Economia Valle d’Aosta, Banca d’Italia: nel primo semestre prestiti bancari in crescita dello 0,3%

Banca Italia LogoNel primo semestre del 2015 la dinamica dei prestiti bancari alla clientela residente in Valle d’Aosta ha fatto registrare segnali di miglioramento (0,3 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente; -0,8 alla fine del 2014). L’andamento, spiega l’analisi periodica della Banca d’Italia dedicata all’economia della regione, è ascrivibile all’accelerazione dei finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici e all’attenuazione del calo di quelli alle imprese. Tali dinamiche, secondo le indicazioni provenienti dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Valle d’Aosta (Regional Bank Lending Survey, RBLS), hanno riflesso fattori sia di domanda sia di offerta. Nello scorso agosto, in base ai dati provvisori disponibili, l’attenuazione del calo dei prestiti alle imprese è proseguita, mentre il credito alle famiglie ha decelerato.

Il credito alle imprese
Tenendo conto sia dei prestiti bancari sia di quelli erogati dalle società finanziarie, nella prima metà del 2015 la flessione del credito al settore produttivo si è lievemente attenuata (-3,0 per cento; -3,2 nel dicembre del 2014). Sono calate tutte le forme tecniche di finanziamento, con l’eccezione degli anticipi e degli altri crediti autoliquidanti, collegati alla gestione del portafoglio commerciale. Nel primo semestre del 2015 i tassi di interesse sui prestiti bancari a breve termine alle imprese valdostane sono nel complesso calati di 0,2 punti percentuali, al 6,0 per cento; in base ai risultati delle Rilevazioni sui tassi di interesse attivi e passivi (che nelle regioni di minori dimensioni possono presentare una certa volatilità), anche il Taeg sulle nuove erogazioni di prestiti a medio e a lungo termine è sceso, al 3,2 per cento dal 3,9 del dicembre precedente. Secondo le indicazioni tratte dalla RBLS, nel primo semestre del 2015 la domanda di prestiti da parte delle imprese è rimasta debole, soprattutto nel comparto edile; solo nel manifatturiero sono emersi segnali di recupero. La domanda di credito è stata indirizzata principalmente al sostegno del capitale circolante; le banche intervistate hanno anche rilevato modesti segnali di ripresa nelle richieste connesse con il finanziamento di investimenti produttivi, dopo un quadriennio di flessione. Nelle previsioni degli intermediari la domanda di credito dovrebbe rimanere stabile nella seconda metà del 2015. Nella prima parte dell’anno in corso è proseguito il processo di allentamento delle condizioni di accesso al credito, anche per effetto delle misure adottate dall’Eurosistema. Vi fa eccezione il settore dell’edilizia. Nel complesso, la distensione si è tradotta in una riduzione dei margini applicati ai finanziamenti, che ha coinvolto per la prima volta anche le posizioni più rischiose, nonché in un aumento delle quantità offerte e in un calo dei costi accessori. Per il secondo semestre del 2015 le banche indicano condizioni di credito sostanzialmente in linea con quelle della prima parte dell’anno.

Il credito alle famiglie
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nello scorso giugno il credito alle famiglie consumatrici è salito dell’1,1 per cento. Vi hanno contribuito la lieve ripresa dei prestiti per l’acquisto di abitazioni e il nuovo aumento del credito bancario per consumo e per altre finalità (tav. a10). In particolare, le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni sono cresciute nel primo semestre del 54,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014 (del 29,6 per cento al netto delle operazioni di surroga e sostituzione). Su tali andamenti ha influito l’ulteriore calo dei tassi di interesse: il Taeg sui nuovi finanziamenti nel giugno scorso era sceso al 3,0 per cento, dal 3,1 del dicembre precedente. La riduzione del differenziale tra i tassi di interesse medi applicati sui mutui a tassi fisso e su quelli a tasso variabile ha favorito lo spostamento verso i contratti del primo tipo, la cui incidenza sul totale delle nuove erogazioni è salita nel primo semestre al 42,1 per cento, dal 7,4 del corrispondente periodo del 2014. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, le richieste di credito delle famiglie, tornate ad aumentare nel 2014 dopo un triennio di forte riduzione, hanno continuato a crescere anche nel primo semestre dell’anno in corso. L’incremento ha riguardato sia i mutui per l’acquisto di abitazioni sia, in misura meno marcata, la componente del credito al consumo. Secondo le previsioni degli intermediari, l’espansione dovrebbe proseguire anche nella seconda metà dell’anno. La tendenza all’allentamento nei criteri di accesso al credito, avviatasi l’anno passato, è proseguita nel primo semestre del 2015. La distensione si è manifestata nel miglioramento degli spread applicati, soprattutto ai mutui meno rischiosi, e nell’aumento delle quantità offerte e della durata delle nuove erogazioni; le condizioni in termini di quota finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value) sono rimaste sostanzialmente invariate. Per la seconda parte dell’anno in corso gli intermediari prefigurano una sostanziale stabilità delle condizioni di offerta alle famiglie.

La qualità del credito
Nei 12 mesi terminanti a giugno i flussi di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti in essere all’inizio del periodo sono aumentati all’1,5 per cento, dall’1,0 della fine del 2014. Per le imprese l’indicatore è salito al 2,1 per cento, dall’1,2 di fine dicembre; per quelle di minori dimensioni l’incremento è stato più accentuato (2,9 per cento; 1,7 alla fine del 2014). Al peggioramento nei comparti dei servizi e soprattutto delle costruzioni (all’1,9 e al 4,4 per cento, dall’1,2 del dicembre precedente) si è contrapposto un miglioramento in quello manifatturiero, dove l’indice è sceso di 0,4 punti percentuali, allo 0,5 per cento. Per le famiglie consumatrici il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è calato allo 0,7 per cento, dallo 0,9 registrato alla fine del 2014. Sono cresciute anche le partite deteriorate meno gravi, la cui incidenza sul totale dei prestiti è salita nel giugno scorso al 7,1 per cento, dal 6,9 del dicembre precedente.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Economia Valle d’Aosta, Banca d’Italia: nel primo semestre prestiti bancari in crescita dello 0,3% ultima modifica: 2015-11-11T18:34:47+00:00 da Redazione

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