Etf, un mercato in aumento a causa dei bassi costi di gestione. Il focus di Bnl

Sono oltre 2.090 strumenti quotati, con un patrimonio di oltre 1.000 miliardi di Usd gestiti da 115 emittenti presenti su 40 borse mondiali. In Europa gli Etf gestiscono un patrimonio pari a circa 220 miliardi di Usd attraverso 901 strumenti; mentre negli Stati Uniti gli Etf quotati sono 807 e gestiscono un patrimonio pari a 679 miliardi di Usd. In Italia a inizio marzo gli Etf quotati sul mercato ammontavano a 448, con un patrimonio gestito pari a 15,5 miliardi di euro.

Sono i dati contenuti nel Focus settimanale del servizio studi di Bnl del 26 marzo, che precisa come una delle caratteristiche maggiormente apprezzate di questi strumenti sia il costo di gestione contenuto. In Italia nel corso del 2009 gli oneri gravanti mediamente sugli Etf sono stati infatti pari allo 0,7%, a fronte di una percentuale dell’1,28% nel caso dei fondi comuni.

Cosa sono

Nati negli Usa nel 1993 e introdotti a partire dal 2000 in Europa, gli Etf (Exchange Traded Funds), hanno registrato una crescente diffusione grazie alle caratteristiche di trasparenza ed economicità rispetto a strumenti alternativi di impiego del risparmio. Si tratta di una particolare tipologia di fondi d’investimento o Sicav caratterizzati dal fatto di essere negoziati in Borsa al pari dei titoli azionari e di adottare una strategia di investimento passiva finalizzata a replicare un benchmark costituito dall’indice al quale si riferiscono. L’utilizzo degli Etf consente di accedere alla diversificazione dei rischi tipica dei fondi comuni, acquistando e vendendo le quote in tempo reale come una normale titolo azionario. Diversamente dai fondi comuni, per i quali il valore delle quote viene fissato a fine giornata, la trattazione continua degli Etf rende possibile conoscere il valore di mercato in ogni istante.

Il mercato internazionale degli Etf

Complessivamente il numero di Etf quotati in Europa ha superato quello degli Usa, ma gli Etf statunitensi detengono un patrimonio pari a oltre tre volte quello europeo. A livello mondiale i primi 100 Etf gestiscono complessivamente oltre il 65% delle attività totali, mentre oltre 400 presentano asset inferiori ai 10 mln di Usd. I primi tre emittenti di Etf a livello globale detengono una quota di mercato pari al 71%. Il maggior provider, sia in termini di numero di prodotti (437) sia in termini di attivi (471,9 mld di Usd), è iShares che detiene una quota di mercato complessiva del 47,1%, seguono State Street Global Advisors (107 prodotti e 144 mld di Usd gestiti) con una quota di mercato del 14,4% e Vanguard (47 prodotti e un patrimonio gestito pari a 95 mld di Usd) con una quota di mercato del 9,5%.

In Europa, a fine febbraio 2010, gli Etf gestivano un patrimonio pari a circa 220 mld di Usd attraverso 901 strumenti quotati su diciotto borse da 35 emittenti. Negli Stati Uniti gli Etf quotati erano 807, emessi da 28 società su due borse e gestivano un patrimonio pari a 679 mld di Usd.

Nel 2009 le attività detenute in Etf a livello mondiale sono aumentate del 45,2% grazie a un notevole incremento dei flussi di raccolta e per effetto del buon andamento dei mercati nel corso dell’anno. Il tasso di crescita del patrimonio gestito è stato pari al 41,9% negli Stati Uniti e al 56,8% in Europa, in entrambi i casi il tasso di crescita è stato superiore a quello registrato dagli indici azionari più rappresentativi come l’indice MSCI Usa (+24,2%) e l’MSCI Europa (+30,6%).

Si amplia l’offerta e cresce la domanda

I flussi crescenti di investimento canalizzati verso gli Etf hanno incentivato gli emittenti ad ampliare la gamma di prodotti, in modo da agevolarne la diffusione anche nelle strutture di portafoglio complesse tipiche degli investitori istituzionali. Gli Etf coprono ormai l’intero spettro di investimenti azionari, obbligazionari e alternativi. Quelli che fanno riferimento alle materie prime sono denominati EtcExchange Trade Commodities). La crescita del mercato, oltre alla valorizzazione delle masse gestite che nel 2009 ha beneficiato del trend rialzista delle borse, è trainata da una domanda crescente di questi strumenti. Secondo un’analisi di Lipper Fmi, in Europa nei primi undici mesi dello scorso anno i flussi netti diretti verso gli Etf sarebbero stati pari a 28,9 miliardi, sono stati inoltre lanciati nel corso del 2009 oltre 200 nuovi prodotti di cui la metà di tipo azionario. I primi dati del 2010 evidenziano il permanere di un trend di sviluppo del mercato sia in termini di prodotti che di capitali gestiti. Secondo alcune stime di mercato nel 2010 gli asset potrebbero registrare una crescita superiore al 20%. (

Il mercato degli Etf in Italia

Anche in Italia si è registrata negli ultimi anni una crescita costante del mercato degli Etf. A inizio marzo gli Etf quotati sul mercato italiano erano 448 (compresi 67 Etc sugli indici delle materie prime). Il valore degli Etf depositati presso la Monte Titoli ha raggiunto i 15,5 miliardi di euro. Nel 2009, secondo i dati di Borsa Italiana, sono stati registrati quasi 2,5 milioni di contratti, con un incremento del 74% rispetto a a quelli del 2008, e una media giornaliera di quasi 10.000 contratti. Secondo le statistiche della FESEFederation of European Securities Exchanges), Borsa Italiana nel 2009 ha mantenuto stabilmente il primato in Europa per contratti scambiati sui sistemi telematici, davanti a Euronext (1,8 miloni di contratti) e a Deutsche Borse (1,5 milioni). A partire dal lancio del primo Etf sull’indice principale di Borsa, il Ftse Mib, si è assitito a un progressivo sviluppo del mercato. Nel 2004 sono stati lanciati i primi Etf su indici obbligazionari mentre a fine 2005 è stato proposto il primo Etf sui mercati emergenti. Già a partire dal 2007 il numero degli Etf quotati ha superato la soglia dei 100 il mercato si è poi ulteriormente arricchito di Etf strutturati e di Etf su indici di credito. Attualmente circa un terzo degli Etf quotati in Italia replicano indici obbligazionari, il 37,5% indici di economie avanzate, il 19,4% quelli di economie emergenti, circa il 7,4% sono caratterizzati da particolari stili di investimento. (

I costi di gestione

Una delle caratteristiche tipiche degli Etf è costituita dai costi di gestione più contenuti rispetto a quelli di strumenti simili come i fondi comuni, caratterizzati però da una gestione attiva del patrimonio. I risultati di una recente indagine, condotta dal Sole 24 Ore in collaborazione con Interactive Data Kler’s, hanno evidenziato come nel corso del 2009 gli oneri gravanti mediamente sui fondi comuni siano stati pari all’1,28%, una percentuale superiore allo 0,7% medio rilevato per gli Etf. Tra le diverse linee di investimento il divario tra fondi ed Etf risulta più accentuato per i prodotti azionari (2,52% contro 0,78%), mentre si riduce per i prodotti obbligazionari (1,1% a fronte dello 0,38%) e per quelli monetari (0,65% contro 0,2%). Resta inteso che la maggior onerosità dei fondi comuni risulta giustificata nei casi in cui il ricorso alla gestione attiva consenta di battere il benchmark e di offrire un extraprofitto all’investitore. Nonostante il buon tasso di sviluppo del mercato degli Etf in termini assoluti, il divario con quello dei fondi comuni di investimento rimane ancora molto ampio, dal momento che questi ultimi gestiscono un patrimonio sul mercato italiano pari a oltre 430 miliardi di euro.

Etf, un mercato in aumento a causa dei bassi costi di gestione. Il focus di Bnl ultima modifica: 2010-03-31T07:25:15+00:00 da Flavio Meloni

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