finanziamenti al comparto dell’automotive (17,5 per cento). Nel settore dei servizi, ha continuato a crescere il credito alle imprese dei trasporti e a quelle del comparto dei servizi di alloggio e ristorazione; hanno ripreso a espandersi i finanziamenti alle aziende del commercio (1,2 per cento). Si è al contrario ampliata la caduta per quelle dei servizi immobiliari (-4,2 per cento) e quelle di noleggio e supporto alle imprese (-4,4). Tra le principali forme tecniche, continuano a calare in misura ampia i prestiti a breve termine, quali quelli autoliquidanti (-9,8 per cento) e le aperture di credito in conto corrente (-10,1), anche in connessione con la più elevata liquidità delle imprese. In base ai bilanci di un campione di oltre 20.000 società di capitali aventi sede in Campania, censite negli archivi di Cerved Group, alla fine del 2014 gli indicatori di liquidità continuavano infatti a risultare in aumento sui dodici mesi. Il leverage ha continuato a calare ed è migliorata la redditività. Tali andamenti hanno caratterizzato anche le imprese di minori dimensioni. Alla ripresa dei prestiti alle imprese ha contribuito la riduzione del costo del credito che ha beneficiato dell’ulteriore allentamento delle condizioni monetarie. A giugno 2015 i tassi d’interesse sui prestiti a breve termine erano in media pari al 7,22 per cento, in calo di 38 punti base rispetto allo scorso dicembre. Hanno beneficiato delle più favorevoli condizioni sui mercati monetari soprattutto le imprese più grandi, con un calo dei tassi di 40 punti base, al 6,93 per cento, a fronte di una riduzione più contenuta per le piccole (14 punti, al 9,66 per cento), che hanno registrato una dinamica delle sofferenze più accentuata. La diminuzione del costo del credito ha interessato tutti i settori di attività economica, ma è stata più marcata per le imprese manifatturiere (di 48 punti, al 6,40 per cento). Secondo le indicazioni tratte dalla Regional Bank Lending Survey, nel primo semestre del 2015 è aumentata la domanda di credito delle imprese, trainata dal settore manifatturiero. È invece proseguita la riduzione della domanda di finanziamenti da parte del settore edile a fronte di una sostanziale stabilità di quella delle aziende dei servizi. La domanda di credito è stata principalmente sostenuta dalle esigenze di finanziamento del capitale circolante e, in minor misura, da quelle di ristrutturazione del debito e di realizzazione d’investimenti produttivi. Nelle previsioni degli intermediari l’aumento della domanda di credito dovrebbe ulteriormente consolidarsi nella seconda metà del 2015. Nella prima parte dell’anno in corso sono state nuovamente allentate le condizioni di accesso al credito, tendenza che proseguirebbe anche nel secondo semestre.

Il credito alle famiglie
Considerando i finanziamenti concessi sia da banche sia da società finanziarie, i prestiti alle famiglie consumatrici sono diminuiti dello 0,5 per cento nei dodici mesi terminanti a giugno 2015 (-0,9 a dicembre 2014), risentendo soprattutto dell’andamento del credito al consumo. Quest’ultimo ha continuato a diminuire (-2,0 per cento), principalmente per effetto della contrazione dei prestiti erogati dalle società finanziarie (-4,1), a fronte di una stagnazione di quelli erogati dalle banche (-0,1). Anche i prestiti bancari per l’acquisto di abitazioni si sono stabilizzati (-0,2 per cento lo scorso giugno), riflettendo la forte ripresa delle erogazioni di nuovi mutui, aumentate di circa il 50 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2014. L’espansione delle nuove erogazioni riflette anche operazioni di surroga e di sostituzione che hanno rappresentato poco più di un quinto del totale; al netto di tali operazioni i nuovi mutui sono cresciuti di circa il 22 per cento. Le informazioni tratte dalla RBLS indicano che tale andamento riflette sia un ulteriore lieve allentamento delle condizioni di offerta sia un aumento della domanda. L’espansione dei prestiti alle famiglie si è accompagnata con un’ulteriore flessione dei tassi sui finanziamenti destinati all’acquisto di abitazioni: il tasso annuo effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti a medio e a lungo termine si è ridotto di 42 punti base al 2,95 per cento. Il differenziale tra tasso fisso e tasso variabile è diminuito nella prima metà del 2015, attestandosi a giugno a 65 punti base (90 a fine 2014). Il peso delle erogazioni di nuovi mutui a tasso fisso, dal 2009 inferiore a quelle a tasso variabile, è salito al 57 per cento del totale nella prima parte del 2015.

La qualità del credito
Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno 2015, il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti in essere all’inizio del periodo è stato pari al 3,5 per cento, valore sostanzialmente invariato rispetto a quanto registrato alla fine del 2014 (3,6 per cento) e ancora superiore alla media nazionale (2,7 per cento). Il tasso d’ingresso in sofferenza è aumentato per le famiglie consumatrici (all’1,9 per cento, dall’1,7), mentre è calato per le imprese (al 5,0 per cento, dal 5,3). Tale andamento ha caratterizzato sia il settore delle costruzioni (9,2 per cento, da 9,4) sia, più marcatamente, quello dei servizi (4,3 per cento, da 4,9). La rischiosità nel settore manifatturiero è invece aumentata (4,8 per cento, da 3,9). Le piccole imprese hanno registrato un tasso d’ingresso in sofferenza in lieve aumento (5,7 per cento, da 5,5). L’attenuazione della dinamica della rischiosità delle imprese è confermata anche dalla flessione del deterioramento netto, soprattutto per le imprese di maggiori dimensioni. A giugno 2015 le sofferenze delle imprese hanno raggiunto il 32,1 per cento dei prestiti totali, quelle delle famiglie consumatrici il 15,6 per cento. L’incidenza del complesso delle posizioni caratterizzate da anomalia (deteriorate) si è portata al 48,2 per cento per le imprese (dal 46,6) e al 21,3 per le famiglie (dal 21,0). Valori più elevati e in aumento si registrano per le imprese delle costruzioni (63,1 per cento, dal 62,1 a fine 2014) e per quelle con meno di 20 addetti (49,3 per cento, dal 48,6 a fine 2014).

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Economia Campania, Banca d’Italia: incremento dello 0,2 dei prestiti nel primo semestre ultima modifica: 2015-11-11T21:12:30+00:00 da Redazione

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