Eleonora Del Vento, founder di ViteSicure: “La nostra startup insurtech, nata dall’esperienza e rivolta ai millennial”

Chi l’ha detto che il mondo delle start up è appannaggio esclusivo dei giovani informatici? Il comparto delle assicurazioni offre esempi nei quali l’esperienza e la conoscenza del mercato sono determinanti per il rapido sviluppo di una società. E nei quali le donne si fanno promotrici di innovazione. È il caso di ViteSicure, un marchio di Bridge Insurance Services, broker di assicurazioni attivo dal 2012, primo esempio in Italia di insurtech dedicato alla distribuzione retail di polizze vita. Nata nel 2019 dall’intuizione di Eleonora Del Vento e Alessandro Turra e dalla loro esperienza ultraventennale nel campo assicurativo e nel marketing dei servizi, si rivolge alle giovani famiglie  millennial, permettendo loro di scegliere, acquistare e ottenere una polizza vita totalmente online e in pochi minuti: tre, per l’esattezza.

Ci sono varie definizioni di startup ma tutte hanno in comune un elemento: la crescita veloce. Certo che la tecnologia è l’enabler ma siamo assicuratori e non basta essere informatici. Il cliente assicurato va protetto e questo implica conoscenza dell’assicurazione per creare prodotti che siano coerenti con richieste ed esigenze rilevate in fase di customer discovery – spiega Eleonora Del Vento, socio, amministratore e responsabile assicurativo di Bridge Insurance Services -. Nel 1995 io e Alessandro eravamo anche noi giovani ‘startuppari’ al lancio di Royal Insurance, che era di fatto una startup, orientata alla crescita veloce con un utilizzo spinto della tecnologia per la gestione dei dati e di tutti i processi. Siamo stati pionieri nel lanciare la vendita dell’assicurazione auto ‘su internet’, sviluppare l’extranet per consentire alle banche di vendere allo sportello, usare Sas non solo per la tariffa ma per fare clustering e data analyis e così dare insight al marketing, ricevere l’audit dei clienti e vedere i figli dei colleghi all’asilo nido al primo piano dell’ufficio”.

Racconta così l’inizio della sua carriera, iniziata nell’agenzia di assicurazione di famiglia che vanta oltre 50 anni di attività continuativa, dove fin da piccola ha imparato il valore sociale dell’assicurazione.

Cosa ricorda dell’attività di famiglia?
Sono indelebili i miei ricordi dei familiari di clienti che venivano a casa a comunicare la disgrazia e il conforto che trovano nell’aiuto non solo economico ma anche professionale per la gestione delle pratiche. Ovvio che la scelta dei miei studi sia stata influenzata. Sono stata una delle prime laureate alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università Cattolica di Milano, con specializzazione al triennio in assicurazioni con il prof. Selleri, che mai dimenticherò. Dall’università a uno stage alla Royal Insurance (oggi Rsa Gourp) il passo è breve. Poi il lancio a Milano di Royal Insurance Direct, la prima con Genertel a vendere auto al telefono e la prima in Europa a vendere online e in banca allo sportello, e successivamente l’incarico di business director per Direct Line.

Com’è nata la sua startup?
L’esperienza ai vertici con Royal a livello nazionale e internazionale è stata formativa a livello professionale e umano e quando ho deciso di lasciare Directline (oggi Verti), che aveva acquisito Royal Insurance, il mio sogno è stato subito lanciare sul mercato una nuova Royal che aiutasse i clienti a proteggersi al costo giusto. E fra gli ex colleghi di Royal ho identificato anche il socio giusto: Alessandro Turra, che lì aveva stravolto la comunicazione al cliente. Quando ho avuto l’intuizione che la tecnologia e i processi potevano aiutare i clienti a capire la necessità di proteggersi dagli eventi più gravi e imprevedibili della vita ad un costo accessibile, distinguendo risparmio da protezione, abbiamo deciso che era arrivato il momento di rivoluzionare il mercato vita. Avevamo un progetto sulla carta e la disponibilità di un leader mondiale della riassicurazione a farci il prodotto e alla fine nel 2019 abbiamo lanciato viteSicure.

Quali obiettivi vi siete posti?
Il nostro obiettivo è colmare il gap della protection con una nuova proposizione delle polizze vita allineata alle nuove abitudini del cliente. Oggi i clienti sono online, reagiscono all’advertising e usano la tecnologia. ViteSicure è pronta a ingaggiarli ed educarli alla protezione assicurativa. Vogliamo essere la prima assicurazione che consente in modo democratico e inclusivo di garantire certezza finanziaria alla famiglia, facilmente e immediatamente, per i momenti più gravi e imprevedibili della vita. L’impatto è quindi anche sociale per il contributo alla sostenibilità del sistema sociale.

Come mai avete deciso di puntare sui millennial?
Conoscere il cliente, ascoltare e dialogare direttamente è da sempre la nostra passione ed è stato dall’ascolto che abbiamo capito che molte famiglie non riescono più a risparmiare. I giovani millennial, in particolare, sono ignorati dal mercato tradizionale e, ovviamente, hanno ansia del futuro. ViteSicure è nata dall’intuizione che l’uso della nuova tecnologia di open api potesse rendere più rapida e immediata la comunicazione con il cliente. È la prima start-up insurtech vita con un management di esperienza pluriennale consolidata nel settore, ma estremamente Innovativo nella sua proposizione immediata e self service.

Quanto e in che modo la vostra esperienza vi ha aiutato nel raggiungimento dei risultati e nella percezione del cliente?
La nostra expertise ha sicuramente accelerato la fase iniziale di conoscenza del cliente. Non avremmo potuto organizzare e gestire un sistema apparentemente semplice ma così complesso, senza l’esperienza che abbiamo maturato negli anni. Ma viteSicure è una lean startup con un growth hacking mindset, che vuol dire che sperimentiamo in continuazione per trovare le soluzioni sempre più efficaci per il cliente.
Dopo 1 anno di attività abbiamo imparato a conoscere le famiglie millennial e a parlargli di protezione vita senza parafrasi o retoriche. La morte implica il fatto che la nostra famiglia, i nostri cari, dovranno fare a meno di noi e del nostro supporto, anche economico. E, se sul fronte degli affetti non possiamo fare molto, su quello economico possiamo fare la differenza. Complice anche la pandemia, abbiamo imparato che il cliente oggi ha una nuova percezione della facilità in cui possono verificarsi eventi avversi; viteSicure gli offre una soluzione semplice, immediata, self service, senza fargli mancare la consulenza.  

Quali obiettivi avete raggiunto in termini di fatturato?
Nel 2020 il fatturato è cresciuto costantemente e nei primi 3 mesi del 2021 abbiamo già raggiunto il fatturato del 2020. Inoltre, se consideriamo la durata delle polizze a scadenza, il valore del portafoglio premi supera i 6 milioni di euro e abbiamo il long term più alto realizzabile nel mercato assicurativo.

Quali progetti avete in cantiere?
Siamo solo all’inizio. Abbiamo completato l’offerta assicurativa per una delle paure che inibisce la felicità di ognuno di noi, ovvero la morte, ma la nostra missione sociale è quella di soddisfare anche altri bisogni di protezione importanti come la salute. Non manca inoltre il progetto di lanciare ViteSicure oltrealpe in Paesi, come l’Italia, caratterizzati da un forte protection gap.