Emanuele Saccucci, direttore commerciale Umci: “Siamo pronti ad avviare nuovi servizi collegati al microcredito”

Saccucci, Umci“Abbiamo chiuso il primo semestre dell’anno con una crescita intorno al 40 per cento, recuperando consistenti fette di mercato. Si tratta di un risultato importante, che ha richiesto sforzi non indifferenti ma che ci rende estremamente soddisfatti”. Emanuele Saccucci, direttore commerciale Umci, Unione mediatori creditizi italiani, commenta i risultati semestrali e illustra i progetti in cantiere per i prossimi mesi.

L’aumento dei volumi ha portato con sé uno sviluppo della rete?
Non siamo mai stati fissati con i grandi numeri. Non ci interessa avere centinaia di collaboratori, preferiamo averne pochi molto preparati e in grado di assicurare performance di rilievo. Far crescere la rete per noi significa affidarci a quattro o cinque figure professionali estremamente specializzate, che collocate nei punti per noi strategici possano garantire lo sviluppo in un determinato territorio. Abbiamo pianificato di arrivare alla fine del 2018 con un numero complessivo di collaboratori non superiore a 70. Poi, per il futuro, valuteremo di volta in volta come muoverci

A proposito di professionalità, è vero che avete preso contatti con alcune università per avviare percorsi di formazione per giovani?
Sì, abbiamo sottoscritto protocolli di intesa con un paio di atenei, uno del Nord e uno del Sud, per dare il via a stage formativi rivolti a giovani laureati che vogliono avvicinarsi al nostro settore, a partire dall’anno prossimo.

Vi state anche muovendo nel comparto del microcredito…
Il nostro intento, in questo momento, è quello di differenziare e ampliare il business. Per questo motivo, tra le atre cose, stiamo firmando una serie accordi con enti regionali per i quali andremo a sviluppare una serie di servizi specifici. Il tutto dovrebbe prendere il via già a partire da settembre.

Avete altri progetti in cantiere?
Una parte importante delle nostre risorse è concentrata sulla digitalizzazione dei processi, che oggi è un elemento imprescindibile per offrire servizi affidabili e di qualità ai clienti. Un’altra cosa a cui ci dedicheremo è la ristrutturazione dei contratti di rete: vorremmo creare tre poli, uno per il Nord, uno per il centro e uno per il Sud, a cui delegare una parte delle incombenze che ancora gestiamo a livello centrale. In questo modo guadagneremo tempo ed energie da dedicare allo sviluppo di nuovi progetti.

Come vedete il settore della mediazioni da qui a tre anni?
Ormai nel comparto si stanno delineando delle dinamiche abbastanza evidenti. Oggi il piccolo non va più di moda, perché i costi fissi cui è necessario far fronte per portare avanti l’attività di mediazione creditizia sono molto elevati e richiedono necessariamente strutture dotate di una certa solidità. Per stare sul mercato in questo momento ci sono solo due strade: o si è molto grandi e si realizzano volumi importanti oppure si cerca di differenziare il business, come stiamo facendo noi. Le fusioni tra società a cui stiamo assistendo in quest’ultimo periodo sono appunto dettate dalla necessità di “fare massa” per far crescere i numeri. Comunque si tratta di un trend che certamente ha i suoi lati positivi: avere un mercato con un numero limitato di operatori, solidi e affidabili, aumenta la trasparenza, riduce l’abusivismo e può contribuire a migliorare l’immagine del comparto dell’intermediazione del credito, anche agli occhi dei clienti finali.

Emanuele Saccucci, direttore commerciale Umci: “Siamo pronti ad avviare nuovi servizi collegati al microcredito” ultima modifica: 2018-07-21T10:40:29+00:00 da Paolo Tosatti

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