Economia del Veneto, Banca d’Italia: attenuazione del calo dei prestiti nel primo semestre

Banca Italia LogoNella prima parte del 2015 il calo dei prestiti al settore privato non finanziario veneto ha mostrato un’attenuazione, proseguita anche nei mesi estivi. Lo scorso agosto, si legge nel dossier della Banca d’Italia dedicato all’economia della Regione, i prestiti bancari alle imprese sono diminuiti dello 0,9 per cento su dodici mesi (-1,4 per cento a dicembre scorso), mentre quelli alle famiglie consumatrici hanno segnato un incremento dello 0,9 per cento (-0,1 per cento a dicembre scorso); i tassi di variazione dei prestiti sono risultati in linea con quelli medi nazionali. Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Veneto (Regional Bank Lending Survey), sull’andamento del credito ha influito una ripresa della domanda a fronte di condizioni di offerta nel complesso invariate.

Il credito alle imprese
Il credito al settore produttivo complessivamente erogato da banche e società finanziarie è diminuito del 2,4 per cento su dodici mesi alla fine del primo semestre. La diminuzione ha interessato soprattutto il settore delle costruzioni (-7,3 per cento) e, in misura minore, quello dei servizi (-2,4 per cento), mentre per il comparto manifatturiero si è registrata una sostanziale stabilità (-0,6 per cento). Secondo le indicazioni della Regional Bank Lending Survey (RBLS), la ripresa della domanda di credito, in atto dal secondo semestre dello scorso anno, si è protratta anche nella prima metà del 2015 per le imprese manifatturiere e dei servizi, mentre è tornata a ripiegare quella del comparto edile. Al moderato incremento del contributo delle richieste per finanziare gli investimenti produttivi si è associato quello ancora positivo, seppure in attenuazione, delle domande indirizzate al sostegno del capitale circolante e alla ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse. Nelle previsioni degli intermediari l’aumento della domanda di credito dovrebbe proseguire anche nella seconda metà del 2015. Nel primo semestre dell’anno le condizioni di accesso al credito hanno registrato un allentamento in termini di margini medi applicati ai finanziamenti e di quantità offerte, favorito dalla politica monetaria espansiva della Bce, mentre i requisiti in termini di rating minimo e garanzie richieste sono rimasti invariati, in corrispondenza con la rischiosità ancora elevata del credito alle imprese. Per il secondo semestre del 2015 le banche prefigurano condizioni di accesso al credito sostanzialmente stabili. Lo scorso giugno i tassi di interesse a medio e a lungo termine applicati ai finanziamenti alle imprese sono risultati in flessione di 41 punti base rispetto alla fine del 2014 (al 2,8 per cento). Anche i tassi a breve termine hanno subito un calo analogo, attestandosi al 5,1 per cento; la diminuzione dei tassi ha riguardato i prestiti alle imprese dei servizi e manifatturiere, mentre quelli alle imprese delle costruzioni sono risultati stabili, in connessione con l’elevata rischiosità del comparto.

Il credito alle famiglie
I finanziamenti erogati da banche e finanziarie alle famiglie consumatrici sono aumentati dello 0,1 per cento su dodici mesi alla fine del primo semestre del 2015. L’ammontare complessivo dei mutui per l’acquisto della casa si è sostanzialmente stabilizzato: la riduzione connessa con l’ammortamento dei mutui in essere è stata compensata dall’incremento delle nuove erogazioni. Nei primi sei mesi dell’anno, queste ultime hanno registrato un incremento del 62 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014 (fig. 9); la crescita sarebbe stata pari a circa il 40 per cento al netto di surroghe e sostituzioni. In base a un’elaborazione sui dati della Rilevazione analitica sui tassi d’interesse attivi e passivi nel primo trimestre del 2015 è proseguita la flessione dell’importo medio dei mutui erogati (100 mila euro da 130 mila del picco massimo raggiunto alla fine del 2011), in concomitanza con la diminuzione dei prezzi delle abitazioni e di politiche di offerta più restrittive in termini di quota finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value). I tassi applicati sui mutui casa (al 2,7 per cento lo scorso giugno), hanno registrato un nuovo lieve calo anche in corrispondenza della riduzione degli spread medi applicati, come rilevato dalla RBLS. Le altre forme di finanziamento, che rappresentano circa un terzo dei prestiti alle famiglie consumatrici, hanno registrato la sostanziale stabilità del credito al consumo (-0,1 per cento) e un lieve incremento degli “altri prestiti” (1,3 per cento).

La qualità del credito
Il miglioramento del quadro congiunturale ha mostrato i primi effetti positivi sulla qualità del credito, anche se le sofferenze hanno comunque continuato a crescere per effetto della riclassificazione di prestiti che già presentavano anomalie nei rimborsi; la consistenza dei crediti in sofferenza ereditati dalla lunga fase recessiva rimane dunque elevata. Il tasso di deterioramento netto dei prestiti alle imprese venete – che rappresenta il saldo tra le posizioni che sono peggiorate e quelle che sono migliorate – è tornato a ridursi nel primo semestre del 2015 grazie alle più contenute transizioni dei crediti in bonis verso i crediti deteriorati diversi dalle sofferenze, invertendo una dinamica negativa in corso dal 2011. Il flusso di nuove sofferenze rettificate è invece cresciuto al 4,6 per cento (dal 4,3 della fine del 2014), alimentato principalmente dall’ulteriore deterioramento di crediti già connotati da anomalie; il peggioramento dell’indicatore ha riguardato i servizi e le costruzioni, a fronte del moderato miglioramento di quello relativo al settore manifatturiero. Alla fine dello scorso giugno l’incidenza dello stock di sofferenze sui prestiti totali alle imprese è cresciuta al 19,1 per cento (dal 17,6 di dicembre 2014), mentre l’incidenza degli altri crediti deteriorati è diminuita al 12,1 per cento (dal 12,3 dello scorso dicembre). Nel settore delle costruzioni la quota complessiva di crediti deteriorati ha raggiunto il 54,6 per cento dei prestiti in essere. Il tasso di decadimento dei prestiti alle famiglie consumatrici è lievemente aumentato all’1,5 per cento (dall’1,3 dello scorso dicembre). L’incidenza delle sofferenze sui prestiti alle famiglie consumatrici è moderatamente cresciuta tra lo scorso dicembre e giugno, passando dal 9,1 al 9,6 per cento, mentre i crediti che presentano un minore grado di anomalia sono lievemente diminuiti (dal 4,5 al 4,4 per cento).

Consulta il dossier della Banca d’Italia

Economia del Veneto, Banca d’Italia: attenuazione del calo dei prestiti nel primo semestre ultima modifica: 2015-11-05T21:56:48+00:00 da Redazione

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