Edilizia, Ance: non si arresta la crisi del settore, fallimenti delle imprese verso quota 10.000

“La crisi del settore delle costruzioni ha raggiunto livelli tali da rischiare di trascinare l’economia italiana nel baratro: l’agenda politica e il prossimo governo devono tenerne conto”, ha affermato il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti.


A peggiorare una situazione già difficile sono i nuovi dati sui fallimenti di impresa, che nei primi nove mesi del 2012 hanno raggiunto la cifra record di 9.500, con un incremento del 25,3% rispetto al 2009 e stime previsionali che parlano di un’ulteriore crescita.

Anche per la disoccupazione si parla di numeri senza precedenti: le persone che non hanno un lavoro nelle costruzioni sono ormai 360.000, e oltre mezzo milione se si prende in considerazione l’indotto.

Se non si metteranno subito in campo interventi utili ad arrestare il declino, ha avvertito il numero uno dell’Ance, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi.


Nelle prossime settimane l’associazione intende presentare ai candidati primo ministro delle principali forze politiche in campo una serie di interventi e proposte per tentare di bloccare gli effetti della crisi. Buzzetti ha annunciato che consegnerà ai leader politici un documento con le principali misure che sarebbe necessario adottare subito per risollevare l’economia: “investimenti mirati, riduzione del costo del lavoro, pagamento delle imprese, riattivazione del circuito del credito, nuovo patto di stabilità, revisione della tassazione degli immobili, apertura del mercato e più semplificazioni”.

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Edilizia, Ance: non si arresta la crisi del settore, fallimenti delle imprese verso quota 10.000 ultima modifica: 2013-01-22T12:41:45+00:00 da Flavio Meloni

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