Economia umbra, Banca d’Italia: nel primo semestre si interrompe il calo dei prestiti

Banca Italia LogoNel primo semestre del 2015 si è interrotto in Umbria il calo dei prestiti bancari che aveva caratterizzato il triennio precedente. La dinamica del credito, in miglioramento dalla metà dello scorso anno, è tornata positiva a partire dai mesi primaverili. A giugno i finanziamenti al complesso dell’economia umbra risultavano superiori dell’1,5 per cento rispetto a dodici mesi prima (-1,0 a dicembre). La crescita ha interessato in particolare i prestiti alle Amministrazioni pubbliche e alle aziende di maggiori dimensioni (10,9 e 3,0 per cento, rispettivamente) a fronte di un andamento ancora negativo per le piccole imprese (-2,7). Il credito concesso alle famiglie consumatrici è rimasto sostanzialmente stabile. Le banche appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali hanno evidenziato una crescita più pronunciata rispetto agli altri intermediari (1,8 per cento contro 1,2), invertendo una tendenza in atto dall’inizio della crisi. Secondo dati ancora provvisori, nel corso dei mesi estivi si è registrata un’ulteriore espansione dei finanziamenti (1,9 per cento ad agosto).

Il credito alle imprese

Considerando oltre ai prestiti bancari quelli delle società finanziarie, a giugno il credito alle imprese è aumentato dell’1,3 per cento (-2,2 alla fine del 2014). La ripresa ha riguardato in particolare le attività manifatturiere e i servizi (3,0 e 2,3 per cento, rispettivamente), a fronte di una flessione ancora marcata nell’edilizia (-3,2). Sulla dinamica dei prestiti al comparto produttivo regionale hanno inciso alcune nuove erogazioni a medio e a lungo termine di elevato ammontare concesse a primarie società industriali e della grande distribuzione commerciale. Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Umbria (Regional Bank Lending Survey, Rbls), nella prima metà del 2015 si è intensificata la ripresa della domanda di credito delle imprese in atto dal secondo semestre dello scorso anno. Le richieste sono state finalizzate principalmente al sostegno del capitale circolante; per la prima volta dalla fine del 2008 è aumentata anche la domanda di credito per investimenti produttivi. Nelle indicazioni degli intermediari la tendenza positiva starebbe proseguendo nella seconda parte dell’anno, sia pure a un ritmo meno intenso.

Nel primo semestre le condizioni di accesso al credito si sono lievemente allentate, anche sotto l’impulso della politica monetaria espansiva della Bce. La distensione si è tradotta in un aumento delle quantità offerte e in una riduzione dei margini applicati ai finanziamenti, più accentuata per le imprese meno rischiose. Per il secondo semestre le banche segnalano condizioni di credito sostanzialmente stabili. Indicazioni analoghe emergono dal sondaggio della Banca d’Italia sulle imprese industriali e dei servizi. Un quarto del campione ha rilevato un miglioramento delle condizioni di indebitamento nella prima parte del 2015, un valore doppio rispetto all’analogo dato dell’anno precedente; nel contempo si è sensibilmente ridotta la quota di imprese che hanno registrato un aggravio (dal 35 al 13 per cento). Sulla base dei dati segnalati dagli intermediari, nel primo semestre sono diminuiti i tassi applicati sui prestiti alle imprese sia per le operazioni a medio e a lungo termine (dal 3,9 al 3,0 per cento) sia per quelle di minore durata (dal 7,3 al 6,4). Rispetto a queste ultime il calo è stato meno accentuato per le piccole imprese, alle quali sono stati applicati tassi mediamente superiori di 3,4 punti rispetto alle aziende di maggiori dimensioni; per le imprese edili, connotate da una crescente rischiosità, le condizioni risultano invariate.

Il credito alle famiglie

I prestiti di banche e intermediari finanziari alle famiglie consumatrici sono rimasti stabili nei dodici mesi terminanti a giugno 2015 (tav. a10). Si è pressoché interrotto il calo delle consistenze di mutui per l’acquisto di abitazioni in atto dalla metà del 2013. Vi hanno contribuito le nuove erogazioni concesse nel primo semestre dell’anno in corso, in forte incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 (59,0 per cento a giugno; 21,6 al netto di surroghe e sostituzioni). Tale dinamica è stata favorita dall’ulteriore calo dei tassi di interesse, scesi al 3,0 per cento (dal 3,2 della fine del 2014). La riduzione del differenziale rispetto ai tassi variabili ha favorito una ripresa delle sottoscrizioni di mutui a tasso fisso. La crescita dello stock di credito al consumo, concentrata nella componente bancaria, ha compensato l’arretramento delle altre forme di prestito non finalizzato. I risultati della Rbls fanno emergere per la prima parte dell’anno un’accentuazione della domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, in particolare per i mutui destinati all’acquisto di abitazioni. Secondo le indicazioni degli intermediari l’espansione proseguirebbe nel secondo semestre dell’anno in presenza di condizioni di offerta sostanzialmente stabili.

La qualità del credito

I segnali di moderata ripresa del quadro economico non si sono ancora riflessi sulla qualità del credito. L’incidenza del flusso di nuove sofferenze rettificate sui prestiti vivi all’inizio del periodo è rimasta sostanzialmente stabile: nella media dei quattro trimestri terminanti lo scorso giugno il tasso di ingresso in sofferenza è stato pari al 4,0 per cento. Si tratta di un valore triplo rispetto a quello osservato nel periodo precedente la crisi e superiore di oltre un punto percentuale al dato nazionale. Per le imprese il tasso di ingresso in sofferenza si è attestato al 5,3 per cento; al miglioramento registrato nell’industria manifatturiera (dal 6,2 al 5,1) si è contrapposto l’ulteriore aumento dei flussi nell’edilizia (dal 7,0 al 9,4). Lo stock di sofferenze ha continuato a crescere a ritmi elevati, seppure in rallentamento, arrivando a rappresentare alla fine di giugno oltre un quarto del totale dei prestiti alle imprese; la quota degli altri crediti deteriorati è rimasta sostanzialmente stabile (12,2 per cento).

Per le famiglie consumatrici il flusso di nuove sofferenze sui prestiti vivi a inizio periodo è risultato immutato (1,5 per cento), a fronte di un lieve incremento del peso dei finanziamenti deteriorati.

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Economia umbra, Banca d’Italia: nel primo semestre si interrompe il calo dei prestiti ultima modifica: 2015-11-05T13:09:00+00:00 da Redazione

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